La via francese per Vivendi-Mediaset

Natixis propone un' ipotesi di spartizione tra Fininvest e Bolloré

Riflettori accesi su Mondadori che prosegue, inarrestabile, la sua corsa al rialzo con volumi da brivido. Il titolo del gruppo di Segrate, che fino a un mese fa viaggiava attorno a 0,9 euro, ha chiuso ieri la seduta a 1,33 euro (+3,9%,) con oltre 2,9 milioni di titoli scambiati, dieci volte la media mensile giornaliera. Piazza Affari specula sull'ipotesi che la partita in corso tra Fininvest e Vivendi su Mediaset possa passare anche da Mondadori, di cui la finanziaria milanese ha il 50,4% del capitale.

Natixis prova intanto a suggerire una strutturata soluzione di compromesso tra Vivendi e Fininvest su Mediaset, controllata dalla finanziaria della famiglia Berlusconi con il 38,2% del capitale e oggetto, a metà dicembre, della scalata ostile dei francesi saliti in due settimane al 28,8% del capitale. Il broker, che ha affiancato Vincent Bolloré nella scalata al Biscione, ha infatti ipotizzato «un'Opa amichevole di Vivendi» sul gruppo tv italiano e sulla controllata Mediaset Espana e, subito dopo, «una retrocessione del 51% delle attività tv in chiaro a Fininvest». Per Vivendi sarebbe un affare: solo 2,8 miliardi, con un premio del 10% rispetto alla quotazione dei due gruppi, rispetto ai 7 ipotizzati negli ultimi giorni dagli analisti che ricomprendevano, all'interno del perimetro oggetto di Opa obbligatoria, anche Ei Towers, altra società controllata dal Biscione. Vivendi infatti dovrebbe pagare 5,8 miliardi per il 70% di Mediaset e il 50% della controllata spagnola, oltre ad accollarsi parte del debito di Mediaset, salvo poi recuperare 3,5 miliardi dalla cessione del 51% delle attività tv in chiaro a Fininvest che potrebbe doversi accollare anche altri tre canali francesi (D8, D17 ed Itelé) valutati 406 milioni circa. Una simile struttura dell'operazione sarebbe ideale per Vivendi perché le consentirebbe di consolidare la pay tv, avviare una collaborazione industriale con i Berlusconi e, infine, evitare di incorrere nei limiti regolatori che vietano il controllo congiunto di Telecom Italia (di cui i francesi hanno il 24,7%) e appunto di Mediaset. Natixis ipotizza poi che a Fininvest sia lasciata un'opzione di vendita sulla quota detenuta nella tv in chiaro che possa essere pagata in titoli Vivendi. In questo caso la cassaforte dei Berlusconi salirebbe al 12% del polo francese, divenendone il secondo azionista.

Suggestioni e ipotesi che però non convincono il mercato. A Piazza Affari, ieri, Mediaset ha infatti chiuso la seduta a 4,1 euro in calo dell'1,2 per cento. «Un simile report da parte di un broker vicino a Vivendi - sostiene Antonello Sanna, ad di Scm sim - può essere indicativo dei timori francesi di una discesa in campo della Cassa Depositi e Prestiti su Telecom. Un'ipotesi su cui la stessa Cdp ha gettato acqua sul fuoco ma che, in Borsa, resta d'attualità. Ma il premio ipotizzato per l'Opa amichevole su Mediaset è troppo basso rispetto ai valori del Biscione che, prima del dietrofront di Vivendi sull'acquisto di Premium, quotava intorno a questi stessi livelli».