Volkswagen rispolvera la vendita di Ducati per pagare il Dieselgate

Tornano le voci sulle cessioni del gruppo tedesco, in gioco anche i motori per barche Partita da un miliardo, ma il cda è diviso

Pierluigi Bonora

Tornano le voci su possibili cessioni delle società satellite da parte del Gruppo Volkswagen in scia al «Dieselgate», tra cui l'italiana Ducati che si trova all'interno della sfera Audi. Il 22 giugno, a Hannover, si riunirà l'assemblea degli azionisti di Vw dopo il rinvio deciso tempo fa: il ceo Matthias Mueller illustrerà le strategie che accompagneranno il gruppo tedesco fino al 2025. Nei piani del top manager, subentrato a Martin Winterkorn dopo lo scandalo delle centraline truccate, ci sarebbe una maggiore concentrazione sul core business. E, come riporta Spiegel, potrebbe essere considerata la cessione di alcune società, tra cui la Casa motociclistica italiana di Borgo Panigale, un «capriccio» di lusso dell'ex presidente del consiglio di sorveglianza Ferdinand Piech.

A vendere ai tedeschi, nel 2012, per una cifra intorno a 860 milioni era stato il finanziere Andrea Bonomi, attraverso la sua Investindustrial. Assieme al marchio bolognese, il gruppo potrebbe cedere Man Diesel&Turbo, il principale produttore al mondo di motori per barche. Nessun cenno, invece, agli altri due gioielli italiani entrati nella galassia tedesca: Lamborghini e Italdesign Giugiaro. L'idea di Mueller starebbe comunque trovando non poche resistenze all'interno del big tedesco, soprattutto da parte dell'azionista Piech, al quale il rombo delle moto Ducati è molto caro, e la cui influenza in Volkswagen come sottolinea Spiegel non è affatto diminuita. Secondo gli analisti, Ducati avrebbe un valore superiore al miliardo di euro dopo gli ingenti investimenti portati avanti da Audi Group. Tra 1,2 e 1,5 miliardi, invece, sarebbe il valore stimato di Automobili Lamborghini, da qualche mese affidate all'ex Ferrari, Stefano Domenicali.

Rupert Stadler, numero uno di Audi, ha più volte escluso ogni ipotesi di rinuncia ai tre asset italiani, ma in occasione della presentazione dei conti 2015, lo scorso il 28 aprile, il rapporto annuale di bilancio metteva in conto l'ipotesi di ulteriori oneri causati dal «Dieselgate», che avrebbe potuto portare alla vendita di asset. Ammonta comunque a 16,2 miliardi il capitale accantonato dal gruppo per far fronte ai costi legati allo scandalo. Per ora, nessun commento da Vw alle indiscrezioni rilanciate da Spiegel.

Da Wolfsburg, in Germania, a Pomigliano, in Campania, dove sono stati estesi all'area che produce la Fiat Panda i contratti di solidarietà già in vigore. Dal 4 luglio saranno 3.241 le tute bianche di Fca che rientreranno nel regime di solidarietà, e non più 1.900 degli oltre 4.400 dipendenti.