Emergenza rifiuti, il Cav: tutte le Regioni devono concorrere alla soluzione

Da Emilia e Umbria arrivano i primi "no". In forse anche la Puglia. Vendola: "Rispettare l'ambiente". Ma Berlusconi: "Tutti devono dare una mano". E alla Campania chiede di attivare gli impianti

Roma - A chi aveva puntato il dito contro i toni duri del Senatur, reo di alzare il livello dello scontro in una situazione già di per sé sufficientemente complicata, ecco ricevere un violento schiaffo dopo il netto "no" che piove dalle Regioni di centrosinistra ad accogliere i rifiuti della Campania. Porte chiuse alla richiesta d'aiuto lanciata dal neo sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Dopo il "sì" della Liguria guidata da Claudio Burlando arrivano i primi, imbarazzanti rifiuti dalle rosse Emilia Romagna e Umbria. Uno schiaffo in fraccia ai buoni propositi sempre sventolati dal Pd. La Puglia di Nichi Vendola, invece, sarebbe orientata verso il "nulla osta", ma anteponendo il rispetto dell'anbiente". Ma da Palazzo Chigi il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi invita tutte le Regioni a fare la propria parte e sprona la Campania ad accelerare le procedure per attivare i nuovi impianti.

Raccogliendo le preoccupazioni del capo dello Stato, il Cavaliere ha lanciato un appello a tutti i governatori delle Regioni italiane affinché "concorrano alla soluzione del problema dei rifiuti in Campania". "La situazione attuale ha assunto il carattere di una vera emergenza nazionale tale da richiedere ogni forma di collaborazione e solidarietà a livello sovra regionale così da alleviare le sofferenze della popolazione napoletana", ha continuato il premier augurandosi che "l’esempio dato da alcune Regioni, con la concessione dei nullaosta per il trasferimento dei rifiuti, venga presto imitato". Il Cavaliere rivolge un chiaro appello anche alla Regione Campania, "in virtù dei poteri straordinari ricevuti", affinché "acceleri le procedure per realizzare gli impianti necessari ad avviare un corretto ciclo dei rifiuti".

Si stabilizzano le giacenze di rifiuti per le strade del capoluogo campano attestandosi tra le 1200 e le 1300 tonnellate, più o meno lo stesso quantitativo presente nelle strade prima del fine settimana. Una stabilizzazione dovuta al fatto che la domenica pomeriggio alcuni impianti sono chiusi. La situazione, però, potrebbe peggiorare perché, a partire da oggi, non si può sversare nella discarica di Chaiano. Alla mezzanotte di ieri, infatti, sono state 110 le tonnellate conferite negli impianti, mentre, alle otto di questa mattina sono state 384 in tutto le tonnellate sversate. A Giugliano sono state conferite 217 tonnellate sulle 400 disponibili, a Tufino 167 su 300, mentre negli impianti di Caivano e Santa Maria Capua Vetere, al momento, non sono ancora stati sversati quantitativi.

Ma gli occhi di tutti sono puntati ai governatori delle Regioni di tutto il Paese: nelle loro mani il potere di accogliere o meno un determinato quantitativo di rifiuti e sgravare così le giacenze di Napoli. "Ci deve essere un approccio solidale di tutte le regioni verso l’emergenza di Napoli - spiega Burlando che per primo ha detto "sì" a De Magistris - in secondo luogo, però il capoluogo campano si deve dotare di impianti di smaltimento per diventare indipendente". Orientato ad aprire - ma con una serie netta di paletti - c'è anche Vendola: "La Puglia si orienterà come sempre secondo il criterio della solidarietà ma anche del dovere della tutela pubblica della salute dei cittadini pugliesi; quindi il nulla osta (al trasferimento di rifiuti in Puglia) potremmo darlo nel rispetto di quei protocolli ambientali che abbiamo cercato di applicare anche in passato". Per il presidente della Puglia, tuttavia,"a fronte di una emergenza nazionale" il governo non può "sostanzialmente" dire che "non tutti debbano corrispondere al dovere della solidarietà".