Mediobanca perquisita da Consob e Gdf

C'è qualcosa che non va nell'avvenuta vendita del 12% di Banca Generali da parte del Leone e nella mossa con cui la vecchia Unipol ha «blindato» il controllo di Milano Assicurazioni in vista della fusione con Fonsai. Così ieri alle dieci del mattino una dozzina di ispettori della Consob e di agenti della guardia di finanza hanno perquisito la sede di Mediobanca, che nel 2013 aveva curato le due operazioni nella veste di intermediario. Il sospetto dell'authority guidata da Giuseppe Vegas è che qualcuno sia riuscito a mettere in tasca profitti illeciti, grazie alla fuga di notizie che avrebbero invece dovuto rimanere riservate: il reato ipotizzato è insider trading. Alla ricerca di prove del sospetto «abuso di mercato», Consob e Fiamme Gialle hanno così portato via documenti, email, tabulati delle telefonate (tutte registrate) dalla banca d'affari guidata da Alberto Nagel, da cui raramente escono fogli se non sigillati in pesanti buste dall'interno annerito per garantirne la riservatezza.
Gli inquirenti hanno anche interrogato fino alle 5 del pomeriggio i banker che avevano seguito in prima persona le due operazioni. Non accadeva dal maggio 2012, quando la Gdf si presentò in Piazzetta Cuccia per il prestito fresh del Monte Paschi. Questa volta a essere nel mirino della Consob sono però gli intermediari che Mediobanca ha contatto durante i due accelerated book building: la procedura prevede infatti che, nei giorni precedenti al riassetto, la banca senta gli istituzionali interessati, per poi svelare solo in un secondo momento l'identikit della società oggetto della vendita tramite dettagliate schede tecniche su cui vige l'obbligo alla riservatezza. Mediobanca di norma coinvolge una decina di soggetti, a partire dai big del settore Fidelity, Jp Morgan e Amber.
Consob nutriva già più di un sospetto sull'andamento in Borsa del titolo Banca Generali e di quello Milano Assicurazioni risparmio, quando è stata raggiunta da alcune segnalazioni di «anomalie» inviate da altri operatori. Se sarà accertato l'insider trading - l'iter si concluderà con una delibera della Commissione in base alla relazione che appronteranno gli uffici - il Testo unico della finanza (articolo 187) contempla sanzioni da 100mila a 45 milioni di euro, con peraltro la possibilità nei casi di maggiori gravità, di fare salire la stangata fino a dieci volte i profitti illegittimi registrati.
Resta ora da capire se dopo Mediobanca gli ispettori Consob e i finanzieri andranno anche a Ubs, che aveva curato con Mediobanca il collocamento di Banca Generali, nello stesso gruppo triestino e in Unipolsai. In particolare, il 3 aprile del 2013 Generali annunciarono la volontà di vendere il 12% della Sgr (sul 63,5% posseduto): l'incasso per il gruppo di Mario Greco fu 185 milioni (13,55 euro per azione), di cui 143 di plusvalenza. Ad agosto invece il capo azienda di Unipol, Carlo Cimbri, decise di mettere al sicuro la fusione con Fonsai, incaricando Mediobanca di rastrellare il 26,5% dei titoli di risparmio di Milano Assicurazioni, tramite un «reverse accelerated book-building», per non avere sorprese in assemblea: il prezzo di acquisto fu di 0,8425 euro l'una, per un totale di 23 milioni. E proprio sull'operazione Milano si concentrerebbero i dubbi.