Le scarpe di Sex & the City vanno in Borsa a Londra

Jimmy Choo: in ottobre sul mercato di Londra il 25% del gruppo, operazione da un miliardo. La griffe è legata alla serie tv, ma è tutta "made in Italy"

Dai red carpet di Hollywood alla Borsa di Londra, rigorosamente in tacchi a spillo. Jimmy Choo, il marchio di calzature di lusso tra i più amati dalle celebrity di tutto il mondo e consacrato nell'Olimpo della moda dalla serie tv Sex and the City , ha annunciato che si quoterà alla Borsa di Londra, probabilmente già entro ottobre. Finirà sul mercato almeno il 25% del capitale della griffe, con un'operazione che dovrebbe fruttare 7-800 milioni di sterline (circa 1 miliardo di euro). Non ci sarà tuttavia aumento di capitale e quindi non entreranno mezzi freschi nelle casse del gruppo Choo. A essere vendute saranno le azioni della Jab Holdings, la società di investimenti della famiglia miliardaria tedesca Reimann che nel 2011, tramite Labelux, aveva acquistato il marchio per oltre mezzo miliardo di sterline.

Il brand, che nei primi sei mesi del 2014 ha registrato ricavi per 150,2 milioni di sterline (+9,4%), con un mol di 27,6 milioni e un incremento delle vendite a parità di perimetro del 2,2%, vede nello sbarco in Borsa un'opportunità per aumentare la sua esposizione alla fascia alta del mercato delle calzature, una delle aree a più rapida crescita dell'industria dei beni di lusso. L'obiettivo è aprire nuovi negozi, soprattutto in Asia: il gruppo, che oggi conta 180 store in 32 Paesi, intende aprirne tra i dieci e quindici all'anno fino al 2016. Circa cinque di questi saranno in Cina, dove il traguardo finale è di arrivare a trenta.

Fondato nel 1996 dal calzolaio di origini malesi Jimmy Choo (che nei primi anni '90 produceva scarpe su misura in un laboratorio nell'Est End di Londra) e dall'imprenditrice Tamara Mellon (all'epoca responsabile della sezione accessori della rivista Vogue ) il marchio di calzature è riuscito a imporsi nel jet set mondiale per il taglio sexy, il design alla moda e l'artigianalità interamente italiana. In pochi lo sanno, ma, come confermato al Sole 24 Ore dall'ad Pierre Denis (ex Dior ed Lvmh), «tutti ma proprio tutti i prodotti Jimmy Choo sono prodotti in Italia, quindi l'Italia è al centro della nostra produzione artigianale». Una caratteristica, quella del made in Italy , che il manager definisce come «una parte essenziale della nostra brand identity e un segnale fondamentale della qualità dei nostri prodotti».

Sotto la direzione creativa di Sandra Choi, nipote del fondatore Choo (uscito dall'azienda nel 2001), in 15 anni il marchio ha allargato l'offerta a borse e accessori, quindi a occhiali e profumi, puntando a un target d'élite (il prezzo base per un paio di scarpe è di 300 sterline). Tra le prime a innamorarsi delle Jimmy Choo fu la principessa Diana Spencer, ancora oggi icona di stile. Oltre a quelli di Madonna, i celebri stiletti hanno calzato i piedi del premio oscar Halle Barry e della first lady statunitense Michelle Obama, che nel 2009 li scelse per il ballo inaugurale alla Casa Bianca. Nel 2013 Nicole Kidman è stata il volto della collezione autunno-inverno, mentre, per le fan di Sex and the City , è indimenticabile la scena in cui la protagonista, Carrie Bradshaw, esclama disperata «I lost my Choo!» mentre cerca di raggiungere il traghetto per Staten Island.