La Svizzera vuole restituire i soldi dei dittatori

Le autorità elevetiche stanno discutendo una legge che renda più facile accedere ai fondi dei politici "esposti" depositati nelle banche svizzere

La Svizzera protegge dei soldi sporchi e per questo li vuole pulire. Non è un caso che la legge al vaglio dei politici elvetici prenda il nome di "denaro pulito". La proposta di legge prevede una modifica delle norme e mira a colpire i patrimoni dei dittatori di mezzo mondo. Da Muhammar Gheddafi a Mobutu Sese Seko, il patrimonio dei dittatori nelle casse elvetiche ammonta a circa 5 miliardi di euro.

La legge si applicherà a capi di Stato e di Governo "politicamente esposti" e imporrà a questi personaggi di dimostrare che i soldi non sono stati guadagnati attraverso reati come la corruzione o l'estorsione. Tra le altre cose la norma prevede di ridurre i tempi per la restituzione del denaro andando a prendere anche dai parenti alla lontana se necessario.

Se è vero che i capitali dei dittatori nelle banche svizzere valgono solo lo 0,2% di tutti i depositi, va anche detto che la Svizziera è stanca di venire additata dalla comunità internazionale come la protrettrice dei dittatori. La legge però ha ancora un limite. Se da un lato cerca di agevolare il ritorno dei capitali al Paese in cui sono stati sottratti, dall'altro è ancora molto semplice portarli in Svizzera e a questo nemmeno la fine del segreto bancario sembra avere posto un freno.

Commenti
Ritratto di alfredido2

alfredido2

Mar, 29/09/2015 - 15:33

La Svizzera sta tornando alla pastorizia ; forse una mossa lungimirante .