Pos obbligatorio: niente sanzioni per commercianti ed esercenti

Dietrofront del governo: approvato un emendamento che prevede lo stop alle sanzioni per i negozianti che privi del Pos

Niente sanzioni per quei commercianti privi del Pos e quindi impossibilitati ad accettare pagamenti cashless, cioè con carte di credito e debito: è questa una delle novità contenute in un emendamento approvato ieri in commissione Finanze della Camera al dl Fisco.

La situazione, dunque, resterà immutata e non sarà stravolta da alcuna rivoluzione. Ricordiamo che il Pos è obbligatorio dal 2012, da quando fu introdotto nel 2012 dal decreto legge numero 179 per volere dell’allora governo Monti. L’obbligo citato è sempre stato solo teorico, visto che per gli esercenti non in possesso del terminale di pagamento non è prevista alcuna sanzione. In un primo momento il governo avrebbe voluto imporre una multa di 30 euro da aggiungere al 4% del valore della transazione "rifiutata" per tutti i commercianti, artigiani e professionisti che avessero respinto i pagamenti con moneta elettronica. Con l'ultimo emendamento citato, l'esecutivo torna sui suoi passi e stoppa le sanzioni per i negozianti senza il Pos. Il provvedimento deve adesso essere convertito in legge entro Natale, prima di passare l’esame del Senato.

Gli stessi dispostivi, dal 2021, potranno essere impiegati come unico strumento sia per i pagamenti elettronici e in contanti, sia per la certificazione degli scontrini telematici. A partire dal luglio 2020, inoltre, è previsto un allargamento del tetto dei beneficiari del credito d’imposta del 30%, che recupera le commissioni bancarie sostenute da commercianti e autonomi con ricavi fino a 400 mila euro. Il credito d’imposta deve essere applicato alle commissioni addebitate per tutti i pagamenti elettronici: dalle transazioni con carte di credito, debito, prepagate agli "altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili".

Le reazioni di Confcommercio e Codacons

Dopo l’approvazione degli emendamenti in commissione Finanze al dl fisco, Confcommercio ha diffuso una nota in cui esprime tutta la sua soddisfazione per il dietrofront intrapreso dal governo: “Con la revisione delle disposizioni sanzionatorie in materia di obblighi di accettazione di pagamenti a mezzo Pos, viene confermata la validità di un approccio fondato sulla contestualità tra riduzione di costi e commissioni a carico di consumatori ed imprese ed impulso alla diffusione della moneta elettronica. È un approccio equilibrato e necessario. Ci auguriamo, dunque, che possa essere accolta anche la richiesta di un importante potenziamento della dotazione del credito d'imposta a valere sul monte commissioni a carico delle imprese. Lo stanziamento a regime nell'ordine dei 50 milioni di euro per anno è infatti evidentemente insufficiente a fronte di commissioni già oggi stimate in circa due miliardi di euro annui”.

Di umore completamente opposto il Codacons, secondo il quale lo stop delle sanzioni per i negozianti senza Pos è un pessimo segnale. Secco il commento del presidente Carlo Rienzi: “Senza multe per gli esercenti che rifiuteranno i pagamenti con Pos, qualsiasi provvedimento per agevolare i pagamenti elettronici diventa inutile. È impensabile introdurre l'obbligo di accettare pagamenti con carte di credito e bancomat se poi non si prevedono sanzioni per chi non si attiene a tale obbligo. Una presa in giro per gli italiani che dimostra ancora una volta come il Governo sia debole con i forti e forte con i deboli: salva i commercianti e le loro potenti organizzazioni e non accoglie le richieste delle Onlus di eliminare il contributo unificato a loro carico”.

Commenti

Claudio da Legnano

Mer, 04/12/2019 - 09:35

Oramai si discute sul nulla ! Nei Talk show si parla di Pos obbligatorio per evitare l'evasione (poi si dovrebbe parlare della grossa evasione dei bilanci sempre in pari di molte grandi aziende), ma NESSUNO perla dei costi del pos !!! Quanti di voi sanno che le commissioni anzichè abbassarsi sono più che raddoppiate negli ultimi due anni ? Balle ? No, Fatti. I costi reali delle commissioni negli ultimi 10 anni si sono abbassati grazie a un po' di concorrenza ma nella realtà i nuovi bancomat (chiamati "carte di debito") passano su circuiti della carta di credito per cui il cliente è convinto di pagare con Bancomet, e nei suoi confronti la sua banca gli pone costi da bancomet, ma per l'esercente è sempre carta di credito, che gli addetti ai lavori sanno che è più del doppio della commissione del circuito bancomat. Bisognerebbe parlare dei fatti più che delle opinioni basate sull'ignoranza sulla materia !