Il vero incubo dell'Europa? Grecia salva con la dracma

Il timore è che Atene riesca a reggersi sulle proprie gambe innescando la fuga di altri Paesi dall'Unione monetaria

Olanda, Finlandia e Portogallo lo dicono apertamente: non abbiamo intenzione di aiutare la Grecia che sta raschiando il fondo del barile in cerca di qualche spicciolo inesistente. Altri Paesi europei sono della stessa opinione ma non lo confessano: tergiversano, prendono tempo, nicchiano. Gli incontri tra Alexis Tsipras e alti esponenti finanziari dell'Ue si susseguono incessantemente, ma non arrivano a capo di nulla. Trattative oziose. Tempo perso. Ogni tentativo di avere una goccia di plasma da una nazione dissanguata è velleitario. Ci si domanda come mai non si ponga fine una volta per tutte al tormentone greco. La risposta c'è ma nessuno osa fornirla. Ed è questa: se la Grecia va in default (cioè in fallimento) e non restituisce i prestiti a chi glieli ha concessi, se esce dall'Ue e dall'euro e poi riesce a risollevarsi da sola, con le proprie forze (o debolezze), è peggio.

Perché? Sarebbe la dimostrazione che per certi Stati non è un vantaggio, ma una iattura, rimanere attaccati al trenino di Bruxelles. I difensori della moneta unica, coloro che da anni predicano l'irreversibilità dell'euro e la necessità di tenere compatto il continente, verrebbero sbugiardati. Nel qual caso aumenterebbe il timore che altri Paesi, dopo quello di Tsipras, minaccino di salutare l'Unione dando il via allo sgretolamento dell'Ue, con grave pregiudizio per l'economia tedesca e non solo per quella.

Insomma, se da una parte molti governi sono stanchi del tiremmolla della Grecia (che non ha un soldo, e le cui promesse di pagare i debiti sono chiacchiere gratuite), e sono contrarie all'idea di mettere ancora mano al portafogli per tappare buchi ellenici, dall'altra c'è chi è terrorizzato all'ipotesi che l'abbandono di Atene sia l'inizio della disgregazione. Le conseguenze della quale al momento non sono valutabili, né in termini politici né in termini monetari. Qualsiasi scelta sia fatta nella presente congiuntura apre le porte a incognite. Dare ancora quattrini ai greci significa buttarli nella pattumiera, dato che essi non potranno restituirli, come non li hanno restituiti fino adesso, in assenza di un'economia in grado di produrre reddito a sufficienza. Non aiutarli comporta il rischio, a breve termine, di spingerli fuori dall'Unione provocando il cosiddetto effetto domino, ossia la caduta di vari altri Paesi barcollanti e poco convinti di ottenere benefici stando aggrappati all'Ue.

D'altronde è da ingenui pensare che la Grecia sia in grado di rialzarsi, avendo il problema di saldare subito tante pendenze, l'ultima delle quali è costituita da 300 milioni da versare entro il 5 giugno al Fondo monetario internazionale. Da tasche vuote non si attinge nulla.

L'economia ellenica è poca cosa: turismo, pastorizia, qualche piccola impresa e alcuni armatori importanti che, al primo segno di inasprimento fiscale, se ne andrebbero altrove per non essere spremuti. In una situazione del genere è impensabile una ripresa in sintonia con il resto d'Europa. Le previsioni non possono che essere nere. Anche perché il partito di maggioranza, Syriza, è fermamente deciso di restare coerente con il programma elettorale, che esclude la sottomissione alla (ex) Troika. E allora? C'è chi spera nella morte (default), confidando nella rinascita lontano da Bruxelles e senza il peso dell'euro, nella consapevolezza che la moneta o è l'espressione di un popolo oppure è rifiutata dal medesimo.

Commenti

isolafelice

Ven, 22/05/2015 - 09:01

Dopo anni di agonia imposta dalle zecche parassite di Bruxelles risxxta evidente l'ormai imminente defaxxt della Grecia. L'ipocrisia dell'euroburocrazia ha permesso disastri, povertà, morte suicida alle popolazioni greche; ora si svelano anche piani segreti della stessa germania per uscire dall'euro per non dover versare moneta per i debiti altrui. La parola Solidarietà non esiste più. Ma tutto questo già si sapeva da anni! La Grecia è stata spremuta per rimpinguare le casse delle banche tedesche e francesi, adesso che è col cxxo a terra si vuole abbandonare l'euro! E allora ditelo maledetti! Avete sbagliato tutto ed è il momento di chiudere la storia dell'euro ma tutti insieme e nello stesso momento. Un anno di transizione per tornare a battere la propria moneta insieme all'euro e poi buttare stampi e placche di stampa dell'euro nel cesso.

Holmert

Ven, 22/05/2015 - 09:15

Esiste un vecchio detto mediato da un episodio fiorentino: "cosa fatta capo ha". E così l'UE che ha cominciato a battere moneta comune, l'euro. Si doveva fare non si doveva fare? Intanto si è fatto e capo ha. Ora se si torna indietro ci sarà un shock monetario che creerà uno squilibrio tale, da rendere le subentrate monete nazionali, meno che carta straccia, con una inflazione che come drago famelico divorerà tutti i nostri risparmi, la sciando la gente con il cxlx per terra, impossibilitata a rialzarsi. Bene , che faccia l'esperimento la Grecia e poi in base ai suoi risultati si vedrà. L'esito del default ed il ricominciare daccapo durerà il volgere di un mattino e dopo iniziale euforia sarà buio pesto.

elio2

Ven, 22/05/2015 - 09:41

Se Syriza e il suo capo Tsipras, che i Greci con l'acqua alla gola hanno votato per risolvere i loro problemi, dovesse riuscire nell'intento di portare la Grecia fuori dall'euro senza distruggere il Paese, sarebbe il primo caso della storia, che probabilmente resterà unico, dove i comunisti hanno risolto un qualche problema, che non fosse solo il loro interesse, mantenendo pure le promesse fatte in campagna elettorale. La loro storia però, parla chiaro ed è contro di loro.

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primulanonrossa

Ven, 22/05/2015 - 09:54

Se la Grecia, con un PIL paragonabile,si e no, alla Lombardia, riesce a generare in europa questo terremoto una nazione come l'Italia che tsunami creerebbe?

mauriziosorrentino

Ven, 22/05/2015 - 10:36

Non confondiamo la Grecia con L'italia (per noi ha un valore solo di esempio per l'uscita dall'euro..romperebbe il tabù).Noi possiamo ripartire a produrre e esportare..se non aspettiamo ancora molto. Loro dovranno un po prostituirsi...cioè vendere il proprio corpo-paese(patrimonio)in cambio di seri programmi di investimento che valorizzino le loro potenzialità produttive e geostrategiche...Turismo,agricoltura,tubodelgasrusso,basi militari,porti ecc..,ma ce la potranno fare come ogni paese o essere vivente se sottratto al tallone del colonialismo vetero o neo o post.Auguri Grecia,auguri a noi.

Libertà75

Ven, 22/05/2015 - 10:56

Voglio ricordare la storia dell'Europa, quando si è fondato l'euro, l'economie che convergevano nella nuova moneta erano estremamente diverse. All'epoca avevamo 2 grossi problemi, 1 era la Grecia, la cui economia non poteva e tuttora non può funzionare con un cambio euro/dollaro sopra la parità. Tutti gli altri Paesi europei avevano una capacità produttiva in grado di competere tra 1,15 e 1,40 (l'Italia a metà strada), tranne uno ossia la Germania, in grado di competere fino a 1,80 (ed essere il secondo problema ossia il Paese in grado di guadagnare in un momento di crisi dell'Europa e dell'Euro). Tutto come poi è avvenuto. Quindi la colpa principale è quella di non aver saputo gestire correttamente la politica monetaria, quindi prima di dare le colpe ad Atene, date le giuste colpe a Berlino, Bruxelles e Francoforte.

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bobirons

Ven, 22/05/2015 - 11:11

Primo invio h. 08,55 - L'ottusità burocratica, rafforzata dal rigidismo di stampo teutonico, di questo incerto amalgama chiamato Europa (dis)Unita non capisce come per forza non si ottiene alcunché. Ed infatti i tedeschi, che sempre hanno fatto della forza la loro arma principale, hanno avuto vita facile all'inizio, ma poi hanno dovuto capitolare. Un'Unione fatta solo di norme, fra soci le cui differenze sono enormi, a volte insormontabili, é solo una prigionia velata. Ben venga l'uscita della Grecia e sia questa propedeutica ad analoga situazione almeno per l'Italia. Del resto, e per tutt'altri motivi, anche la G.B. sembra optare per una soluzione differente. I matrimoni forzati sono sempre falliti.

Libertà75

Ven, 22/05/2015 - 11:14

@primula, non è un caso che la Cina abbia già ordinato 1 volta alla Germania di salvare la Grecia, perché se la Grecia aprisse una strada finiremmo con la dissoluzione dell'euro. L'uscita di un Paese come l'Italia o la Francia (le 2 economie più grosse dopo la Germania) manderebbero in distruzione la moneta unica perché nessun altro Paese avrebbe più interesse a collaborare con un differenziale produttivo troppo alto. Tornare alla Lira sarebbe tristissima, ma fare un euro meridionale con Francia, Spagna, Portogallo sarebbe un'opportunità meravigliosa e con una politica monetaria espansiva in grado di tenere il rapporto euro/dollaro fisso alla parità (in tal caso potremmo anche sostenere la Grecia).

Dordolio

Ven, 22/05/2015 - 11:15

Concordo assolutamente con quanto scrive Feltri. Aggiungo però che quanto dice era già stato espresso diverso tempo fa. Ma da gente "bannata" perchè politcamente scorretta (un nome: Maurizio Blondet ex collaboratore di questo quotidiano).

levy

Ven, 22/05/2015 - 11:18

L'Unione europea è un fallimento, batte una moneta fittizia che non è sostenuta da nessun asset, ne oro, ne argento. Emana una gran quantità di leggi e norme liberticide da governanti non eletti, una costituzione europea non ha mai passato il vaglio dell'approvazione popolare comune. La baracca 'e tenuta in piedi esclusivamente dalla testardaggine dei partecipanti la numerosa cupola di comando che diversamente si troverebbe senza la ben remunerata remunerazione.

buri

Ven, 22/05/2015 - 11:26

sembra che la Grecia fa da apripista al crollo dell'€, se escono e tornano alla drachma saranno presto seguiti da altri

Ritratto di primulanonrossa

primulanonrossa

Ven, 22/05/2015 - 15:09

L'Italia tornerebbe alla liretta,Francia al franchetto,Germania al marchetto,la Spagna alla pesetessa e così via tutti gli altri tanto da sottrarci tutti alle sgrinfie di questi ecoeurodeputatidelca**oeuropei, ladribanchieri che hanno promulgato miliardi di leggi del calibro, che curvatura deve avere una banana, quanto dev'essere lunga una zucchina(mi viene da pensare male),mettere il nome anche in latino al pesce sulla bancarella del pescivendolo(piscis gladius)si proprio quello cosi buono grigliato. A fronte di questa sinfonia di stro***te ladresche ognuno ritorni ai propri cortili