Mani forti sulla Carige Via un miliardo di crediti

In 3 giorni scambiato il 30% del capitale, occhi sui fondi hedge. La sfida tra Volpi e Malacalza

Cinzia Meoni

Scoppia la speculazione su Carige mentre sale la tensione tra Vittorio Malacalza e Gabriele Volpi, primo e secondo azionista del gruppo, rispettivamente al 17,6 e al 6% del capitale. Consob intanto mantiene alta l'attenzione sul gruppo dopo la raffica dimissioni dal cda registrata nell'ultimo periodo, ben cinque, e la sfiducia a Guido Bastianini, ex ad di Carige, sostituito in corsa da Paolo Fiorentino, un'operazione su cui Volpi ha sollevato diverse perplessità.

In Borsa sono stati scambiati sette volte i volumi medi giornalieri (46 milioni di pezzi, il 5,5% del capitale) portando così il capitale passato di mano da lunedì al 30% circa. Il titolo dopo giorni di rally, ha chiuso sostanzialmente invariato a 0,253 euro, più del 30% un più rispetto a inizio settimana. Meglio hanno fatto le risparmio: +4,3 per cento.

Non è escluso che, come sostengono fonti vicine a Carige, «gli acquisti siano effettuati da fondi che vogliono riposizionarsi sul titolo dopo il via libera al rilancio del gruppo». Lunedì sera infatti è arrivato il via libera al salvataggio della banca, come richiesto da Bruxelles, attraverso una maxi ricapitalizzazione di 500 milioni (più di due volte il valore attuale dell'istituto) e cessioni per 200 milioni. È però anche vero che, teoricamente, il prossimo aumento di capitale potrebbe rappresentare un'occasione per rafforzare la presa sul gruppo, sempre che si abbia fiducia nel percorso di salvataggio intrapreso. Soprattutto da parte di chi è già presente nel capitale della banca posto che, secondo il Testo Unico Bancario, chi supera determinate soglie (10%, 20%, 30% del capitale) è soggetto a obblighi di autorizzazione preventiva da parte Bankitalia. Sia Malacalza che Volpi hanno perso cifre consistenti in Carige. Per Malacalza si parla di 230 milioni persi sui 263 investiti, sostanzialmente la plusvalenza incassata a Milano da Pirelli è sfumata a Genova. Ma, a volte, la strategia vincente in Borsa è quella di mediare al ribasso, magari puntando al controllo. Comprare oggi potrebbe essere un'occasione per riposizionarsi sullo scacchiere a prezzi d'occasione, se si crede al rilancio. Il titolo, d'altro canto, aveva perso molto smalto negli ultimi mesi, e oggi acquistarlo significa garantirsi l'accesso alla maxi-ricapitalizzazione che, come avvenuto in altre operazioni simili, potrebbe essere a forte sconto.

Carige intanto ieri ha iniziato ad alleggerirsi dell'enorme fardello di sofferenze con la cessione di un portafoglio da 938 milioni a Brisca Securitisation al 33% del nominale. Mancano altri 2,4 miliardi.