Lettera di un imprenditore al premier Enrico Letta

Un imprenditore racconta l'imposssibilità di fare impresa in Italia, la svendita ai colossi stranieri, la fuga degli investitori e uno Stato incapace di gestire la crisi

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un imprenditore che, dopo aver constatato l'impossibilità di fare imprenditoria nel nostro paese in quanto contornati da "una melassa asfissiante di regole burocratiche" e "da un rapporto con la P.A. di tipo squilibrato, leonino ed estorsivo", si è visto costretto a un accordo con un'azienda straniera. Nel giro di pochi anni è arrivata la chiusura. Da Parigi è arrivato l'ordine: concedete tutto ciò che viviene chiesto, purché la fuga dall'Italia possa essere veloce.

Egregio Presidente Letta,

probabilmente Lei non leggerà mai questa mia mail, ma Le sarò grato lo stesso perché comunque mi avrà dato la possibilità di mettere per iscritto la sintesi della mia esperienza lavorativa, alla soglia dei 70 anni, e di essermi liberato della stessa trasferendola alle nuove generazioni, nella speranza di aver gridato al mio paese la verità, finalmente!

Sono un ingegnere, classe 1945, ed ho trascorso quasi 40 anni in un’azienda metalmeccanica di medio-piccole dimensioni, circa 40 dipendenti.

Sono stato l’ad della stessa e lo sono ancora oggi.

L’azienda totalmente manifatturiera è locata a sud di Roma, in zona industriale di Pomezia.

Ancorché di piccole dimensioni ho avuto la possibilità in 40 anni di vivere ogni tipo di esperienza gestionale, strategico, sindacale e di rapporto con la P.a.

Nel 2005 incominciai a notare che l’azienda da un po’ di tempo non cresceva più, nonostante i continui sforzi di tutti gli occupati, con i quali ho sempre avuto un rapporto eccellente.

Continuavo ad analizzare tutti i fattori del mercato ed alla fine conclusi che l’azienda, nella migliore delle ipotesi, alla fine di ogni esercizio aveva lavorato solo per i dipendenti, i fornitori, l’Enel e soprattutto per lo Stato.

In questa situazione, ripeto nella migliore delle ipotesi, il bilancio contabile si sarebbe sempre concluso con un salomonico pareggio, senza possibilità né di investimenti né di utili.

Sottolineo che l’azienda è stata sempre rigorosamente rispettosa di tutte le ottemperanze fiscali, normative ed ambientali. Dopo lunghe e sofferte meditazioni conclusi che oggettivamente non era possibile continuare a fare imprenditoria nel nostro paese in modo corretto ed ossequioso delle regole fiscali con obiettivo e speranza di crescita e/o di guadagno, in piena concorrenza nazionale ed estera, in quanto eravamo contornati da una melassa asfissiante di regole burocratiche, sanguisughe travestite da fornitori di servizi sociali inesistenti, e da un rapporto con la P.A. di tipo squilibrato, leonino ed estorsivo. Decisi così di trovare un forte partner (ovvero acquirente) straniero, dalle spalle forti e dalla visibilità di mercato non più di tipo provinciale ma con visibilità mondiale.

Nel 2009 si concluse così un accordo con la più titolata azienda mondiale del nostro settore, con sedi in tutto il mondo e di proprietà franco-tedesca.

A tale multinazionale cedemmo l’intera attività aziendale, incluso operai, impiegati, impianti e macchinari. Ero soddisfatto perché con questa cessione avevamo assicurato un più roseo futuro a tutti i nostri dipendenti.

Orbene siamo nel 2013, sono trascorsi più di 4 anni dal cambio di timoniere e quindi dall’inizio dell’esperienza a guida straniera.

In questi 4 anni la nuova gestione franco-tedesca ha perso oltre 5 milioni di euro e dopo varie meditazioni e tentativi di ribaltare il trend ha deciso di cessare l’attività a fine anno, ponendo definitivamente termine all’esperienza italiana.

Fin qui nulla di particolarmente nuovo, di questi tempi.

Appresa la notizia mi sono recato subito in azienda immaginando di trovare presidi sindacali, proteste, bandiere e striscioni con occupazioni permanenti. Invece ho trovato un clima idilliaco. Serenità e pacate discussioni. Nulla di più. Ho chiesto notizie in ordine agli accordi sindacali ed ho scoperto che l’azienda straniera aveva concesso agli operai tutto quello che gli stessi chiedevano: liquidazione rapida, CIGS per un anno,mobilità per il secondo anno ed un bonus di uscita di 25.000 euro netti in busta paga ad ogni singolo dipendente!

Mi sono chiesto: come mai tanta generosità da parte dell’azienda?

La risposta l’ho trovata nel colloquio che ho avuto successivamente con i vertici aziendali. In pratica ho capito che da Parigi l’ordine era stato: concedete tutto ciò che viviene chiesto, purché la fuga dall'Italia possa essere veloce e senza contrattempi.

Ho letto negli occhi dei vertici aziendali il terrore e la frenesia della fuga, la paura di protrarre oltre questa maledetta ed incomprensibile esperienza italiana,fatta di Agenzia delle Entrate,di Consorzi, Comuni, Sindacati, normative regionali e provinciali ed una pletora di altre numerose sanguisughe inappagabili.

Qual è il motivo di questa mia mail?

Oggi da italiano deluso apprendo che il governo da Lei presieduto si sta adoperando per creare "Destinazione Italia", un altro organismo statale (?) con il compito di attrarre investitori esteri.

Ma mi chiedo da italiano ingenuo e di media intelligenza: non è più logico chiedere agli investitori stranieri già presenti, frementi e con le valigie in mano il perché della loro fuga e cercare di porre rimedio ove possibile? O forse lo sappiamo già e non possiamo farci alcunchè?

Ho il terrore al pensiero di quello che potrà dire sull’Italia il capo della multinazionale di Pomezia, nel momento in cui dovesse incontrare altri industriali stranieri che gli chiedono notizie sul nostro paese!

Caro presidente Letta, i posti di lavoro non si creano con le leggi, con gli osservatori,con le inutili aziende di stato perennemente in perdita (tranne le monopoliste) o con le task-forces. I posti di lavoro si creano solo facendo tornare agli uomini di buona volontà la voglia e la convenienza di fare sana imprenditoria, con condizioni al contorno che consentano tale ritorno.

Se la politica dimenticasse l’imprenditoria, già saremmo a metà strada! La prego non si faccia illusioni, fino a quando non si interverrà drasticamente eliminando ogni ostacolo o finta assistenza all’imprenditoria, non ci sarà ripresa interna e maggiore occupazione nel nostro paese.

Sono molto amareggiato per ciò che la mia generazione ha combinato!

Mi spiace lasciare a mia figlia un mondo decisamente peggiore di quello che mio padre mi lasciò.

Con sincera partecipazione la saluto cordialmente.

Commenti

1grifone

Lun, 30/09/2013 - 18:40

che bella lettera ! Purtroppo quello che leggo succede anche nel mio settore e credo in molti altri settori. Se solo uno dei nostri politici parlasse come scrive questo signore, io lo voterei. Invece li paghiamo per litigare in televisione, per poi vederli uscire a cena insieme.

Roberto Casnati

Lun, 30/09/2013 - 18:48

Lo scritto e lo ripeto: chi volesse investire in Italia deve essere ricoverato d'urgenza alla neurodeliri.

volp

Lun, 30/09/2013 - 18:51

È Berlusconi, il PDL, Forza Italia, Brunetta, Schifani ed altre amene nullità' non c'entra o nulla vero? La colpa e' di chi fa il Presidente del Consiglio da cinque mesi, ma siete una banda di volgari mistificatori

lamwolf

Lun, 30/09/2013 - 18:51

La comprendo, dispiaciuto e amareggiato per l'incapacità politica di salvare il paese. Il nostro sistema è fallito come sono dei falliti i nostri politicanti e tutti coloro che sono chiamati ad amministrare ma bravi solo a incassare denari. Anche io sono dispiaciuto di lasciare un mondo collassato ai figli, sapendo quello che con sacrifici ma possibilità di lavorare onestamente e dignitosamente mi ha lasciato mio padre. Si vergognino coloro che continuano a vessarci e tartassarci sapendo che la fine è certa.

Anonimo (non verificato)

Ritratto di Dreamer_66

Anonimo (non verificato)

Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Lun, 30/09/2013 - 19:01

Caro imprenditore, ma davvero pensava che un Presidente del Consiglio a mezzo servizio, senza una maggioranza politica, potesse realizzare ciò che altri non sono riusciti a fare da 20 anni a questa parte, a capo di maggioranze bulgare? Forse dovrebbe chiedere lumi, riguardo a questa crisi, a coloro che, col compito di gestirla, l'hanno invece negata asserendo che i ristoranti e gli aeroporti erano pieni di gente. Auguri a tutti noi.

Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Lun, 30/09/2013 - 19:01

Caro imprenditore, ma davvero pensava che un Presidente del Consiglio a mezzo servizio, senza una maggioranza politica, potesse realizzare ciò che altri non sono riusciti a fare da 20 anni a questa parte, a capo di maggioranze bulgare? Forse dovrebbe chiedere lumi, riguardo a questa crisi, a coloro che, col compito di gestirla, l'hanno invece negata asserendo che i ristoranti e gli aeroporti erano pieni di gente. Auguri a tutti noi.

Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Lun, 30/09/2013 - 19:01

Caro imprenditore, ma davvero pensava che un Presidente del Consiglio a mezzo servizio, senza una maggioranza politica, potesse realizzare ciò che altri non sono riusciti a fare da 20 anni a questa parte, a capo di maggioranze bulgare? Forse dovrebbe chiedere lumi, riguardo a questa crisi, a coloro che, col compito di gestirla, l'hanno invece negata asserendo che i ristoranti e gli aeroporti erano pieni di gente. Auguri a tutti noi.

Ritratto di Gorilla Gor

Gorilla Gor

Lun, 30/09/2013 - 19:02

Se non è scritta in lingua tedesca, non sarà presa in considerazione.

giolar

Lun, 30/09/2013 - 19:04

Da imprenditore approvo e apprezzo quanto letto, con la conclusione che mi vergogno di essere italiano e l'impossibilita' di lasciare ai miei figli un futuro da imprenditori. Amo il mio lavoro ma qui piu' sei bravo e piu' sei vessato. Unica chance andarsene e al massimo venire in Italia in vacanza e per mangiar bene.

Angel59

Lun, 30/09/2013 - 19:06

E' la pura sacrosanta verità. In Italia su ogni lavoratore che produce ricchezza vera col proprio sudore della fronte c'è una pletora incalcolabile di nullafacenti e sanguisughe che per nulla soddisfatte d di vivere in maniera parassitaria, continuamente additano l'imprenditore grande o piccolo che sia come un criminale e malfattore....siamo in un regime comunista e nessuno ha il coraggio di ammetterlo. Ormai il nostro paese è oppresso da burocrati di ogni specie e razza. da industriali che chiamarli criminali è fare loro un complimento, da banchieri lestofanti e da politici di ogni colore al cui confronto i così detti mafiosi sono degli angioletti..per risolvere i problemi dell'Italia ci vuole una cruenta rivoluzione ma questa è vera utopia per mancanza di uomini generosi e allora o scappiamo anche noi all'estero oppure dobbiamo continuare a sopportare con rassegnazione questo schifoso andazzo fin quando presi dalla disperazione non cominceremo a tagliare qualche testa.

LAMBRO

Lun, 30/09/2013 - 19:28

QUESTA PUNTUALE FOTOCRAFIA DELLA SITUAZIONE IMPRENDITORIALE ITALIANA CREA SCONFORTO ED AMAREZZA !! QUEL CHE E' PEGGIO STA NEL FATTO CHE NESSUNO NE TERRA' CONTO E NESSUNO ESPRIMERA' UN PARERE E SOLIDARIETA'!! E' CERTAMENTE MENEFREGHISMO MA QUEL CHE TEMO E' SIA L'INCOMPETENZA DI CHI DEVE PROVVEDERE SENZA PAVONEGGIARSI CON PROCLAMI COSTOSI E VUOTI!! NON PRENDIAMO IN GIRO NESSUNO IL MONDO VIENE IN ITALIA A PESCARE KNOW HOW POI SCAPPA PER NON SOTTOSTARE AI RICATTI DELLE TASSE E DELLA BUROCRAZIA!! IL BRUTTO E' CHE NON IMPORTA A NESSUNO: BASTA VEDERE IL NUMERO DEI COMMENTI ALLA LETTERA DESTINAZIONE ITALIA?? SOLO PER LE FERIE!

Montichiari Gui...

Lun, 30/09/2013 - 19:28

Egr. Sig. Imprenditore, anche lo scrivente ha ceduto l'azienda, stanco di dover spendere solo metà giornata a fare l'imprenditore, perchè il resto del tempo doveva essere utilizzato a combattere le varie categorie di zelanti burocrati . Quando ho ceduto quello che mio padre e mio nonno avevano messo insieme , una attività con oltre 130 dipendenti che vendeva in 40 paesi, ho avuto lunghi periodi di tristezza, anche se ben pochi rimpianti: col passare del tempo ho assistito ad un ulteriore inasprimento della macchina pubblica che vive erodendo quel poco che è rimasto dell'economia italiana. Poi mi sono organizzato e ho aiutato altri imprenditori sia industriali che commerciali a cedere le loro aziende. Tutti, nessuno escluso si dichiarano soddisfatti della scelta . Nessuno sembra desiderare di rientrare in un mondo che forse ancora ama, ma che vede asfissiato da una miriade di entità che intervengono a verificare, certificare, autorizzare la possibilità di creare valore. Cordialmente le invio un saluto, anche se con tristezza , dal Veneto

antonio54

Lun, 30/09/2013 - 19:36

Volp: qui la colpa è del sistema. Se non vengono fatti riforme radicali ad iniziare dalla più bella Costituzione del Mondo, non c'è Destra o Sinistra che tenga. Siccome abbiamo avuto e abbiamo una classe politica d'incapaci, questi sono i risultati. Solo un pazzo potrebbe investire in Italia dove abbiamo la burocrazia più ottusa del dell'intero Pianeta e dove un processo civile dura come minimo 10/anni. Rifletta e vedrà che è così. La saluto.

LAMBRO

Lun, 30/09/2013 - 19:41

CI LASCIAMO INGANNARE DALLE SIRENE E DALLE BALLE CHE RACCONTANO I SINDACATI!! LA RICCHEZZA DEVE ESSERE CREATA e DEBBONO CONTRIBUIRE I TRE CAPISALDI DELLA PRODUZIONE : FINANZA-IMPRESA- LAVORO!! TUTTO IL RESTO SONO INGANNI E SUBDOLE IPOCRISIE !! SENZA L'ARMONIZZAZIONE DEI TRE FATTORI SI CREA MISERIA !! I NS SINDACATI BLATERANO MA NON INVESTONO LE LORO IMMENSE RICCHEZZE COME FANNO I SINDACATI AMERICANI: E I RISULTATI SONO LI DA VEDERE!!

cabrun

Lun, 30/09/2013 - 19:41

Angel59 ha,in poche righe, fotografato l'esatta situazione nostrana. Mi dispiace molto ma ha proprio ragione!

Ritratto di LANZI MAURIZIO BENITO

LANZI MAURIZIO ...

Lun, 30/09/2013 - 19:46

PAROLE SANTE...OLTRE A LETTA DOVREBBE LEGGERLA ANCHE LA CAMUSSO, COSI' IMPAREREBBE QUALCOSA.

AlbertMissinger

Lun, 30/09/2013 - 20:04

Non capisco perché questo imprenditore si rivolga al premier Enrico Letta, forse per ingenuità, forse per lo smarrimento di un qualsiasi punto di riferimento. Mr. Letta è solo un ottimo diplomatico tutto tondo: pacato, riflessivo, sufficientemente distaccato, impassibile quanto basta, molto riflessivo sulla situazione, monacale nell'immagine, quasi evanescente nella sostanza. Un ottimo prodotto della politica italiana: sempre obbediente e disposto a tutto pur di non lavorare e assicurasi le prebende che qualche scranno o incarico pubblico gli assicurano. Mr. Letta non rappresenta gli interessi degli italiani ma esclusivamente quelli dello Stato Padrone e del Suo Governante: Re Giorgio II. Urgono elezioni e nuovi uomini di fatica disposti a lavorare per il miglioramento della vita delle famiglie e delle imprese italiane, dello stampo che crearono il "miracolo italiano" degli anni '50 e '60,i cui insegnamenti e valori culturali non sono stati tramandati e le cui eredità economiche sono state distrutte e disperse da una classe politica che ha generato quale Suoi esponenti i vari Bersani, Epifani, Letta, Renzi, Capezzone, Schifani, ecc., ecc., gente che non ha mai intrapreso e creato qualcosa. Da loro mai un atto di giustizia o di bontà: sono inutili agli interessi degli italiani. Lasceranno ai posteri la materia di cui sono costituiti: il nulla. I Saluti dell'imprenditore a Mr. Letta sono una formalità stilistica di conclusione delle lettere, ma leggendoLe in nell'odierno contesto politico, risuonano come un augurio che moltissimi italiani vorrebbero rivolgere al Governo Attuale da Lui Presieduto.

vince50

Lun, 30/09/2013 - 20:04

Questa lettera si potrebbe moltiplicare all'infinito,e dovrebbe far impallidire di vergogna coloro i quali sono responsabili di tutto questo.Facile immaginare che non accadrà mai,i nostri policanti(....)hanno il pelo sullo stomaco la coscienza sporca e un conto in banca da fare invidia.Chi può e chi vuole lavore distribuendo ricchezza vada via,questa è la patria dei mantenuti extra di vario genere e non di meno per i farabutti d'importazione.Non saranno più sufficcienti i forconi,ci vuole ben altro per cambiare le cose una volta per tutte.

Ritratto di calbert65

calbert65

Lun, 30/09/2013 - 20:14

Governati da un gerontocrazia inamovibile quanto inetta, soffocati da una burocrazia inefficiente quanto parassitaria, abbandonati al nostro destino dalle nuove generazioni incapaci quanto svogliate per dare vita a un grande movimento di rinnovamento, noi poveri imprenditori e professionisti fra i 40 e i 50 anni abbiamo la sola ed unica speranza di tirare quanto prima i remi in barca e spender e le ultime forze della nostra vita lavorativa per qualcosa che valga veramente la pena ed in ciò non rientra assolutamente i futuro del nostro paese... altro tempo perso.. meglio fare terra bruciata...

marioed

Lun, 30/09/2013 - 20:24

mario ed caro imprenditore di Pomezia sono A.D. di una piccola media impresa del settore alimentare. Confermo tutto quanto lei ha scritto sul soffocamento che la P.A. esercita su noi imprenditori .Se non avessi da tutelare i miei dipendenti avrei gia' mandato da tempo a quel paese tutti quanti. Vorrei ricordare ai nostri politici che tanto chiacchierano e poco agiscono, che i posti di lavoro non li crea lo stato ma le imprese. Sono quindi esse che vanno sostenute e agevolate.( come si fa nei paesi governati da politici che hanno a cuore il benessere dei cittadini )e non ostacolate come si fa da noi con coloro che creano lavoro. Vorrei dire a quel signore che si firma Dreamer che qui non si tratta di Letta o Di Berlusconi ma del modo di concepire il mondo dell'impresa

tormalinaner

Lun, 30/09/2013 - 20:36

Sono un imprenditore che non è ancora scappato ma condivide totalmente la lettera. Effettivamente ho già fattio delle analisi sulla mia attività ( gioielleria ) e l'impianto all'estero consentirebbe notevoli risparmi, bonus e agevolazioni fiscali. Ci stò pensando.....

ellennyyy

Lun, 30/09/2013 - 20:46

anche io come lei sono molto delusa anche per me che sono nel commercio mi stò accorgendo che lavoro solo per pagare tasse nuvi corsi che si inventano per come dicono loro sicurezza ma a volte capisco che mi sento presa in giro e penso al futuro di mia figlia io che da piccola sognavo un mondo diverso da questo dove la politica non fa altro che pensare a come prendere i nostri soldi pensate solo allo stipendio di befera e allo stipendio dello stessa persona che fa il suo lavoro in germania quello tedesco 80 mila euro annui italiano circa 9 volte di più come si fa pensare bene della nostra politica forse è vero meglio andarsene dall, italia che resta solo un bel paese amministrto da lari

filgio49

Lun, 30/09/2013 - 20:53

Letta e' andato in America a vendere fumo! Non so con quanto pelo sullo stomaco, sia andato a dire agli investitori americani di venire ad investire in Italia, quando e' risaputo, che 15000 aziende italiane sono fuggite in Romania, Polonia ed altri paesi. Il sign. Letta, non puo' dare la colpa al centrodestra di tutte le promesse fatte che non puo' mantenere. Mi spieghi Letta, come puo' pretendere che vengano ad investire in Italia, quando davanti alle fabbriche si vedono ancora sventolare le bandiere con falce e martello ( non sventolano piu' neppure negli ex paesi comunisti!). Se fossi industriale, non investirei neppure un centesimo, visto e considerato che in Italia, non sarei io il proprietario, ma ci sarebbero i sindacati che pretenderebbero di comandare in casa mia! Berlusconi la ricetta per gli investitori e per il lavoro ce l'ha dal 1994 e sono certo che se avesse governato da solo, non saremmo in questa situazione!

Tarantasio.1111

Lun, 30/09/2013 - 20:59

VOLP.... non crederti una volpe, sei anche tu una gallina. Purtroppo tante come te.

Ritratto di Maurizio Da Lio

Maurizio Da Lio

Lun, 30/09/2013 - 21:39

Condivido al 1000x100! Nel mio piccolo (micro impresa), vivo le stesse situazioni descritte nella lettera. Sono cose al di fuori del mondo reale, e quando le racconti ad amici e conoscenti, ti guardano con un'aria da 'questo ci prende per i c..o). Purtroppo non è così è la verità e che alle aziende criminalizzate non resta altro che rivolgersi altrove. Ma la cosa veramente insopportabile, e dover leggere dei commenti di gente che crede di sapere ma in realtà sta solo distruggendo il paese.

Joecasti

Lun, 30/09/2013 - 22:15

Da come ho capito se non vendeva ai francotedeschi e continuava ad avere lui le redini in mano anche senza fare guadagno il lavoro ai suoi dipendenti lo garantiva lo stesso. Quindi é sempre la solita cosa, chi compra (soprattutto stranieri) lo fa per togliere dal mercato un concorrente e assicurarsi il knowhow dell'azienda e se non riesce a massimizzare i profitti la chiude, perché dei lavoratori non gliene frega un c...

paolodb

Lun, 30/09/2013 - 22:17

Letta legge solo le e-mail con gli ordini dei suoi capi della goldman sachs.

tonino33

Lun, 30/09/2013 - 22:19

Sei ricco? Sei una persona di successo? In Italia se guadagni 250,000 all' anno paghi il 65% in tasse (irpef+inps+quella regionale). Poi tra iva, imu, bolli ecc la percentuale sale di dieci punti al 75%. Quindi 187,000 li dai allo stato e a te e alla tua famiglia ne restano 63,000. SE SEI RICCO E VIVI IN ITALIA SEI UN COGLIONE. A Montecarlo, per esempio, non c'e' nessuna imposta sul reddito e nessuna patrimoniale. C'e' solo l'IVA al 30%. Vivendo li invece di dare 187,000 allo stato i soldi li potresti usare per garantire un futuro ai tuoi figli. SE SEI RICCO E VIVI IN ITALIA STAI STRANGOLANDO IL FUTURO DEI TUOI FIGLI.

gentlemen

Lun, 30/09/2013 - 22:25

Dopo questa lettera,se fossimo in Giappone,Letta&c. farebbero subito harakiri,ma siccome siamo in Italia e costoro hanno il volto coincidente con il retro...

paolonardi

Lun, 30/09/2013 - 22:31

I mistificatori sono quelli che per cinquant'anni hanno creato centri di spesa incontrollabili, hanno delegato a sindacati miopi e servi del PCI dei poteri contrattuali al di fuori di ogni ragionevole limite, vero avv. Agnelli?, hanno imposto regole capestro, burocrazie inutili. volp pensa con la testa, non con qualcosa di molto meno nobile. Un consiglio: rivolgiti ad un buon psichiatra.

rokko

Lun, 30/09/2013 - 22:32

Sono assolutamente d'accordo con ciò che scrive questo imprenditore. Tra l'altro, osservo che lui lamenta i primi problemi a partire dal 2005. Io posso solo aggiungere che in realtà i problemi sono iniziati prima, intorno al 2003, anno prima anno dopo, e che tutti coloro che si sono succeduti al governo non sono riusciti (o meglio, non hanno voluto nemmeno tentare) a fare NULLA di ciò che andava fatto: tagliare la spesa pubblica corrente, detassare, riformare la giustizia, riformare le pensioni, riformare la pubblica amministrazione. Dal 2003 ad oggi, ci sono stati 8 anni di governo berlusconiano, 2 anni di governo Prodi e 2 di Monti. Le responsabilità sono quindi divisibili in questo modo: Berlusconi 67%, Prodi 16% e Monti 16%, i conti sono presto fatti. A grandi linee, gli "errori", se così si possono chiamare, sono i seguenti: - Berlusconi ha pensato solo alle sue vicende personali ed alla sua azienda, ignorando tutto il resto. Del resto, uno che per "riforma della giustizia" intende la ricusazione dei giudici nei processi o la responsabilità civile dei magistrati, si presenta da se. Quando ha avuto un po' di tempo libero, ha aumentato la spesa pubblica corrente, gettando le basi per un aumento della pressione fiscale. - Prodi ha aumentato la pressione fiscale in un momento in cui proprio non si doveva fare. - Monti ha fatto bene la prima parte (la riforma delle pensioni) ma si è perso sul resto, introducendo ulteriori tasse in un momento in cui proprio non si doveva fare, esattamente come Prodi. Io li condannerei tutti e tre ai lavori forzati.

Gianca59

Lun, 30/09/2013 - 23:50

La mia solidarietà all' imprenditore autore di questa bella lettera. Non c' è molto da aggiungere alla situazione delirante raccontata. L' ha scritta a Letta, ma forse era da estendere anche agli altri organi istituzionali affinchè capiscano com' è ridotta l' impresa in Italia. Stasera ho poi visto Report con il servizio dedicato all' incompetenza dei nostri governanti: se quello è il livello del Governo che doveva salvare l' Italia, ora è chiaro perché stiamo andando di bene in peggio. E non si dica che bene ha fatto Berlusconi a staccare la spina, perchè tanti incompetenti li ha piazzati lui per ricompensarli dei voti portati.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mar, 01/10/2013 - 00:58

Il problema italiano non è tanto la burocrazia quanto i burocrati. Gente incapace messa al comando per appartenenza politica e non per capacità professionale. IL RISULTATO E' CHE ABBIAMO A CHE FARE CON UNA MASSA DI IMBECILLI CHE PER NON SBAGLIARSI LEGGONO LE CARTE SENZA USARE IL CERVELLO.

Ritratto di stock47

stock47

Mar, 01/10/2013 - 02:57

L'imprenditore non ha capito che i governi italiani, dal dopoguerra in poi, si sono prodigati solo a spendere e spandere sull'efficiente macchina statale creata da Mussolini e sullo sviluppo del dopoguerra libero da vincoli. L'unica cosa che hanno saputo fare è mettere briglie di ogni genere in tutti i luoghi e le situazioni possibili. Ormai non ne usciamo più perchè il tutto si è ingesato attorno alla costituzione e al sistema istituzionale il cui unico compito è solo quello di spremere. In più in Italia sono sorte le cooerative di sinistra che hanno drogato il libero mercato, creando situazioni di competizioni ingiuste all'interno dello stesso mercato e rovinando le imprese che producevano e davano lavoro. Adesso con l'Euro è calato l'Asso a Briscola, di fronte all'economia più avanzate o più competitive siamo stati ridotti a stracci, di conseguenza le nostre imprese spariscono o vengono comprate per essere fatte emigrare. Lo Stato per di più deve pagare i debiti che allegramente tutti i vari governi succedutisi hanno fatto ma mentre prima poteva rimediare con la svalutazione della nostra moneta nazionale o producendo più moneta adesso i beni reali devono essere venduti veramente a benficio dei debitori esteri, il tutto "grazie" all'Euro, moneta che non possiamo toccare e che da noi finisce per scarseggiare come liquidità. In pratica l'intera Italia è in svendita, sai le imprese pubbliche e private, sia le piccole proprietà e beni individuali tramite rastrellamento fatto dallo Stato per pagare i suoi debiti all'estero. I colpevoli di tutto questo? Proprio coloro a cui la lettera dell'imprenditore si sta rivolgendo con gentilezza, il che significa che non ha ancora capito chi l'ha rovinato a lui e alla sua azienda. Se non è riuscito a capirlo un imprenditore vuol dire che chissà quanti italiani non sono ancora riusciti a capirlo. Prima che ce ne rendiamo conto finiremo tutti quanti in bolletta e pure schiavi dei debitori internazionali, vale a dire di coloro che si nascondono dietro le banche private e dietro l'Euro. Ci hanno fregati alla grande!

CALISESI MAURO

Mar, 01/10/2013 - 05:42

Dreamer 66@ Lei mente e sa di mentire eccome. Questo andazzo va avanti da 40 anni. L'occupazione dello Stato e la creazione di inutili servaggi e enti, non ha niente a che fare coi governi di dx. Governi di dx che hanno solo blandamente tentato di scalfire questa vergogna. In pratica non hanno fatto cio' che ha fatto con successo la Tatcher in Inghilterra, anche perche' in caso di piccole riforme, il popolino si incavolava per i diritti inviolabili. Quindi esecutivi deboli e incapaci di imporsi. La sx ha solo fomentato questo andazzo,per convenienza elettorale e di poltrone. Ora esamini bene cosa succedera': Nel dettaglio i lavoratori dell'azienda rideranno ancora per un po, poi pagheranno tutto e con gli interessi. Dato che la situazione non riguarda solo l'azienda in esame ma tutto il tessuto produttivo, e' piu' che giustificato la chiusura di fabbriche e attivita'. Cio' significa disoccupazione e non pagamento di tasse. Anche qui i dipendenti rideranno, ma non per molto. Con il fallimento dello stato e il suo indebitamento tutte le aziende di valore, piu' l'oro e quant'altro verra' venduto ( l'ultima di ogni famiglia e' vendere l'argenteria ). Partecipare a questi forum e' molto istruttivo, perche' da' l'idea del trend e come si sviluppera' la situazione, questo significa valutare e ponderazione il da farsi. Grazie alle persone come lei ( e la ringrazio ) gia' da un po' di anni la mia attivita' si svolge tutta all'estero, con grande soddisfazione. La vita e' strana, ma giusta, ti ritorna quello che si e' seminato. Come il proverbio cinese insegna, adesso mi siedero' sulla riva del fiume e aspettero'. ( niente di personale chiaramente l'ho presa solo ad esempio della mentalita' ricorrente in Italia, le auguro naturalmente all the best e' chiaro)

egenna

Mar, 01/10/2013 - 06:25

Parlare a letta e a nessuno è la stessa cosa. cordiali saluti

Riccardo Montemezzo

Mar, 01/10/2013 - 06:54

Egregio Sig. Dreamer_66, già da tempo ho smesso di partecipare alla vita di questo organo di informazione, considerata la qualità dei commenti, che vengono pubblicati, ma questa volta sono stato incuriosito dal suo commento assolutamente non chiaro. Infatti, la prego di voler precisare a quale fazione politica vuole riferirsi per la mancata gestione della crisi: al centrodestra, al centrosinistra, che negli ultimi venti anni hanno governato per un periodo di tempo pressoché uguale ( con quasi 85 giorni in più per il centrodestra ), oppure ai governi, cosiddetti tecnici ?

giovauriem

Mar, 01/10/2013 - 08:37

alla redazione:perchè non girate le mail di Dement_66 direttamente nel cesso?

Ritratto di mr.cavalcavia

mr.cavalcavia

Mar, 01/10/2013 - 08:48

Carissimo Imprenditore, il passaggio chiave della Sua lettera è il "concedete tutto ciò che viviene chiesto, purché la fuga dall'Italia possa essere veloce e senza contrattempi". Italia uguale cancrena. Niente altro. L'unica nota che desidero fare è che l'appello è male indirizzato. Mai e poi mai Letta potrà CAPIRE. Una persona che non ha mai LAVORATO per un giorno vita non ha capito, non capisce e non capirà mai di lavoro ed imprenditoria. Mai. Occorre cessare di essere ossequiosi e tagliare alle radici le risorse di chi ha ammazzato il ns. paese. Costi quello che costi.

Pelican 49

Mar, 01/10/2013 - 09:08

Questa lettera, in poche pesantissime righe, spiega i motivi e le cause della deindustrializzazione italiana e del conseguente impoverimento con inevitabile degrado del fu Bel Paese. Nella "melassa asfissiante di regole burocratiche" c'è il sunto che nessun politico, pennivendolo di carta stampata e televiso, ad oggi sia stato in grado di fare. Purtroppo devo essere d'accordo anche con le conclusioni amare riguardo al futuro (?). Saluti.

giocondo1

Mar, 01/10/2013 - 16:58

Cosa vuole, caro signore, il questo paese l'imprenditore non è visto come colui che organizza i fattori della produzione e realizza uno scopo di impresa con assunzione di rischio ed in giusta attesa di ricevere il beneficio fondiario, in ciò favorendo occupazione lavorativa e crescita sociale. NO. L'imprenditore è: un furbo, uno sfruttatore della classe operaia, un affamatore del popolo, un parassita, un imbroglione, un intrallazziere, uno sfruttatore di risorse naturali, uno che inquina l'ambiente, un evasore fiscale, un delinquente, un volgare speculatore, un criminale, un bancarottiere,...un BORGHESE , un CAPITALISTA, un FASCISTA. SE subisci un'estorsione e denunci gli aguzzini, troverai anche il magistrato di turno che te la fa passare per un "accordo commerciale". Quindi il trattamento fiscale che le hanno riservato, è la giusta punizione (!) che le toccava, e che sia di monito a quanti avessero l'ardire di volerla emulare.