Esplode polemica sulla par condicio: Vespa: "La colpa è solo di Santoro"

Dopo lo stop del cda Rai a tutti i talk show i finiani all'attacco. Battibecco Vespa-Santoro. <strong>PROPOSTA</strong>: <strong><a href="/interni/adesso_finalmente_possiamo_abolire_par_condicio/par_condicio/03-03-2010/articolo-id=426546-page=0-comments=1">Aboliamo l'ottusa par condicio</a></strong>

Roma - A poche ore dalla manifestazione di protesta contro la decisione del cda Rai di cancellare i programmi d’informazione della tv pubblica fino al voto si moltiplicano le adesioni e la polemica non accenna a spegnersi. Alla protesta di piazza organizzata da Usigrai e Fnsi per contestare il silenzio dei talk show hanno aderito anche l’Udc, l’Idv, diversi esponenti dell’opposizione, la Cgil e le Acli, oltre al popolo viola, i comitati BoBi (Boicotta il Biscione) e Liberacittadinanza. Nemmeno Farefuturo usa mezzi termini: "Cancellare la politica. Nasconderla sotto il tappeto come se fosse la cosa più sporca del paese. Di cui vergognarsi. Uccidere la politica. Irreggimentarla in regole burocratiche soffocanti, asfissianti, opprimenti. È questo ciò che sta succedendo in Italia in questi giorni, con l’interpretazione restrittiva che il Cda della Rai sta dando della par condicio".

Il monito di Farefuturo "Che ha paura dei dubbi e che non vuole farsi mettere in discussione - ha denunciato Farefuturo - che ha paura dell’agorà, del luogo in cui la polis palpita, in cui i cittadini si guardano in faccia, si scontrano, litigano, decidono". "Una politica che cancella i talk show di approfondimento dalla televisione pubblica è una politica autodistruttiva che non fa scendere la gente in piazza, per le strade. è una politica che dichiara il coprifuoco alle idee - ha accusato Rossi - Una politica masochista, quindi, che senza rendersene conto cancella ogni declinazione di libertà. Cancella se stessa. Una politica terrorizzata che scappa dal confronto con l’altro, dalle difficoltà della vita vera. E scappa, quindi, dalla possibilità; di interagire col mondo per capirlo e cambiarlo. Una politica che si arrocca, si chiude nel palazzo, si aggrappa a cavilli legislativi. Una politica arida che diventa burocrazia". "E' per tutto questo che capiamo chi ha deciso di far sentire la propria voce contro la decisione dei vertici Rai. Perchè su queste cose non possono esserci destra e sinistra. Non possono esserci questioni di schieramento. C’è solo la sfida di far scoprire all’Italia il gusto tutto laico della discussione. E della messa in discussione. Unica, vera, garanzia di libertà".

Vespa: "Tutta colpa di Santoro"  Botta e risposta tra Bruno Vespa e Michele Santoro, entrambi conduttori di trasmissioni cancellate fino al voto. Il conduttore di Porta a Porta pur definendo "grave e ingiusta" la scelta dei vertici di Viale Mazzini, dice: "Vogliamo essere onesti? la decisione della Rai, come quella della Vigilanza, ha un nome e cognome: Michele Santoro". E più avanti: "E' passato sulla par condicio con il garbo di Attila. Con accenti diversi, l’ha massacrata nell’arco dei decenni. Vorrei che mi si dicesse in quale grande tv pubblica e anche privata al mondo esiste un programma di prima serata in cui la vittima è costantemente la stessa parte politica, che stia al governo o all’opposizione". "Quindi non potendo sospendere solo Santoro in campagna elettorale, nonostante non rispetti hanno cancellato - spiega Vespa - anche le nostre trasmissioni". E conclude: "l’azienda ha una sola giustificazione: Santoro è lì per ordine del magistrato".

La replica di Santoro Immediata la replica di Michele Santoro dai microfoni di Radio Città Futura: "Bruno vespa è il mio Gerovital: mi sta facendo tornare ragazzino, quando andavamo a scuola c’era sempre quel compagno di classe un po' birbantello che indicava l’altro come responsabile delle marachelle". "Ma noi - ha continuato il conduttore di Annozero - ci battiamo anche per lui perchè quello che sta succedendo non ha precedenti nella storia della tv occidentale, è un atto censorio molto grave". Secondo Santoro, è "terrificante e inquietante" il silenzio prodotto dallo stop dei talk show. E ha ribadito di sentirsi pronto per il sit in stasera a via Teulada e "combattivo" perché "questo è un intervento assolutamente illegittimo". Santoro ha ricordato di aver tentato la messa in onda senza politici, due puntate di Annozero di un "successo pazzesco dal punto di vista degli ascolti e allora, a questo punto, si è deciso semplicemente che non potevamo più andare in onda".

Floris: "La Rai vada in onda" "Il servizio pubblico si taglia tutte le lingue che ha e rinuncia a fare quello per cui è nato", ha commentato Giovanni Floris, nel corso della trasmissione televisiva di Rai Tre, Cominciamo bene. Un regolamento "stupido, assurdo e incostituzionale" sostiene il giornalista, in cui "ci rimettono tutti", dalla politica ai cittadini, perché "è un danno per tutti e non ci guadagna nessuno. È un inseguimento che è partito dalla politica all’informazione e che finisce col suicidio dell’informazione. Peggio di così non si può stare". "La Rai - ha spiegato Floris - ha deciso di sospendere tutti questi programmi, da quello che sembra di capire, nell’impossibilità di applicare il regolamento che aveva studiato la commissione di vigilanza".