Escursioni ad Alba: l’autunno profuma di tartufo e cioccolata

In occasione della fiera internazionale, due rievocazioni storiche e balli in costume

Una gita nel vicino Piemonte profuma l’autunno di tartufi e cioccolato. I pregiati funghi sono celebrati dalla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, giunta alla 78° edizione con un calendario ricchissimo di appuntamenti. Questo weekend tornano due tradizionali rievocazioni storiche di notevole fascino, ottimi motivi per i milanesi per sconfinare di poco dalla regione: domani è tempo per «Il Baccanale», con celebrazioni storiche in costume nel capoluogo delle Langhe rallegrato da torce, fiaccole e sapori antichi offerti da bancarelle e figuranti sparsi per tutta la città, mentre domenica è la volta de «Il Borgo si rievoca», giornata nella quale la festa medievale raggiunge il suo apice. Fin dal mattino le strade saranno il palcoscenico di scene di vita quotidiana in costume, di canti, giochi e balli. Gli stand sparsi nel centro storico metteranno in bella mostra buon cibo e ottimo vino per una passeggiata che riporterà il visitatore in un’atmosfera che trova le sue radici nelle usanze dei borghi albesi di più di mille anni fa. Per altre informazioni sulla Fiera, che culminerà con l’Asta mondiale del Tartufo ospitata domenica 9 novembre nella suggestiva Sala delle Maschere del Castello di Grinzane Cavour, tel. 0173.361051; www.fieradeltartufo.org.
L’amatissimo cioccolato, alimento che in queste colline fatte di filari di vigne e noccioli sanno certo come preparare, è invece oggetto di una mostra a carattere storico aperta da domenica alla Fondazione Ferrero di Alba. Una delle passioni gastronomiche più diffuse in Europa e nel mondo viene indagata attraverso dipinti, oggetti, documenti, locandine, stampe e reperti precolombiani, per ripercorrere il cammino del cacao e dei suoi derivati nella geografia, nella storia e nella nostra cultura, partendo dal popolo Maya per arrivare agli anni Settanta del Novecento e a oggi. La rassegna narra le varie tappe di un’avventura che cominciò nella giungla equatoriale. Dalla lavorazione dei semi della pianta di cacao si ricavava il cacahuatl, altrimenti chiamata la bevanda degli dei. In un allestimento che rimanda a quegli antichi popoli, viene spiegato il primo contatto europeo con un prodotto che divenne presto ingrediente fondamentale delle nostre abitudini alimentari. La cioccolata dilagò velocemente di tazza in tazza nel Vecchio continente, passando dalla Spagna come bevanda medicinale e poi, con la scoperta della dolcificazione, come pausa corroborante ricercata dai Papi o da Casanova per i suoi portentosi effetti sull’amore e sull’umore, o ancora da Mozart che ne era ghiotto e dai nobili a Versailles che la consideravano un nettare alla moda. Desiderata dai re e dai contadini, la sua diffusione influenzò le produzioni ceramiche e manifatturiere di tutto il continente. Si arriva all’Ottocento, alla raffinazione industriale che fece conoscere le tavolette fondenti e al latte e al Novecento con le sue infinite declinazioni culinarie e l’arricchimento con nuovi ingredienti. La mostra «Il cioccolato dai Maya al XX Secolo» è aperta con ingresso libero fino al 18 gennaio 2009. Per informazioni: tel. 0173.295259; www.fondazioneferrero.org.