Piero Ferrari prenota Marchionne per guidare a lungo la Ferrari

Pierluigi Bonora

Tarragona Per Sergio Marchionne si prospetta un futuro sempre più dipinto di rosso. Così almeno si augura Piero Ferrari, vicepresidente della Casa di Maranello e figlio del fondatore, Enzo: «Se veramente Marchionne smetterà in Fca, e trascorrerà più tempo da noi, sarò molto contento».

Da Tarragona, in Spagna, dove ha acceso i motori di Ferrari Land, il primo parco in Europa dedicato al Cavallino, ospitato nel grande PortAventura World (uno degli investimenti della Investindustrial di Andrea Bonomi), l'imprenditore modenese ha chiaramente fatto capire di voler contare a lungo sull'apporto a tempo pieno dell'attuale presidente.

E sulla stessa lunghezza d'onda è l'azionista John Elkann, che con la sua Exor detiene il 22,91% di Ferrari. Exor e Piero Ferrari, inoltre, sono legati da un patto di sindacato che vincola le rispettive quote (10% quella del vicepresidente) nel Cavallino.

Il tema Marchionne ha accomunato ieri gli interventi di Elkann e Ferrari, visto che il presidente della holding, parlando a Torino, ha precisato che «Sergio continuerà a lavorare con noi: si occupa anche di Ferrari in maniera straordinaria; lo farà finché ne avrà voglia, ci sono tante cose belle da fare insieme». Del resto, dopo un primo anche se lungo «rodaggio» in F1, il successo della Rossa in Australia, in attesa del prossimo Gran premio in Cina, ha fatto bene anche alle azioni in Borsa, spinte appunto dall'entusiasmo per questo inizio sprint di stagione. E Ferrari, commentando la volata del titolo «Race», cresciuto di oltre il 92% in un anno, non può che essere più che soddisfatto: «Gli investitori - afferma - hanno capito che Ferrari vale. L'azienda è solida e ben gestita. E ha un futuro davanti a sé».

«Marchionne - ha commentato Elkann da Torino - è un talento unico con cui abbiamo l'enorme fortuna di lavorare da 15 anni. Lascerà Fca nel 2019 (con l'assemblea degli azionisti, ndr) e sono convinto che all'interno del gruppo abbiamo moltissime persone brave che potranno succedergli».

Elkann, dunque, riempie di elogi Marchionne, come aveva fatto il giorno precedente nella sua lettera agli azionisti, mettendo così la parola fine alle voci che davano presidente e ad di Fca disallineati. Vero è, comunque, che nel caso Fca trovasse il nuovo socio forte, con la conseguente diluizione di Exor nel riassetto delle quote, la scelta del capo azienda toccherebbe al futuro azionista di maggioranza.

Da qui al 2019, dunque, sorprese e colpi di scena in casa Fca non dovrebbero mancare. Tocca ora a Marchionne confermare o meno la sua permanenza al vertice di Ferrari anche dopo il 2021. «È il solo modo - aveva puntualizzato tempo fa - per ricevere l'ultima parte del mio compenso».