PopMilano rimborsa i Tremonti bond

La Banca Popolare di Milano rimborserà al Tesoro i Tremonti-bond entro fine mese (la prossima settimana è atteso l'ok di Bankitalia), quindi a luglio schizzerà la nuova governance per diventare una «popolare bilanciata»: è il presidente del consiglio di gestione Andrea Bonomi a fissare la road map della cooperativa lombarda dopo l'assemblea che, sotto la regia dei sindacati interni, ha approvato l'aumento di capitale da 500 milioni e sollevato Giuseppe Coppini alla presidenza del consiglio di sorveglianza. Una scelta di transizione in vista della scadenza del 2014; così come è prevista una revisione del piano industriale.
«La trasformazione in spa è inevitabile» se Bpm «non evolve, ma ora c'è un'opportunità piccola e stretta di lavorare sulla governance rimanendo cooperativa», ha detto Bonomi ammettendo di aver commesso qualche errore sulla spa e dando appuntamentro ad inizio agosto per il nuovo passo. Una linea condivisa dai grandi soci francesi del Credit Mutuel (6,8%)che chiedono di «correggere gli eccessi» per fare dello status cooperativo un «vantaggio competitivo». È sempre Bonomi a gettare «i tre pilastri» della nuova Bpm, citando per primo «il rinnovo del contratto integrativo» e una «ragionevole» rinegoziazione con i sindacati. Chi conosce il calderone di Piazza Meda sa che si tratta di un'apertura politica alla base, dove il “Cia“ è molto sentito. È quindi iniziata la trattativa per fare di Bpm una «popolare bilanciata», dove i fondi abbiano un elevato peso nella governance grazie a un raffinato sistema di maggioranze qualificate. Un segnale emerge anche dall'analisi delle urne: se i voti riferibili alla Uilca si sarebbero divisi tra il nuovo presidente Coppini (954 consensi) e Maurizio Cavallari (153); la Fabi e la Fiba si sono schierate per l'ex Guardasigilli Giovanni Maria Flick, proposto da Investindustrial e giunto terzo con 516 voti. La Fisac avrebbe invece puntato su Coppini e su Piero Lonardi, il capo storico dei soci non dipendenti giunto secondo di una incollatura con 903 voti. Un colpo di pennello forse pensato dagli «artisti» del consenso di Bpm per evitare che un esito bulgaro attirasse l'attenzione di Ignazio Visco.
Lo spettro per Bpm è infatti il verdetto, atteso a luglio, dell'ispezione della Vigilanza: «Bpm al contrario del passato intende recepire le indicazioni di Bankitalia, non ci sottrarremo ai nostro doveri», ha messo da subito in chiaro Bonomi, che ha in Palazzo Koch un alleato per il cambiamento. Nella pancia di Piazza Meda alcuni vorrebbero la testa dell'ad Piero Montani e strizzano l'occhio a Giuseppe Castagna, che Enrico Cucchiani ha da poco «licenziato» da Intesa Sanpaolo. Bonomi, però ha fatto muro a difesa del banchiere che ha avviato il risanamento di Bpm e tagliato gli artigli ai dipendenti-soci: Montani, assente all'assiseper una polmonite, «non è scambiabile e in questo momento non c'è ragione perchè ci siano cambiamenti», ha tagliato corto il proprietario di Investindustria, che ha poi definito Coppini una persona «del vecchio regime» di Bpm ma «bilanciata».