Se anche l’Unità frequenta i paradisi fiscali di Renzi

Il foglio Pd spara: Renzi appoggiato da banchieri che speculano con fondi alle Cayman. Peccato che Mian, azionista del giornale, abbia "scudato" 200 milioni in Liechtenstein

Questa è la storia di un ca­ne miliardario, Gunther, di editoria, l’Unità, di due politici, Bersani& Renzi, di paradisi fiscali e soprat­tutto di somma ipocrisia. Tutto na­sce dalla sventurata idea avuta dal sindaco di Firenze e candidato al­le primarie di farsi organizzare un pranzo elettorale dal giovane ge­store di hedge funds, Davide Ser­ra. In una chiesa sconsacrata nel centro di Milano, il fondatore di Al­gebris (il fondo speculativo, così si chiama) mette insieme duecento bei figli della finan­za milano-internazionale. Serra, che gode di uno status fiscale su­perprivilegiato a Londra, fa da pre­sentatore e soprattutto da morali­sta. Ci spiega che razza di popolo siamo: una pattuglia di indomiti evasori. Ma ne riparleremo tra po­co, poiché la storia è complicata.
Il giorno dopo
l’Unità, il quoti­diano vicino al partito democrati­co (ben condotto, detto senza al­cuna ironia, dal nuovo direttore), prende la palla al balzo e titola: «Le primarie in paradiso (fisca­le) ».L’allusione è all’ospite di Ren­zi, quel Davide Serra che gestisce appunto una serie di fondi specu­lativi. Una delle sue società è infat­ti basata alle isole Cayman: non esattamente uno dei luoghi più trasparenti della finanza interna­zionale e per questo motivo molto utilizzata da chiunque voglia fare molti quattrini senza dare molte spiegazioni. Anche il Corriere del­la Sera non si era fatto sfuggire il gustoso accostamento: il Kenne­dy dell’Arno con il Gordon Gekko de noantri.
Se avrete pazienza, tra poco sco­prirete che la vicenda è ancora più ipocrita e non riguarda tanto i no­stri politici, ma gli uomini della fi­nanza, che fanno legittimamente un mucchio diquattrini all’estero e nel mezzo del cammin della loro vista vengono qua a farci la lezion­cina.
Dicevamo che nella nostra sto­ria c’entra anche Gunther. Dove­te sapere c­he quattro anni fa fu sco­perta una lista di illustri sconosciu­ti italiani con un mucchio di soldo­ni
depositati in Liechtenstein: non si tratta delle Cayman, giusto per il mare. Per il resto sempre di paradiso fiscale parliamo. Tra co­storo c’è il pisano Maurizio Mian, figlio di una storica dinastia di im­prenditori del farmaceutico. Bec­cato con le mani nel sacco, Mian, con spirito toscanaccio, dice due cose. La prima è che quei soldi ap­partengono al suo cane: sì avete capito bene, al suo adorato Gun­ther. E soprattutto che non gli si de­vono più rompere le scatole, poi­ché il cane, o chi per lui, ha fatto lo scudo fiscale e dunque quella gran massa di euro è stata bonifi­cata. È oramai pulita. Il cane ritor­na un mito, perché già una volta era stato celebre: qualche tempo prima i suoi emissari, cioè Mauri­zio Mian, avevano gestito la squa­dra di calcio del Pisa. Vi chiedere­te cosa centri questa folle storia di cani scudati e miliardari con l’Uni­tà . C’entra: solo pochi mesi fa, il medesimo Mian con una parte dei suoi ingenti quattrini diventa il primo azionista della società edi­trice del quotidiano fondato da Gramsci ed editato dunque dal mi­gliore amico di un cane. E c’è di più: la titolarità delle quote della società dovrebbe appartenere a una società delle Bahamas, la Gunther Reform Holding, di cui è sempre beneficiario Gunther.
Per rimanere in campo animale­sco, in casa Pd, il bue dà del cornu­to all’asino.
L’Unità , il cui azioni­sta principale aveva nascosto 200 milioni in Liechtenstein, poi scu­dati e infine attribuiti al suo cane Gunther, si lamenta che Renzi si faccia fare la raccolta di fondi da un hedge fund. Roba da pazzi. Sce­gliete voi, cari commensali, cosa vi stupisce di meno.
Ma se la politica ha le sue colpe, la società civile non è che viaggi meglio. Davide Serra sostiene che il problema numero uno sia l'eva­sione fiscale. Benissimo. Poi dice che vive a Londra da vent’anni. Fortunato lui. E che in Italia torna per le vacanze. Come dargli torto, poverino. E qui incrocia professio­nisti, commercialisti e avvocati con la barca frutto spesso dell’eva­sione fiscale.
Slides a corredo del­la tesi. Allora ci viene voglia di chie­dere al nostro maître-à-penser che ci spiega quanto siamo stron­zi: scusi Serra mi fa vedere le di­chiarazioni dei suoi redditi negli ultimi dieci anni? E il suo tax rate (si dice così Serra?).
E andiamo oltre. Gli italiani (co­me tutti
gli stranieri) che vivono a Londra possono godere di un trat­tamento fiscale, che dire agevola­to è dire poco, dei «resident not do­miciliated ». Motivo per il quale quando andate in un club di Lon­dra sembra di stare nel bar di guer­re stellari, con gli alieni che hanno tutti un tratto in comune: sono mi­liardari. Grazie a questo regime un italiano con famiglia a Londra e che ci passi più di 186 giorni l’an­no (caso Serra) non paga le tasse in Italia. E se dovesse fare ad esem­pio utili in un società residente non in Inghilterra non li paghereb­be neanche a Londra. Ci sono cer­to altri motivi per i quali una delle società di Serra è domiciliata alle Cayman. Sempre per pura ipote­si, se detta società delle Cayman dovesse bonificare i suoi dividen­di o parte di essi al socio Serra, per esempio su un suo conto in Svizze­ra o in Liechtenstein, non com­metterebbe alcun illecito, e Serra non pagherebbe, su quei dividen­di, neanche un euro di tasse. Non male. Tanto bene che perfino gli inglesi qualche anno fa hanno ca­pito di aver esagerato. I resident not domicilied sono ora costretti a pagare una tassa fissa di 50mila sterline l’anno (70mila euro)a for­fait di tutti i redditi prodotti al­l’estero.
Peanuts , nevvero Serra? Gli uffici di Davide Serra dicono che: «riceve i proventi della sua at­tività di Algebris Investments in Inghilterra, in qualità di partner dell’entità UK e conseguentemen­te paga tutte le tasse dovute in In­ghilterra. L’essere resident not do­micilied non fa alcuna differenza proprio perché i proventi fanno capo alla partnership inglese e so­no quindi tassati in Inghilterra».
Dunque sembra di capire che Serra è un «resident not domici­lied » e che per quanto riguarda i di­videndi di una delle sue società è sottoposto alle aliquote ordinarie inglesi. Gode comunque di uno status di privilegio fiscale che noi ci sogniamo. Tanto che uno degli ospiti nella platea dell’altra sera ha chiesto a Renzi cosa ne pensas­se di questo trattamento agevola­to. Vi facciamo la sintesi.
Un finanziere italiano residen­te da decenni a Londra convoca un gruppetto di uomini della fi­nanza milanese per presentare lo­ro un candidato alle primarie del
Pd. Il medesimo finanziere ci dice che siamo una banda di evasori fi­scali e dal pubblico uno si alza e chiede a Renzi se gli happy few (si scrive così, Serra?) possono conti­nuare a godere dei privilegi fiscali vigenti a Londra. Noi siamo evaso­ri e loro resident not domicilied. Sembra un film di Risi; è invece una buona parte della borghesia il­luminata e cosmopolita di Mila­no.
Ps: Una tenace giornalista di Piazza Pulita chiede al finanziare di lungo corso Guido Roberto Vita­le quanto sarà il suo contributo al­la campagna di Renzi (ops scusa­te la cena di Serra era per raccoglie­re quattrini, tanto che chiede di non fare offerte inferiori ai mille euro). E il finanziere lo guarda co­me per mangiarselo: «Non fate do­mande indiscrete» e poi «Siate educati». Scusi Marchese. Del Grillo.

Commenti

Angelo Mandara

Sab, 20/10/2012 - 14:33

POLITICI...DEL CECCO ANGIOLIERI PENSIERO I ns. politici, seguaci della filosofia di Cecco Angiolieri ..."chi vuol esser lieto sia"...si vive una volta sola ; ma soltanto in questo paese di Bengodi...dove da contraltare abbiamo (a similitudine) quelle navi antiche in cui il fustigatore (Monti) staffila le schiere di rematori (buoni solo per quello). Altro che "forconi"? Saluti. Angelo Mandara

Anselmo Masala

Sab, 20/10/2012 - 15:07

mma l'unita' di chi e'??? Haaaa di quel signore che deve pagare 7 milioni al fisco per evasione fiscale,dopo che e' stato graziato di altri 3 ah ok tutti puri stì sinistri,DS demoni santificati ahahahahahhaha

Ritratto di Uchianghier

Uchianghier

Sab, 20/10/2012 - 15:45

Questi non sono vergini neanche tramite il segno zodiacale. E' una verità incontrovertibile.

m.m.f

Sab, 20/10/2012 - 16:00

........la storia insegna che sono proprio i rossi quellicn la falce e martello ad averne da parte tanti........

paci.augusto

Sab, 20/10/2012 - 16:04

E' classico della vergognosa ipocrisia dei compagni; ciò che è spregevole e assolutamente non consentito agli altri è del tutto normale per il compagno! ' Gli altri non devono ASSOLUTAMENTE fare che che IO posso tranquillamente fare!'. Avanti popolo! Anche i sondaggi attuali favorevoli al PD, sono dovuti al fatto che, mentre gli elettori delle altre tendenze sono giustamente delusi dai recenti fatti di corruzione e ruberie politiche e minacciano di astenersi, i compagni - come sempre - voteranno compatti il PARTITO.

Ritratto di WjnnEx

WjnnEx

Sab, 20/10/2012 - 16:10

Mi ricordate(sono anziano) chi ha promulgato la legge per il rientro "scudato" dei capitali?? Ringrazio anticipatamente.

killkoms

Dom, 21/10/2012 - 09:16

i comunisti de noantri,fino al 1989,passavano segreti industriali alla ddr,e non per spirito comunistico!