Meno precarietà nel lavoro? Intanto gli stagisti aumentano

Sono ben 310mila i giovani in tirocinio nelle aziende italiane, in crescita rispetto al 2008

Una Repubblica fondata sullo stage. È l'Italia fotografata dai numeri di una ricerca sulla diffusione dei tirocini nelle aziende. Attualmente gli stagisti sono ben 310mila e sono in aumento rispetto al passato. Ogni impresa ha in media uno stagista e mezzo, il numero è in crescita dell'1,7% se confrontato con i dati del 2008. Nella sola provincia di Monza e Brianza, dove la Camera di commercio ha realizzato lo studio che riguarda le aziende del Paese, il boom è stato del 12,4% in cinque anni.
Nonostante le dichiarazioni politiche sulla necessità di rendere meno precario il mondo del lavoro, sono sempre di più i giovani che attraverso lo stage provano a entrare nelle aziende. Questa la speranza. Ma negli anni lo strumento dello stage è diventato "cronico", più un modo per sfruttare lavoratori non pagati che un trampolino di lancio per il futuro. Un abuso che si riflette appunto nei numeri in aumento e nel fatto che contemporaneamente la situazione dell'occupazione non è certo migliorata.
Dai dati aggiornati al 2014 risulta che nella Provincia di Monza e Brianza le imprese dei servizi utilizzano lo stage più spesso di quelle dell'industria: rispettivamente il 15,9% ha almeno uno stagista contro l'11,7%. Dalla stessa provincia parte l'idea della formazione duale, con gli studenti che imparano direttamente in azienda e i datori di lavoro che entrano nel processo formativo, sul modello tedesco. Un modo per prevenire l'uso distorto degli stage. Per questo è nata una collaborazione italo-tedesca, suggellata da un accordo tra la Camera di commercio di Monza e Brianza e la Camera di commercio Italo-Germanica.