Il flop della Samsung fa inciampare la Corea Giù le stime sul pil

Il gruppo vale il 17% dell'economia del Paese Ma Moody's non taglia e il titolo tira il fiato

Maddalena Camera

La debacle del Galaxy Note 7, ritirato dalla produzione e dal mercato da Samsung in quanto dotato di batterie «infiammabili», pesa anche sui conti della Corea. Ebbene il clamoroso flop dello smartphone che doveva diventare il più agguerrito rivale dell'iPhone, tra i telefoni «intelligenti» di fascia alta, ha portato alla revisione dello stesso prodotto interno lordo coreano.

La Banca centrale, infatti, ha tagliato la stima di crescita del pil per il prossimo anno, dal 2,9 al 2,8 per cento. Al di sotto delle previsione del governo guidato da Park Geun-hye che aveva preventivato una crescita per la quarta economia dell'Asia al 3%. Il gruppo Samsung è un colosso che pesa per il 17% sulla ricchezza del Paese sudcoreano.

Dopo l'annuncio dello stop alla produzione e del ritiro del Galaxy Note 7, il titolo Samsung è crollato in Borsa e il gruppo ha tagliato le stime di utile di oltre il 33% per il terzo trimestre dell'anno. «Una tale débacle non può non avere impatto sull'economia del Paese - ha ammesso il governatore della banca di Corea, Lee Ju-Yeol- Samsung rappresenta una parte importante nella nostra economia e abbiamo tenuto conto dell'impatto del blocco della produzione nelle nostre previsioni».

Il problema non ha però scalfito la fiducia delle agenzie di rating nella società coreana. Nonostante la decisione di fermare la produzione del Note 7, Moody's ha confermato il rating A1 e l'outlook stabile grazie al solido profilo finanziario. Secondo l'agenzia di rating, i costi dello stop alla produzione e del ritiro degli apparecchi già sul mercato possono salire da un trilione di won a 1,5 trilioni (da 900 milioni a 1,4 miliardi di dollari), ma restano sostanzialmente «gestibili».

La produzione del Note 7 è stata bloccata dopo che circa un mese fa 2,5 milioni di esemplari erano stati richiamati in dieci Paesi a causa delle batterie agli ioni in litio esplose mentre il telefonino era in carica. L'impatto sui conti però sarà più importante. A soffrirne sarà sopratutto l'immagine di Samsung. E dunque nella speranza di riguadagnare la fiducia dei propri clienti la società ha predisposto un piano di incentivi. Ad esempio per scambiare lo smartphone incriminato con altri modelli a marchio Samsung. Chi lo farà sarà premiato: chi opterà per altri modelli avrà circa 100 dollari di indennizzo mentre se i clienti sceglieranno dispositivi Apple, Htc o di qualsiasi altra marca, otterranno solo 25 dollari di «bonus». In Borsa ieri il titolo ha recuperato l'1,43% dopo aver perso oltre il 10% in pochi giorni.