Ilva, il dietrofront di Renzi: pronto l'emendamento per reintrodurre scudo penale

Pronto l'emendamento voluto da Matteo Renzi: immunità penale per i vertici dell'azienda fino al completamento del piano ambientale

Tutti con il fiato sospeso in attesa di capire quale sarà la decisione finale di ArcelorMittal, e quindi il futuro dell'ex Ilva di Taranto.

Proprio dallo stabilimento tarantino arrivano importanti novità sulla vicenda che rischia di danneggiare il governo giallorosso. L'ad di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli, ha avuto un incontro con i sindacati durante il quale ha confermato la posizione dell'azienda, ovvero il recesso dal contratto per l'acquisizione della fabbrica.

La conferma arriva dagli stessi sindacati. Il segretario della Uilm, Tonino Talò, ha detto, riferendosi alla multinazionale, che “domani mattina aprono la procedura di cessione del ramo di azienda” ma che “fino all'ultimo minuto continueranno regolarmente a pagare gli stipendi ai lavoratori” e “a tenere in marcia l'impianto”. Per il segretario generale della Fiom Cgil Puglia, Giuseppe Romano, “i politici devono dire qual è la linea del governo”, mentre Biagio Prisciano della Fim Cisl sarà fondamentale “l'incontro con il premier Conte, in programma domani”.

Domani sarà quindi una giornata chiave, dal momento che è prevista una riunione potenzialmente decisiva tra i vertici dell'azienda e il governo. Stando a quanto riportato dai sindacati, le sensazioni sono positive ma non vi sono certezze di alcun tipo.

L'emendamento di Renzi

Intanto c'è chi, come Matteo Renzi, è pronto a intervenire in Parlamento. L'ex premier aveva promesso un emendamento di Italia Viva per ripristinarle lo scudo legale. Detto, fatto: il nuovo emendamento annunciato dal senatore toscano dopo la decisione di ArcelorMittal di lasciare l'acciaieria, è pronto. Secondo quanto riportato da Public Policy, la proposta di modifica prevede il ritorno dell'immunità penale per i vertici dell'azienda, cancellata durante l'esame in Parlamento del decreto Salva Imprese. Il testo consultato fissa la data del 3 novembre 2019 per far scattare nuovamente il citato scudo, che resterà attivo fino al completamento del piano ambientale, il quale dovrebbe contribuire a mettere lo stabilimento in regola rispetto alle norme sull'inquinamento. L'emendamento sarà presentato al decreto Fisco.

Eppure lo stesso Renzi era uno dei 168 senatori che lo scorso 23 ottobre votò per togliere lo scudo legale sull'ex Ilva ad ArcelorMittal. Insieme all'ex premier, accolsero l'emendamento presentato dalla grillina Lezzi anche Pd, M5S, Leu, Gruppo Misto e appunto Italia Viva. Non a caso Confindustria non ha mancato di sottolineare come le “giravolte sulle tutele legali” siano alla base della fuga della multinazionale: tutta colpa delle scelte “irragionevoli del governo e del Parlamento”.

Commenti
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wilegio

Mer, 06/11/2019 - 00:44

E' una mossa molto abile, che serve soprattutto a far scoprire le carte agli indiani e a farci capire se il vero motivo era lo scudo penale o se, come sostengono i nostri governanti, quello era solo un pretesto. Stiamo a vedere, ma, conoscendo l'astuzia dei grillini e dei piddini, dubito che questo emendamento verrà approvato.

Popi46

Mer, 06/11/2019 - 06:32

Certo che i pasticci combinati dal connubio forzato tra cani e gatti saranno ricordati come la definitiva spintarella verso il baratro della nostra nazione

Popi46

Mer, 06/11/2019 - 06:34

Speriamo che le difficoltà siano superate

VittorioMar

Mer, 06/11/2019 - 08:00

..quindi "lo SCUDO RESTERA' ATTIVO sino al RISANAMENTO DELL'AMBIENTE"..cioé almeno 30 anni...ad essere OTTIMISTI !!!

schiacciarayban

Mer, 06/11/2019 - 09:31

"Proprio dallo stabilimento tarantino arrivano importanti novità sulla vicenda che rischia di danneggiare il governo giallorosso" Col casino che hanno fatto sia i gialloverdi che i giallorossi sul caso ILVA, il governo è già bello che dnneggiato! È chiaro che si tratta di una scusa per uscire, ma il governo quella scusa l'ha servita su un piatto d'argento!