Italiano morto in Siria, il direttore del Dis: "Non siamo bacino di reclutamento"

Delnevo era un lupo solitario, indottrinato dalla propaganda su internet

Non il prodotto di un grosso "bacino di reclutamento", ma piuttosto un lupo solitario, giunto alla radicalizzazione con l'esposizione alla propaganda su internet. Giampiero Massolo, direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), dà la sua lettura della vicenda che ha portato in Siria un giovane italiano, secondo diverse fonti non ufficiali morto combattendo con i ribelli.

Secondo Massolo, la conversione all'islam di Giuliano Ibrahim Delnevo, la cui storia è stata raccontata in esclusiva dal Giornale - e la sua adesione alle idee radicali professate da una parte della ribellione, non è dovuta a un'azione di indottrinamento coordinato, ma a "una potente forma di auto-addestramento", che ha portato il ragazzo genovese fino in Siria, al seguito di un gruppo ceceno.

"Il fenomeno del reclutamento - commenta Massolo - è molto meno diffuso rispetto ai nostri partner occidentali". Non un buon motivo per abbassare la guardia, ma di certo una situazione differente da quella di altri Paesi europei, da dove decine di militanti sono partiti per andare a combattere contro Bashar al-Assad. "È chiaro - conclude il direttore del Dis - che la situazione in generale non ci fa stare tranquilli e necessita di essere monitorata".

Commenti
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ilsaturato

Mar, 18/06/2013 - 15:45

E il sig. Massolo pensa davvero che ci beviamo anche questa? Un "lupo solitario"... che si è auto-indottrinato capitando "per caso" sulla propaganda internet degli jihadisti. Ma per piacere! Quindi, questo era sicuramente uno che, quando non era occupato a "capitare" per caso sulla propaganda integralista via web, frequentava Comunione Liberazione, andava in Chiesa, aiutava gli anziani, lavorava come un mulo, e i suoi amici erano tutte personcine per bene coi quali parlava solo di calcio, di politica (sottovoce) e di turismo. Per non parlare poi della famiglia che, poveretti, non si sono accorti di nulla durante le serate in cui si discuteva dei problemi reali di tutte le famiglie Italiane, né tantomeno nei weekend mentre andavano a trovare i nonni. Non trovi in internet i nomi dei "contatti", né tantomeno il loro numero di telefono. Devi frequentare "certi ambienti", partecipare a riunioni, devi convertirti, devi manifestare i tuoi pensieri e assorbire gli indottrinamenti di chi è predisposto a questo tipo di "reclutamenti". Devi dimostrare determinazione alla causa jihadista e devi venire giudicato idoneo. Qualcuno deve organizzarti gli incontri, i contatti, i viaggi, darti riferimenti e indicazioni da utilizzare "sul posto". Ma quale "auto-addestramento"!!! E poi, sig. Massolo, non è vero che "Il fenomeno del reclutamento è molto meno diffuso rispetto ai nostri partner occidentali"; il problema è che i nostri "servizi" e le forze dell'ordine sono molto meno organizzate allo scopo di individuare, monitorare, controllare e smantellare le "scuole del terrorismo integralista islamico" presenti sul nostro territorio e quindi... dite che non ci sono! Il problema è anche che negli Stati dei "nostri partner occidentali", nessuno dei servizi viene indagato, messo alla gogna e condannato come (solo per fare un esempio) il nostro Pollari. Le basi per l'indottrinamento e l'arruolamento di terroristi islamici penso siano moltissime nel nostro territorio e se fino ad ora ci hanno lasciato "relativamente" in pace è solo per non rovinare l'oasi nel cuore dell'Europa nella quale possono fare ciò che vogliono e prepararsi per bene per il momento che decideranno di passare all'attacco su larga scala (Italia compresa, anzi, per prima). Ho gia inviato due commenti nell'altro articolo, a questo riguardo, pubblicato oggi sul giornale. Ho fatto almeno 5 invii da stamattina ma per adesso... niente. Vediamo che fine farà questo commento.

Ritratto di marforio

marforio

Mar, 18/06/2013 - 16:13

Forse ha avuto scuola familiare,essendo ligure e comunista cosa ci si aspettava di piu , o islamista o terrorista.