Taglio dei tassi Usa già entro fine mese

La Fed pronta ad abbassare di 0,25% per contrastare gli effetti dei dazi sulla crescita

L'intervento di Jerome Powell, presidente della Fed, al congresso Usa ha messo le ali a Wall Street. «Rispetto a maggio sono riemerse alcune correnti trasversali, nell'ambito del commercio e della crescita economica, che hanno aumentato il clima di interezza» ha detto il governatore, per poi ribadire: «Ciononostante la Fed agirà nel modo più appropriato per fare sì che l'attuale espansione economica continui il suo corso».

Sono bastate queste parole, tratte dall'intervento scritto di Powell e prima che il presidente della Fed fosse sottoposto al fuoco incrociato delle domande dei rappresentati della Commissione Finanze, per spingere l'S&P 500 a nuovi record. L'indice ha oltrepassato per la prima volta la soglia dei 3mila punti per poi ritoccare in serata (alle 19.10 ore italiane) a 2.992 punti in rialzo dello 0,4 per cento. Il rendimento dei titoli di stato Usa (T-Bond) decennali è stabile intono al 2%, mentre euro-dollaro si attesta a 1,255. Positiva anche Piazza Affari con l'indice Ftse Mib in rialzo dello 0,7 per cento.

La testimonianza di Powell sembra sostenere le attese di un taglio dei tassi di interesse Usa già entro fine mese, il 30 e 31 luglio quando è in calendario con la prossima riunione della banca centrale Usa. Il presidente della Fed ha evidenziato come, nelle ultime settimane, le turbolenze a livello internazionale, le preoccupazioni sulla forza dell'economia globale e le tensioni commerciali stiano offuscando le prospettive di crescita gli Stati Uniti, dove gli investimenti delle imprese «hanno rallentato sensibilmente» e l'inflazione è ben sotto all'obiettivo del +2%. Non solo. «C'è persino il rischio che l'inflazione rimanga debole molto più a lungo rispetto a quanto attualmente ci aspettiamo».

È in questo scenario che, come più volte auspicato dal presidente Donald Trump, la Fed si prepara a invertire la rotta, iniziando a tagliare i tassi di interesse a sostegno del ciclo economico. E infatti il FedWatch del gruppo Cme più in dettaglio, calcola all'83,8% le probabilità un taglio di un quarto di punto percentuale entro la fine del mese.

Il discorso di Powell ha peraltro quintuplicato le probabilità di un taglio di 50 punti base: le chance sono passate a oltre il 16% dal 3,3% di lunedì dopo essere arrivate al 29,2% la settimana scorsa, prima della diffusione venerdì scorso del rapporto sull'occupazione americana a giugno che si è rivelata solida e in salute con 172mila posti di lavoro creati in media ogni mese tra gennaio e giugno.

Tra chi punta a un taglio di mezzo punto percentuale c'è anche Morgan Stanley secondo cui l'attuale contesto economico richiedere una risposta «forte» da parte della Fed per «mantenere accomodanti le condizioni finanziarie e fornire supporto al ciclo» economico.

Sulle tensioni con la Casa Bianca, Powell ha poi rivendicato l'indipendenza della Fed. «Il Congresso ci ha dato un importante grado di indipendenza per perseguire in modo efficace i nostri obiettivi fissati per statuto sulla base di analisi e dati oggettivi». In merito Powell ha poi negato di essere disposto a lasciare la sua poltrona qualora Trump gli dovesse chiedere di «fare le valigie». Il mandato, ha concluso Powell, è quadriennale e la sua intenzione è completarlo dopo averlo assunto nel febbraio del 2018.