Privatizzazioni al palo: Enav deve ridurre capitale, slitta sbarco in Borsa di FS

Il piano del governo resta bloccato. In stallo anche Poste, Enel e Eni

È ancora al palo il piano privatizzazioni del governo. Dopo che il Def ha certificato la riduzione del target per quest’anno, portandolo dallo 0,7% ad appena lo 0,3% del Pil (4,8 miliardi), ora traballa la privatizzazione di Enav, finora controllata al 100% dal Tesoro, per la quale era atteso lo sbarco in Borsa non prima del 2015.

Nei giorni scorsi, il Ministero dell’economia ha inviato una lettera all’Enav chiedendo una riduzione del capitale che, secondo ambienti vicini al Tesoro, si aggirerebbe intorno ai 200-300 milioni. Un’operazione "propedeutica" alla privatizzazione, perché al momento la società sarebbe troppo capitalizzata per aprire al mercato. Del resto il governo è a caccia di soldi da un bel po': già nello Sblocca Italia un emendamento dell’esecutivo (giudicato però inammissibile) chiedeva una riduzione del capitale sociale dell'ente di assistenza al volo. L'eccedenza finirebbe poi nel fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato.

Se questo non bastasse all'Enav è ancora stallo sul nuovo cda, senza il quale la privatizzazione è considerata a rischio. Dopo un’estate di rinvii, l’assemblea ha approvato il 5 agosto il bilancio (chiuso con un utile di 50,5 milioni, in crescita del 9,4%), ma non ha rinnovato il board, né ha nominato un nuovo amministratore delegato.

E i tempi sembrano allungarsi anche per le altre grandi partecipate: al momento è sbarcata a Piazza Affari solo Fincantieri, che sarà seguita a breve da Rai Way il 19 novembre, mentre è stato venduto il 35% di Cdp Reti. Per le Ferrovie dello Stato, dove proprio sulla privatizzazione c’è stato uno scontro interno che ha portato il presidente a riconsegnare le deleghe (affidate ora all’ad Michele Elia), si parlava invece di privatizzazione nella seconda metà del 2015, ma ora il nuovo obiettivo indicato nei giorni scorsi da Elia è lo sbarco in Borsa nel 2015-2016. Per Poste, per la quale si parlava di quotazione non prima del 2015, l’ad Francesco Caio nei giorni scorsi ha detto che si continua a lavorare per la Borsa, ma ha precisato che "non c’è un calendario, lavoriamo per essere pronti". Per Enel al momento si è fermi alla ricerca dell’advisor, mentre i tempi sembrano al momento più lunghi per Eni.