Caso marò, "pronti a chiudere l'indagine senza sentire gli altri fucilieri"

La polizia potrebbe rinunciare a interrogare i compagni di Latorre e Girone. L'inchiesta è già "in fase avanzata"

Le indagini che riguardano i due marò italiani, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, si avviano a una chiusura. E saranno completate senza che le autorità indiane debbano chiamare a testimoniare i quattro uomini che erano con loro sulla Enrica Lexie, quando si svolsero gli avvenimenti per cui i due fucilieri di marina sono accusati.

Renato Voglino, Massimo Andronico, Antonio Fontana e Alessandro Conte, secondo quanto fonti della polizia anti-terrorismo indiana raccontano a The Times of India, non dovranno testimoniare, dato che le indagini "sono in uno stato avanzato" e ci sono "sufficienti prove e testimonianza a sostegno dell'istruttoria".

"Credo che abbiamo potuto trovare una soluzione" al problema creato dalla mancata testimonianza degli altri quattro fucilieri di Marina, ha dichiarato oggi all’Ansa il ministro degli Esteri indiano, Salman Khurshid, "Preferisco che l’annuncio lo facciano in seguito gli esperti di questioni giuridiche. Davvero penso che questa volta ci siamo e che possiamo superare l’impasse e ridare velocità al processo".

Un ufficiale di polizia ha confermato al quotidiano indiano che "se c'è un eccessivo ritardo nel loro arrivo in India, presenteremo il risultato del nostro lavoro senza le loro testimonianze. Eventualmente potremmo più tardi inviare un supplemento di inchiesta". L'inviato del governo italiano sul caso marò, Staffan De Mistura, ha già detto in passato che si sarebbe opposto all'interrogatorio su territorio indiano dei quattro.

Commenti

Holmert

Gio, 22/08/2013 - 10:35

Questi due poveracci stanno affrontando un calvario da quasi due anni e non si vede via d'uscita. A che pro farli tornare in India dopo che erano stati rimandati in Italia? Tutte le nazioni usano il pugno di ferro, quando bisogna mostrare i muscoli, come tenere in ostaggio l'ambasciata italiana se non fossero tornati. Da noi, sfasciano, devastano, e c'è sempre chi in un modo o nell'altro grida perdono per i poveri africani disperati. Ed i due marò in balia della sorte , per avere fatto il proprio dovere , per colpa di chi già in acque internazionali, fece dietro front e accondiscese alla richiesta indiana di tornare indietro per controlli, chi li grazia? Fu una vera follia ed una scelta poco avveduta.

turista

Gio, 22/08/2013 - 11:08

Holmert... Da quando fa parte del dovere dei "soldati" italiani giustizziare a sangue freddo due civili inermi? So che sono concetti astrati per l'italiano medio/furbo, ma per fortuna l'India è un paese civile che applica la legge senza "combinazioni all'italiana" : Fermo+ Indagine+ Processo+ Sentenza+ Applicazione di un'eventuale pena. Questo è quanto. Poderosa lezione di serietà. Imparate, imparate, "furbi" ...

BlackMen

Gio, 22/08/2013 - 11:56

Holmert: apprezzabile che li abbia definiti "poveracci" e non "eroi"...perchè di poveracci si tratta

killkoms

Gio, 22/08/2013 - 12:29

@turista,a prescindere dell'abusato termine"giustiziare",che prove ci sono che siano stati i 2 marò ad uccidere i pescatori di "frodo" indù?la perizia fasulla fatta dalla tal de tali indù che ha indicato le armi assassine in quelle assegnate ad altri 2 militari che non hanno aperto il fuoco?

killkoms

Gio, 22/08/2013 - 12:40

@turista,bis!non avevo letto il resto delle sue castronerie!l'india NON è un paese civile,ad"onta"della sua millenaria(ma defunta) civiltà!è in cima alla lista di paesi che violano i diritti umani, assieme a cina e arabia saudita,ed è stato classificato come il peggior paese per una donna!l'india spende ogni anno miliardi per armi e tecnologia bellica,ma ha 850 milioni di poveracci,buoni solo a fornire manodopera a basso prezzom per le locali industrie che non rispettano alcun parametro ecologico!l'india ha violato il diritto internazionale, attirando con l'inganno una nave straniera,e minaccindone l'abbordaggio,roba che se l'avessimo fatto noi,le nostre forze dell'ordine sarebbero state inquisite dalla nostra balda magistratura!ricordi la tragedia di bohpal?la morte di migliaia di persone causa l'insetticida fuoriuscito da un sito di produzione?ebbene la sentenza di 1°grado c'è stat dopo 24 anni,e con pene irrisorie,mentre sul fronte civile,gente che non c'entrava nulla è stata indennizzata al pari delle vere vittime!

Ritratto di serjoe

serjoe

Gio, 22/08/2013 - 12:48

Ho l'impressione che avranno tutto il tempo di imparare il sanscrito.

Mercutio

Gio, 22/08/2013 - 12:55

@Turista, continui pure a tnere il cervello in vacanza, che non ne sentiamo la mancanza.

Holmert

Gio, 22/08/2013 - 13:39

Turista è come i compagni del PD ed i giudici di magistratura democratica, per i quali Berlusconi è colpevole comunque. A Turista consiglierei di andare a risentire l'inchiesta che fece Toni Capuozzo, che dimostrò, documenti alla mano, che tra l'ora della morte dei marinai indiani ed il passaggio della nave con i marò, c'era un buco non da poco. Ma gli indiani sanno che con gli italiani ci vanno facile e non vogliono sentire ragione. Poco dopo un incidente simile , capitò ad una nave statunitense, ma loro si guardarono bene dal tornare indietro e gli indiani dal fare azioni di ritorsione. Come dire ,buon Turista per caso, che chi ha forza vince. E di forza l'Italia ne ha come un malato terminale di mal sottile. Per non parlare dell'incapacità di chi ci rappresenta. Sono convinto che se il caso fosse stato affidato a Berlusconi, come ministro degli esteri, li avrebbe tirati fuori da un pezzo.

Mario-64

Gio, 22/08/2013 - 13:48

turista ,"l'India e' un paese civile"...questa e' decisamente la migliore che ho sentito ,ci vada a vivere in India se le piace tanto. E non spari verdetti di colpevolezza senza sapere di cosa parla.

Mario-64

Gio, 22/08/2013 - 13:51

P.S. "sufficienti testimonianze"?? Ma se gli unici due svegli sul peschereccio sono morti chi diavolo erano i testimoni ,i pesci dell'oceano???

Raoul Pontalti

Gio, 22/08/2013 - 13:59

La "perizia fasulla" che potrebbe essere imperfetta in quanto a modalità di esecuzione e persino con errori vistosi (l'attribuzione dei proietti ai fucili di marò diversi da quelli in attesa di giudizio,) nella sostanza però, è ciò non viene contestato da parte italiana, ha stabilito che a colpire l'imbarcazione dei pescatori e a ucciderne due furono colpi sparati da armi come quelle dei marò con proiettili di quel calibro e di produzione italiana. Essendovi le testimonianze dei pescatori superstiti, dell'equipaggio della Enrica Lexie (in gran parte proprio di nazionalità indiana), la constatazione che davanti a Kochi di norma non incrociano navi con a bordo sparatori utilizzanti armi militari italiane on proiettili italiani, le risultanze della perizia concordano con il quadro probatorio disegnato dagli inquirenti indiani in cui i due marò sono indicati quali autori del fuoco assassino che ha stroncato la vita di due poveretti. Ripeto che né le autorità civili, ne quelle militari italiane, né la difesa dei marò negano la responsabilità materiale del fatto delittuoso, inquadrandolo in un evento colposo e non doloso. A riprova che sin dall'inizio chi aveva conoscenza dei fatti era conscio della responsabilità dei marò basti ricordare che si accamparono scuse sulla giurisdizione e sulla immunità funzionale dei militari e giammai sulla estraneità al fatto. Anche l'insolita mancanza di documentazione per immagini di quel preteso evento di dissuasione con colpi di avvertimento e la cancellazione della registrazione della scatola nera della Enrica Lexie depongono per la colpevolezza aggravata dall'ignobile rifiuto di assunzione di responsabilità. Questo comportamento disonora l'Italia dinanzi al mondo, ancor più della non insolita purtroppo constatazione di avere in carico al contribuente degli allucinati che scambiano pescatori per pirati, ingaggiano sparatorie assurde, sbagliano mira o modalità dei tiro colpendo là dove dissero di non aver voluto colpire, si perdono la relativa documentazione e si fanno prendere come polli. Un'ultima considerazione: probabilmente la storiella dell'ingresso a Kochi tramite tranello è una bufala (e in ogni caso il tranello stesso non costituisce reato) raccontata per non ammettere che il comandante aveva ritenuto di dover ottemperare alla disposizione delle autorità indiane di consegnare la nave in quel porto in contrasto con le autorità militari italiane che avevano capito come quell'eroica impresa di sventare un'inesistente attacco piratesco (ma senza avvisare immediatamente dopo l'India) si sarebbe conclusa con l'ennesima figuraccia per gli sprovveduti militari italiani.

paolonardi

Gio, 22/08/2013 - 14:17

Ci sono sempre minus habentes ( traduzione per turista e BlackMen: scarsi di comprendonio) che pensano con la parte meno nobile del tubo digerente e che, avendo una superiorità morale innata possono sparare cavolate galattiche a raffica.

Raoul Pontalti

Gio, 22/08/2013 - 14:20

Holmert Tu sei medico e quindi sai cosa significhino observatio et ratio per pervenire alla diagnosi, fondamento della prognosi e della terapia. Se Ti sarai preso la briga di applicare observatio et ratio ai dati certi e certificati non Ti sarà difficile concludere come Capuozzo intorbidi soltanto le acque. Una (eventuale)sparatoria avvenuta dopo la morte non ne può essere la causa: la Olympic Flair denunciò nelle forme di rito un episodio di "robbery" (e non di "piracy) quando da tempo le autorità indiane stavano affrontando il caso dell'omicidio dei pescatori e avevano già ordinato alla Enrica Lexie di raggiungere il porto di Kochi. La Olympic Flair inoltre non fece uso di armi, altrimenti non sarebbe stata lasciata partire così tranquillamente come invece avvenne, posto che si trovava alla fonda in acque territoriali indiane. Ricordo che i "contractors" (ed eventualmente la nave greca solo contractors poteva avere a bordo) possono usare le armi solo sotto effettivo attacco armato e solo sulla nave, dovendosi prima esperire tutti i mezzi di difesa passivi e attivi non cruenti.

Raoul Pontalti

Gio, 22/08/2013 - 14:25

(ENNESIMO INVIO...) Il dovere del soldato è prima di tutto obbedire, il dovere del medico è curare il malato. Un medico che non cura o cura male o peggio ancora effettua cure o anche interventi chirurgici non necessari viola oltre che le norme deontologiche anche quelle penali. Mettere nei guai una Nazione come hanno fatto quei due disgraziati a mio avviso non è compiere il proprio dovere. Per il medico esiste l'errore diagnostico e può anche capitare di non vedere nel campo operatorio inondato dal sangue un vaso in sede aberrante, inciderlo e provocare la morte del paziente, per il soldato l'errore nel riconoscimento del nemico (quante perdite per "fuoco amico" nei vari conflitti...). Quei due non avrebbero dovuto sparare in quanto guardiani pubblici sì ma di nave privata, avrebbero potuto sparare solo in caso di effettivo attacco alla nave difesa. Pare che secondo protocolli peraltro mai resi pubblici (nel paese dei segreti di Pulcinella la trasparenza, specie in materia di regole militare, non esiste) potessero sparare colpi di avvertimento (mostruosità tecnico-giuridica: i colpi di avvertimento li possono sparare solo le navi militari, riconoscibili come tali per bandiera e insegne specifiche, mentre la Enrica Lexie appariva solo come civile e quindi tecnicamente si comportò da nave corsara con l'aggravante di non aver issato al momento della sparatoria la bandiera di combattimento), ma non secondo le modalità effettuate proprio per il rischio di colpire ci rimbalzo la nave avvisata. Anche ammettendo la buona fede nel comportamento erroneo, non si giustifica però la linea di condotta successiva: dalla mancata informazione all'India dell'evento avvenuto nella sua zona contigua (facente parte di una ZEE), al rifiuto di assunzione di responsabilità con scuse puerili (l'imbarcazione era un'altra) e accampando immunità e difetti di giurisdizione. Non hanno compiuto quei due il proprio dovere perché, ammesso che vi stessero adempiendo, lo hanno fatto male con esiti disastrosi per la Nazione servita. Compiere male il proprio dovere significa in realtà non compierlo e la punizione è un atto dovuto anche per il nostro ordinamento.

killkoms

Gio, 22/08/2013 - 14:25

@è tornato raoul pontalti!!!!tutto bene raoul?dove hai pasato le vacanze?tra le natie montagne o in quel di pola,al fine di aumentare la tua cultura in campo marittimo? p.s.,"l'unico a sostenere che la lexie è entrata in porto non con l'inganno,ma ottemperando ad un esplicito ordine delle autorità indù è un "rinnegato" italico che ha scritto una montagna di castronerie su questa storia!e sempre per la cronaca,il contribuente italico ha in carico magistrati retribuiti da 2040 a 19mila € mensili(più extra)che di errori giudiziari viziati da irresponsabilità ne fanno decine all'anno!

BlackMen

Gio, 22/08/2013 - 14:49

paolonardi: ma quante ne sa! :-)

Ritratto di Ignazio.Picardi

Ignazio.Picardi

Gio, 22/08/2013 - 15:24

NON ABBIAMO DIPLOMAZIA ESTERA E NON ABBIAMO VOCE IN CAPITO NEMMENO TRA NAZIONE ITALIA - INDIA. Incominciamo a processare con pese severe i cittadini indiani in italia che hanno commesso reati. Incominciamo a buttar fuori anche i rifugiati politici. Creiamo una force tattica, efficiente ed attuativa al di fuori dagli schemi italiani. Insomma BISOGNA LIBERARLI, NON SO SE SIA CHIARO IL CONCETTO. CI SONO TANTE STRADE DA PERCORRERE. Dal governo Monti a quello Letta NULLA E' STATO FATTO ! SI NONO DIMENTICATI E LASCIANO I NOSTRI SOLDATI IN BALIA AL NEMICO ! l'India in questo caso è un nemico, sta toccando militari Italiani, ATTENZIONE, l'America o Israele si sarebbero mossi diversamente.

Ilgenerale

Gio, 22/08/2013 - 16:23

Questa storia da la misura del potere politico Italiano sullo scacchiere internazionale! Se non ci sbrighiamo a rimettere un uomo con le palle a Palazzo Venezia , entro 100 anni saremo scomparsi dalle carte geografiche!!

Holmert

Gio, 22/08/2013 - 17:58

BlackMen, eroi? Gli eroi sono altra cosa. Pensi che i bagnanti che si crogiolavano al sole ed hanno aiutato a guadagnare la battigia, ad alcuni migranti clandestini sulle coste siciliane, sono stati definiti , con gigantesca iperbole, eroi, dai maggiori quotidiani italiani e meraviglia, dal nostro presidente della repubblica. Basta così poco per diventare un eroe e magari farsi erigere un monumento in piazza? A pensare che i veri eroi che abbiamo avuto, sono stati dimenticati per anni, solo perché non erano di sinistra o perché erano eroi di guerra. Ne cito alcuni: Durand De La Penne, Teseo Tesei, Giuseppe Cigala Fulgosi, etc. etc. Mi piace menzionare anche il generale dei carabinieri Umberto Rocca, unica medaglia d'oro al valore in tempo di pace. Altro che bagnanti eroi, con un bimbo in braccio e l'acqua all'ombelico. L'eroe è tutta un'altra cosa, non so se mi spiego.

Ritratto di ludaucr

ludaucr

Gio, 22/08/2013 - 21:27

Holmert, nell'elenco hai dimenticato un altro EROE: Gino Birindelli, a cui mai è stata dedicata alcuna Nave. Comunque, hai ragione Tu. Gli EROI sono di un'altra pasta.Però, fra Persone generose, non, eroiche sia chiaro e persone meschine, sbruffoni, vili, cialtroni,rinnegati, che sanno tutto loro, ci passa enorme differenza. Vedi, in primis, il famigerato Pontalti e tanti altri della sua risma. Gente che non sa fare altro che disprezzare, offendere e ingiuriare le nostre Forze Armate e la Marina, in particolare. Tutti da invitare a recarsi in India al più presto, onde poter conoscere l'alto grado di civiltà di quel paese !!..

leo_polemico

Gio, 22/08/2013 - 22:30

Mi chiedo sovente: quanti e quali sono i lettori che scrivono i commenti dope aver versato, come si diceva qualche tempo fa, il cervello all'ammasso del partito? Negli scaffali della COOP il contenuto della testa, l'intelligenza e ilbuon senso non ci sono, nè ci saranno mai!

pansave

Ven, 23/08/2013 - 00:51

I barbari alle quattro frontiere urlano e battono le armi sugli scudi, e l'Italia discute in politichese, gioca a dadi e beve vino.

killkoms

Ven, 23/08/2013 - 20:22

ulteriore notizia dal fronte indù!sono stati rilasciati,dopo oltre 6 mesi i 2 ufficiali di un mercantile tedesco accusati di avere causato con lo stesso l'affondamento di un"altro"peschereccio indù con conseguente morte di un"altro"pescatore!i 2 sono stati rilasciati per"insufficienza di prove"!fin da febbraio,da quando sono stati fermati,i 2 marittimi tedeschi hanno sostenuto l'estraneità del loro natante all'incidente!in zona al momento dello scontro vi erano altre imbarcazioni,ma la"solita"guardia costiera indù aggredì solo loro,(pur constatando"da subito"che la prua della nave non presentava gli evidenti segni di uno speronamento),asserendo che non potevano fermare tutti!e non mi stupirei,se saltasse fuori che la proprietà del mercantile abbia scucito qualcosa ai marittimi del peschereccio investito"pro gratia",magari su suggerimento di qualche legale assoldato in loco!civilissimi gli indiani!