Telecom, Telco chiude: arriva Bollorè

Tutto come da copione. L'Antitrust argentina ha dato, finalmente, il via libera allo scioglimento di Telco, la holding che controlla il 22,4% di Telecom Italia. La mossa spiana la strada all'ingresso di Vivendi quale primo azionista nel gruppo telefonico italiano.

I quattro soci di Telco, guidata da Telefonica, hanno deciso il divorzio oltre un anno fa, ma erano in attesa del semaforo verde delle autorità brasiliane e argentine. Il via libera, caldeggiato anche da Cesar Alierta presidente di Telefonica, consentirà tra l'altro al gigante spagnolo delle tlc di perfezionare l'acquisizione di Gvt in Brasile. L'operazione prevede infatti anche la cessione a Vivendi della quota dell'8% di Telecom Italia. A quel punto toccherà al finanziere bretone Vincent Bolloré, che controlla Vivendi, decidere cosa fare con la partecipazione in Telecom che potrebbe essere strategica anche per l'espansione della tv a pagamento Canal Plus, controllata dalla stessa Vivendi, in Italia. Indiscrezioni indicherebbero l'interesse di Bolloré per aumentare la sua quota in Telecom fino al 15%. Certo è che la partita sui contenuti è tutta da giocare e potrebbe passare anche da un accordo tra Premium, la pay tv di Mediaset e la stessa Canal Plus.

In attesa dei prossimi sviluppi, i soci Telco si apprestano a sciogliere la società che da otto anni controllava Telecom con il 22% del capitale. Oltre a Telefonica gli altri soci sono Generali, Intesa e Mediobanca. E se le quote di Telefonica passeranno a Vivendi gli altri azionisti resteranno con una partecipazione diretta che dovranno decidere se vendere o tenere, anche se la prima opzione è quella preferita. Intesa Sanpaolo e Mediobanca resteranno con l'1,64% ciascuno, Generali con il 4,32%.

Quanto a Telecom, il presidente Giuseppe Recchi ha detto che i contatti tra i tecnici della società telefonica e quelli di Enel sul progetto di sviluppo della banda ultra larga in Italia sono in corso, ma la tempistica di un eventuale accordo è incerta. La collaborazione con Enel «ha molto senso», ha detto Recchi. Il governo, tramite il sottosegretario Antonello Giacomelli, ha sottolineato che la privatizzazione di Telecom è stata un errore e ha specificato che per lo sviluppo della banda ultralarga ci sono in campo 7 miliardi di euro. «Le linee guida del piano - ha detto - ci saranno la prossima settimana, e se entro il 2022 avremo coperto tutta l'Itlaia saremo più che soddisfatti».