Mps, il Tesoro "studia" il dopo Morelli

Voci di rimpasto in cda, Turicchi e Riccaboni verso l'uscita

Trovata la quadra sui punti chiave della manovra, il ministero del Tesoro può avviare il cantiere sul destino del Monte dei Paschi. Partendo dalle nomine in cda, compresa quella dell'ad Marco Morelli. E tra i papabili successori a Roma circola già una prima rosa di nomi. Ma procediamo con ordine.

Delle manovre sulle poltrone il Giornale aveva scritto lo scorso 4 agosto sottolineando che il dossier era già sul tavolo del ministro, Giovanni Tria, ma sarebbe stato aperto in autunno dopo, appunto il varo della manovra. Con il possibile cambio di timoniere, non per sfiducia nei confronti di Morelli, che ha messo a punto il delicato piano di ristrutturazione poi approvato da Bruxelles e Francoforte, ma per attuare un cambio di regìa radicale come segnale al mercato. Tria vuol gestire direttamente il dossier senese tenendo lontane incursioni marcatamente politiche di chi vorrebbe mantenere il Monte in mani statali. L'obiettivo finale di Tria sarebbe, invece, quello di scendere dal Monte in due tempi: prima cedendo una parte della quota nel giro di sei-sette mesi e poi l'uscita definitiva con l'arrivo di un nuovo azionista di peso (o con una fusione) entro un anno e mezzo.

Negli ultimi giorni si sono intensificati i rumors su un possibile cambio dei rappresentanti dello stesso azionista di controllo pubblico nel board della banca senese. Nel mirino, ci sarebbero Antonino Turicchi (ex dirigente del Tesoro che all'inizio sedeva in cda in quota Axa e poi è stato confermato dalla lista del Mef targato Padoan, con il ruolo di vicepresidente) e anche quella del consigliere indipendente Angelo Riccaboni, ex rettore dell'Università di Siena. In via XX Settembre c'è chi sostiene che il rimpasto potrebbe essere subito allargato anche all'ad invece di attendere la primavera 2019, come previsto inizialmente. Tanto da lasciar filtrare i nomi di alcuni papabili: quello dell'ad di Ubi, Victor Massiah, e del presidente di Fondazione Fiera Milano, Giovanni Gorno Tempini. Che però sarebbe in lizza anche per prendere il posto di Giuseppe Guzzetti al timone della Cariplo, il prossimo anno. Ed è lecito ritenere che, al netto dei desiderata del Tesoro, fra le due opzioni sceglierebbe Milano piuttosto che Siena.

Al ministero sarebbe gradito anche un profilo come quello del vicepresidente della Bei, Dario Scannapieco, candidato scelto inizialmente dallo stesso Tria per la guida della Cdp (poi affidata a Fabrizio Palermo). Ma il banchiere, il cui mandato in Bei scadrà nell'agosto 2019, sarebbe incompatibile per un anno con l'incarico in una banca commerciale quotata come Monte Paschi.