È una grappa cinese da 3.500 euro la nuova icona del lusso globale

Tutti pazzi per Moutai. Il titolo vale 151 miliardi di dollari

Champagne? Whisky? Cognac? Niente di tutto questo. La nuova icona del lusso globale è Moutai, una sorta di grappa cinese da 53° con cui brinda l'élite di Pechino. Kweichow Moutai, società produttrice del distillato controllata dallo Stato e quotata alla Borsa di Shangai, ha infatti sfondato i 151,67 miliardi di dollari (987 miliardi di yuan) di capitalizzazione, superando i 148,24 miliardi (123 miliardi di euro) della francese Lvmh che prende il nome, tra l'altro, da Moët Hennessy a cui fanno capo brand iconici di champagne come Moët&Chandon, Veuve Clicquot, Ruinart e Dom Pérignon. Il gruppo cinese, che aveva già scalato la classifica dei produttori mondiali di alcolici, superando in volata Diageo (ferma a una capitalizzazione di 67 miliardi di sterline, 90 miliardi di dollari), oggi conquista il podio dell'indice di Bloomberg dedicato al lusso globale (Bloomberg Intelligence's Global Luxury Goods Top Peers Index).

Il Moutai è un distillato di frumento e sorgo nato 2000 anni fa che prende il nome dalla città d'origine ed è oggi considerato patrimonio della cultura cinese, nonostante sia ai più sconosciuto nel resto del mondo. Kweichow Moutai genera infatti il 95% delle vendite in Cina e, pur avendo raccolto premi internazionali per i suoi prodotti (dal riconoscimento del Panama-Pacific International Exposition del 1915 fino alla più recente ammissione al Merano Wine festival con un punteggio finale di 10/10), non ha ancora trovato importanti sbocchi sul mercato delle esportazioni.

Kweichow Moutai, secondo le stime societarie, dovrebbe aver chiuso il 2017 con un giro d'affari di 9,2 miliardi di dollari (dai 4,95 del 2016). La redditività del gruppo si attesta storicamente al 50% circa del giro d'affari (nel 2016 l'utile netto è stato pari a 2,4 miliardi di dollari) e dovrebbe crescere in parallelo e, in futuro, potrebbe persino migliorare. La società ha già preannunciato che nel 2018 aumenterà i prezzi delle proprie bottiglie (in Italia sono vendute a 200 euro per mezzo litro, le versioni invecchiate possono arrivare fino a 3.500 euro) del 18% circa e il trend, secondo gli analisti potrebbe proseguire anche nei prossimi anni. «Moutai ha un enorme potere di prezzo grazie al prestigio del brand», sostengono gli esperti di Sws Research per poi sottolineare come, seppure il mercato per ora sia prettamente locale, la classe media cinese stia crescendo vorticosamente, aumentando di conseguenza il mercato di riferimento del gruppo. In Borsa intanto il titolo ha raddoppiato il proprio valore nel giro di un anno e tratta a multipli d'oro: 40 volte gli utili rispetto ai 37 di Campari e ai 24,6 di Diageo.

«Il Moutai è simbolo dell'orgoglio nazionale cinese, il solo distillato presente nelle cene di Stato e uno status symbol. Per ora abbiamo avuto un buon riscontro tra le comunità cinesi presenti sul territorio visto che il Moutai è un prodotto emozionale e di prestigio. Pensiamo di promuovere la conoscenza del distillato sul territorio anche attraverso il settore della mixology (preparazione di cocktail ndr)», sostiene Gianluca Scalfi, responsabile della 88 Baijiu, la società che ha introdotto il Moutai in Italia nel 2012.

Commenti
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bassfox

Ven, 12/01/2018 - 09:58

onore alla prima potenza mondiale, la Cina comunista

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gabriele74-cina

Ven, 12/01/2018 - 12:00

Notizia sconvolgente. Anche se vivo ed adoro la Cina in questo caso però non comprendo come possa piacere questo derivato del petrolio.

Libertà75

Ven, 12/01/2018 - 12:04

@bassfox, peccato che in Italia la sinistra faccia gli interessi della finanza e degli industriali, riducendo i diritti dei cittadini, il loro potere di acquisto e i loro risparmi. I post comunisti italiani!

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Flex

Ven, 12/01/2018 - 12:51

Ma il termine "Grappa" non doveva rappresentare solo distillato Italiano.

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stenos

Ven, 12/01/2018 - 13:54

@Liberta75. Perfetto.

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gabriele74-cina

Ven, 12/01/2018 - 14:39

@ flex: dovrebbe essere come lei sostiene, in aggiunta la grappa è prodotta con la distillazione delle vinacce, cosa che nel caso del BaiJiu (白酒)cinese non è. Sarebbe più corretto definirlo distillato. Poi se vogliamo dirla tutta visto che ho anni di esperienza in cene con cinesi (questo liquore si beve durante il pasto a bicchierini bevuti di golata) come sapore ed effetti collaterali dei 56% di alcool è più vicino come classificazione ad un antigelo per auto.

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falso96

Ven, 12/01/2018 - 14:58

Si!! la grappa cinese !!!! a 3.500€ !!! probabilmente a comprarla saranno gli stessi che credono agli asini che volano o che apple abbia rallentato i suoi apparecchi per risparmiare le batterie.

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bassfox

Ven, 12/01/2018 - 16:07

@Libertà75: la sinistra italiana è collusa con i migranti o è collusa con la finanza, decidetevi!

Libertà75

Ven, 12/01/2018 - 16:37

@bassfox, a quando non si sa cosa rispondere... sei sempre piccolo, a parte che il business migranti rientra nel progetto di impoverimento del popolo. Tu voti sinistra e non sei neanche così intelligente da vedere che sono più a destra di FdI.

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gabriele74-cina

Ven, 12/01/2018 - 16:54

@falso96: giusto! Poi spendere 3500€ per sto schifo non devi essere tanto sano mentalmente. Una volta mi è capitato di bere una Moutai invecchiata molto costosa... oltre ad averla “scaricata” dopo la cena oralmente perché mi ero ubriacato, ho avuto mal di testa per due giorni. A quei prezzi mi metto pure io ad importare in Italia sto schifo.... ci farei su dei bei soldi.

Luca B.

Ven, 12/01/2018 - 22:33

A metà della spesa sono più che certo di trovare GRAPPE ITALIANE che valgono di più! Siete solo chiacchiere e distintivo x radical chic ignoranti in materia a cui piace riempirsi la bocca di appellativi di cui manco conoscono il significato!

swiller

Sab, 13/01/2018 - 21:32

53 gradi non è ums grappa è una cazzata venduta bene.

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Nahum

Lun, 15/01/2018 - 16:03

Non é grappa! La grappa è un'acquavite prodotta da vinaccia ricavata da uve prodotte e vinificate esclusivamente in Italia, distillata solo sul territorio nazionale.