Edilizia popolare, in arrivo 700 nuovi alloggi

Coinvolti anche alcuni comuni dell’hinterland

Cantieri aperti a marzo per quasi settecento alloggi di edilizia popolare nella zona sud-ovest della città. Duecento saranno a canone sociale, con affitti medi tra i 50 e gli 80 euro, i restanti a canone moderato, cioè tra i 250 e i 300. L'accordo quadro siglato dalla Regione con il Comune, ma anche con altre diciotto città lombarde, dà una spinta al piano Verga, il progetto dell'assessore comunale allo Sviluppo del Territorio che prevede 46 aree edificabili.
Dopo i 22 milioni già stanziati dal Pirellone per 1.200 appartamenti per i quali sono stati indetti i due concorsi internazionali di progettazione «Abitare a Milano», ne arrivano altri 29 grazie alla legge Borghini che consente di costruire case popolari in aree destinate ai servizi pubblici: «Sono le cosiddette aree standard che prevedono ad esempio il verde, le strade o le scuole - spiega lo stesso assessore regionale alle Opere Pubbliche Gianpietro Borghini -. Milano ha un piano regolatore tarato sui 2 milioni di abitanti, mentre ne ha molti di meno: per questo il Comune può muoversi liberamente nell'utilizzo di queste zone per le politiche della casa».
Nel complesso dunque via ai lavori a marzo per quasi duemila alloggi popolari, mentre sono già state individuate sei zone che ospiteranno appartamenti destinati per lo più a giovani coppie e studenti. Altre 700 abitazioni arriveranno grazie all'accordo siglato prima di Natale con Fondazione Cariplo e Fondazione Housing Sociale.
I 695 nuovi alloggi annunciati ieri sono concentrati in tre aree intorno all'Ospedale San Paolo, via Voltri e via De Finetti, e rientrano nell'intesa firmata da Milano con Cesano Boscone, Corsico e Trezzano sul Naviglio per progettare insieme gli interventi strutturali nella zona sud-ovest del Milanese.
«Stiamo lavorando insieme a questi comuni per realizzare la Società di Trasformazione Urbana - sottolinea Gianni Verga -. È uno sforzo notevole per riqualificare tutto l'asse del Vigevanese: vogliamo migliorare anche la viabilità, la condizione ambientale e il sistema dei trasporti». Ma il primo passo di questa collaborazione intercomunale sarà sulla casa: Cesano Boscone e Corsico metteranno complessivamente a disposizione per l'edilizia popolare del Lorenteggio gli 1.2 milioni di euro stanziati dalla Regione.
Il finanziamento del Pirellone alle «case per i poveri, ma non da poveri», per usare le parole di Verga, non si ferma all'hinterland. Oltre alle risorse destinate a Milano, altri 27 milioni messi a disposizione dei capoluoghi di provincia e dei comuni della «cintura metropolitana», come Sesto San Giovanni, Cologno Monzese e Bresso, per un totale di 500 case. In totale quasi tremila alloggi popolari in Lombardia con i cantieri in partenza tra il 2006 e il 2007 e un finanziamento di circa 60 milioni. «Sono in gran parte risorse avanzate dai bandi di concorso che non sono andati a buon fine - aggiunge Borghini -. Il bando forse non è il modo migliore per costruire le case popolari, questo accordo con i comuni ci permette invece di finanziare i singoli progetti con l'attenzione a non costruire quartieri-dormitorio».