Fisco, in arrivo la tassa per copyright sugli stemmi di famiglia

L’introito per l’erario verrebbe garantito dal tributo che il singolo cittadino verserebbe allo Stato per registrare lo stemma di famiglia

Fare cassa con gli stemmi di famiglia si può. Parola di Paolo Grimoldi, deputato leghista primo (e unico) firmatario di una proposta di legge, unica in materia dalla nascita della Repubblica, per regolare l’araldica privata. L’introito per l’erario verrebbe garantito dal tributo che il singolo cittadino verserebbe allo Stato per registrare lo stemma di famiglia, mettendolo così al sicuro scudi, palle, torri e cavalli rampanti dai malintenzionati. E non si sta parlando di poche decine di loghi legati all’albero genealogico, perchè in Italia ci sono quasi 6mila 300 stemmi familiari. Inoltre, gli esperti sottolineano come il concetto di araldica familiare veda negli stemmi non tanto una rappresentazione grafica del cognome, quanto un segno di riconoscimento personale. Per questo, escludendone la trasmissibilità, lo stemma dovrebbe essere registrato ad ogni passaggio generazionale, con ulteriori vantaggi per il fisco. A gestire la registrazione e la protezione degli stemmi e delle ’armì familiari "sia di antico uso che di nuova costituzione", dovrebbe essere, secondo la proposta del Carroccio, l’Ufficio del cerimoniale di Stato e per le onorificenze istituito presso la Presidenza del Consiglio. E questo è uno dei punti di forza della proposta Grimoldi perchè l’Ufficio già si occupa dell’Araldica pubblica, come quella che riguarda i Comuni, ed è composto da personale preparato che conosce bene la materia.

Gli stemmi registrati andrebbero a formare l’archivio araldico nazionale, con sicuro beneficio per studiosi, cultori e ricercatori di tutto il mondo. Ma soprattutto, l’Araldica non potrà essere più considerata oggetto solo di convegnistica o argomento salottiero per pochi, ma potrà diventare, anche per i singoli e le famiglie, un atto ufficiale dello Stato italiano. L’intento, insomma, al di là dei concreti benefici economici per le casse erariali, è quello di aprire la strada alla possibilità per tutti i cittadini italiani, ma anche stranieri, di poter registrare uno stemma araldico personale o familiare, come avviene già in molti altri Paesi, dall’Inghilterra alla Spagna, dall’Irlanda al Canada. Inoltre, si fa una netta distinzione tra araldica e diritto nobiliare, evidenziando come uno stemma non possa essere considerato in nessun caso un marchio. Potrebbe essere l’occasione, sottolineano gli esperti in materia, per introdurre nel sistema giuridico italiano il concetto stesso di stemma, oggi assente anche a causa della frequente confusione tra stemma, marchio e cognome, spesso erroneamente sovrapposti.

Gli stessi esperti di Araldica, tuttavia, sottolineano come vi siano alcuni aspetti della proposta da approfondire. La mancanza, ad esempio, di indicazioni sulla tutela degli stemmi storici che lascia in via teorica a chiunque la possibilità di registrare a proprio nome lo stemma dei Savoia. Analogamente, la proposta Grimoldi non impedisce ad un terzo di registrare uno stemma abbandonato dai discendenti di chi in precedenze se ne era fregiato. L’Ufficio del cerimoniale di Stato è chiamato ad esaminare le domande di registrazione, ma anche di cancellazione, di uno stemma, tenere il registro e la documentazione relativa alle domande, esaminare i ricorsi. La domanda di registrazione di uno stemma può essere presentata sia in formato cartaceo sia online da cittadini italiani o stranieri. L’Ufficio ha 30 giorni di tempo per verificare la possibilità di registrazione ed altrettanti per effettuarla. Scaduti i termini, rilascia un diploma in carta pergamenata con la miniatura dello stemma e un certificato di iscrizione nel registro degli stemmi italiani, consultabile anche online. Attenzione, però: chiunque utilizzi uno stemma senza l’autorizzazione scritta di chi lo ha regolarmente registrato è punito con una multa fissata dal governo, chiamato anche a stabilire il quantum della tassa per la registrazione dello stemma.

Commenti

km_fbi

Lun, 06/04/2015 - 16:05

Grimoldi, Grimoldi, ma cosa vuol fare? Creare nuova burocrazia che non serve assolutamente a niente?? ....in Italia ci sono quasi 6 mila 300 stemmi familiari.... e allora??? non servono assolutamente a niente e a nessuno! Vogliamo crearne degli altri, investire nell'araldica??? Da un Leghista non me lo sarei mai aspettato!

VittorioMar

Lun, 06/04/2015 - 18:39

....siamo ossessionati da trovare qualcosa da tassare,come se non bastassero tutte quelle che ci sono,nate da una follia delirante,mente paranoica.SI DEVONO RIDURRE!!!

Ritratto di HEINZVONMARKEN

HEINZVONMARKEN

Lun, 06/04/2015 - 19:51

ma come, prima non si riconoscono i titoli nobiliari ed ora si vogliono pure tassare gli stemmi?? che manica di idioti...togliete il vino al ristorante di montecitorio. e cosi' magari quarche pirla mette le mani sullo stemma altrui. A QUANDO LA TASSA SULLA INVENZIONE DELL'ACQUA CALDA?

Ritratto di V_for_Vendetta

V_for_Vendetta

Lun, 06/04/2015 - 20:43

i governanti e politici italiani sono affetti da ossessione compulsiva di tassare qualsiasi cosa. Ma farvi curare dagli psichiatri noo!?

Ritratto di mark 61

mark 61

Lun, 06/04/2015 - 20:46

lo stemma di famiglia ora vi preoccupate dei Savoia .degli sforza o dei i Gattopardi, i leoni;

Anonimo (non verificato)

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mar, 07/04/2015 - 01:25

Queste notizie mi provocano una grande preoccupazione. Non è che con l'evolversi della tecnologia dei chip un domani ci metteranno un sensore nelle mutande per tassarci le scorregge CONSIDERATE EMISSIONI DI METANO INQUINANTE ATMOSFERICO?

Roberto Casnati

Mar, 07/04/2015 - 04:08

Proposta idiota fatta da un ........ota!

Ritratto di filatelico

filatelico

Mar, 07/04/2015 - 08:36

Berlusconi diceva che i giudici dovrebbero essere sottoposti a visita psichiatrica, io la estenderei anche ai parlamentari !!!

rossono

Mar, 07/04/2015 - 08:42

Ed una tassa ai politici che sparano mixxxxxte mai?

Ritratto di centocinque

centocinque

Mar, 07/04/2015 - 08:56

Un'altra pirlata.

VittorioMar

Mar, 07/04/2015 - 09:04

Mi premetto di chiedere all'Agenzia se insieme al documento di espulsione dell'imam marocchino è stata recapitata una cartella esattoriale con l'importo di spesa di quanto dovuto per il viaggio aereo.Se è stato effettuato pignoramento di beni.Apparentemente godeva ottima salute e reddito.