Manovra, i grillini propongono Iva al 10% su profilattici maschili e femminili

Tra i numerosi emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle c’è quello che mira a ridurre l’Iva sui profilattici

Ridurre al 10% l’Iva sui profilattici maschili e femminili: è questo uno degli emendamenti alla manovra presentato in commissione Bilancio dal Movimento 5 Stelle.

In particolare, la proposta contenuta in un emendamento al ddl bilancio 2020 del senatore pentastellato Gaspare Antonio Marinello punta a introdurre un’imposta sul valore aggiunto al 10% per gli anticoncezionali utilizzati da uomini e donne. La riduzione dell’aliquota comporterebbe un costo di 50 milioni di euro l’anno, una cifra che l’esecutivo dovrebbe stanziare per gli anni 2020, 2021 e 2022.

L’iter della manovra è giunto in una fase critica. In Senato arrivano le proposte dei partiti, una valanga di emendamenti più o meno minuziosi che potrebbero creare non poche tensioni tra gli alleati del governo. Come fa notare Repubblica, Italia Viva ha presentato 230 modifiche, all’interno delle quali sono comprese l’abolizione di Quota 100 e delle varie microtasse contenute nella Legge di Bilancio, dalla plastic tax alla sugar tax passando per la tassa sulle auto aziendali. Il Partito Democratico ha invece avanzato 920 emendamenti, in scia con le richieste del partito di Renzi: correzioni a tassa su plastica, bibite gasate e auto aziendali, e più risorse per i Comuni.

Dai profilattici alla plastic tax: gli emendamenti grillini

Capitolo a parte merita il Movimento 5 Stelle. I grillini hanno messo sul piatto 400 emendamenti. Oltre alla riduzione dell’Iva al 10% per i profilattici maschili e femminili, da sottolineare quello relativo alla stretta sulle auto aziendali che prevede l’aumento della tassazione per i possessori solo per i nuovi contratti stipulati a partire dal primo gennaio 2020. Anche i pentastellati propongono una modifica alla plastic tax, ossia l’esclusione dei prodotti monouso in plastica biodegradabile, in alternativa a quelli che contengono almeno il 25% o 50% di plastica riciclata. Un altro emendamento riguarda la riduzione al 5% dell’imposizione sulla cancelleria di plastica e l’esenzione di tutti i dispositivi sanitari monouso.

Ma il Movimento 5 Stelle ha altri cavalli di battaglia: il pagamento dell’Imu da parte della Chiesa, il rinnovo del bonus sorveglianza anche per il 2020, l’Iva agevolata per i prodotti alimentari biologici venduti in imballaggi di carta o compostabile e per i kit di pannolini lavabili per l’infanzia. L’esecutivo sembra essere disposto ad aprire a correzioni soltanto su quei punti più controversi. Il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, ha sottolineato come in Parlamento si lavorerà “per migliorare una serie di norme del decreto fiscale e del disegno di legge di bilancio, dialogando con i gruppi parlamentari e le forze economiche e sociali. Ripenseremo profondamente alcune misure come quelle sulla tassazione delle auto aziendali e la plastica monouso”.