Milano Unica avanza (+6%) Ma Marenzi striglia il settore

Il presidente di Sistema Moda Italia: «Basta parlare A Parigi occasione persa»

Laura Verlicchi«Lavare i panni sporchi in pubblico» alla Fiera del tessile: è la scelta a sorpresa di Claudio Marenzi, presidente di Sistema Moda Italia. Che all'inaugurazione di Milano Unica, giunta alla XXII edizione, bacchetta i colleghi imprenditori: «Basta parlare di fare sistema, è ora di fare per davvero - ha detto -. A forza di discutere e non decidere mai ci siamo fatti portar via l'esposizione dei tessuti in anteprima: un'idea nostra, ma a farla alla fine saranno i francesi di Première Vision, e nelle stesse date, a luglio. Ma attenzione: il 70% delle aziende che dovrebbero partecipare sono italiane. Pensiamoci bene».La denuncia di Marenzi si aggiunge ai ben noti problemi che preoccupano il settore tessile e moda: la contraffazione innanzi tutto, anche su siti importanti come Alibaba e la sua piattaforma Taobao, e l'interminabile questione del «made in». Ma su quest'ultima tutti sperano nell'impegno a Bruxelles dell'ex viceministro Carlo Calenda. Tutti temi che saranno all'ordine del giorno domani a Roma dove si riunirà, presieduto dal ministro Federica Guidi, il tavolo delComitato Moda e accessorio, ideato proprio da Calenda.Note incoraggianti arrivano comunque dai padiglioni della Fiera, che conta 424 espositori totali contro i 399 registrati 12 mesi fa (per una crescita del 6%), con una rilevante presenza dei gruppi stranieri: 72 in tutto, a cui aggiungere i 40 e i 13 rispettivamente presenti negli «osservatori» del Giappone e della Corea.Servono nuovi spazi: «Per questo dalla prossima edizione ci trasferiremo a Rho- annuncia il neopresidente di Milano Unica, Ercole Botto Poala Ma vogliamo invadere la città di Milano: anche il percorso per raggiungere la Fiera sarà esclusivo, una vetrina dell'arte e dell'intelligenza italiana». Il Salone del Mobile ha fatto scuola: e l'Expo pure.