Saikawa lascia Nissan Via un freno a Fca-Renault

L'ad era freddo sulle tentate nozze tra l'alleata francese e Torino. Bene il titolo in Piazza Affari

Francoforte Hiroto Saikawa, ad di Nissan, getta la spugna. Lascerà l'incarico il 16 settembre, passando il testimone al direttore operativo della Casa giapponese, Yasuhiro Yamauchi, che terrà la delega fino alla nomina del nuovo ad. L'uscita di scena di Saikawa, ex delfino di Carlos Ghosn, subentrato al suo posto e ritenuto da molti il regista occulto dei guai giudiziari dell'ex numero uno, è ora sospettato di aver impropriamente aggiunto 47 milioni di yen (circa 440mila dollari) al suo risarcimento, modificando i termini di un bonus.

Non c'è pace per Nissan, dunque. Il cambio al vertice, tra l'altro, capita nel momento in cui i giapponesi e lo storico alleato Renault sono impegnati a ridiscutere l'incrocio di partecipazioni che, allo stato attuale, vede i giapponesi penalizzati sia come peso azionario sia in quanto senza diritti di voto. Una trattativa resa più complessa dalla presenza dell'Eliseo nel ruolo di azionista principale di Renault con il 15%, quota che intende tenersi stretta.

Che impatto avranno le dimissioni di Saikawa sulla trattativa? E, soprattutto, che impatto avranno, una volta ridefiniti (sempre se sarà così) gli equilibri con Renault, su una possibile ripresa dei colloqui con Fca, anche se le ultime dichiarazioni arrivate dal governo d'Oltralpe sembrano allontanare l'ipotesi?

Nei giorni scorsi il presidente di Renault, Jean-Dominique Senard, come riportato dal magazine francese Challenges, sembrava confidare sul raggiungimento, entro ottobre, di un accordo con Nissan sulle partecipazioni incrociate.

L'umore dei francesi dopo le notizie giunte da Yokohama si potrà toccare con mano oggi al Salone dell'auto di Francoforte, al primo giorno di apertura, vista l'annunciata presenza nel corner di Renault dell'ad Thierry Bolloré. Ma tra gli stand si potrebbe incontrare, in veste non ufficiale, anche qualche manager di Fiat Chrysler Automobiles (il gruppo non partecipa alla rassegna, come pure Ferrari).

Le dimissioni di Saikawa, che non vedeva di buon occhio le nozze Fca-Renault, hanno scosso positivamente le azioni del Lingotto (+0,92%) e soprattutto del gruppo francese (+2,24%). Un impatto sul titolo Nissan, ieri sulla parità, potrebbe invece vedersi in mattinata.

A Yokohama, intanto, la palla è nelle mani del presidente Yasushi Kimura. Il comitato nomine di Nissan accelererà gli sforzi per selezionare il successore di Saikawa, «con l'obiettivo di concludere la ricerca entro la fine di ottobre».

Tra chi, nel cda di Nissan, prende le difese di Saikawa è il consigliere Motoo Nagai, secondo il quale «non c'è illegalità» in ciò che l'ad uscente ha fatto: «Non avrebbe dovuto delegare elementi della sua retribuzione a un altro dirigente, il che è una violazione delle regole». Saikawa, 65 anni, considerato uno dei «figli di Ghosn» sopravvissuto alla caduta del capo dell'Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, è a Yokohama dal 1977. Durante la sua guida i profitti della Casa giapponese sono precipitati del 90 per cento.