Se Hollande fa piangere i ricchi

Ieri il governo ha confermato un incremento genera­lizzato delle tasse, talmente imponente, da rivalutare le bato­ste di Monti

Anche i ricchi francesi, ha pensato bene Hollande, debbono piangere. Ieri il governo ha confermato un incremento genera­lizzato delle tasse, talmente imponente, da rivalutare le bato­ste di Monti. Che al confronto sono molto minori. Questo è un altro discorso e sull’impatto recessivo della manovra francese torneremo. Le sue conseguenze saranno micidiali per la Francia. Ma ciò che alla zuppa non sfugge è un dettaglio. Nella Finanziaria presentata ieri è prevista una tassa del 75 per cento su coloro che guadagnano più di unmilione di euro l’anno. In una tabella si specifica che in Francia ci sono 1500 milionari e che il gettito medio previsto dalla super­tassa è di 140mila euro a cranio. Ohibò. Ve­niamo così a scoprire che nella ricca cugi­na d’Ol­tralpe dichiarano un reddito supe­riore al milione di euro più o meno la metà degli individui che risiedono in Italia. Eh sì. Avete capito bene. Secondo i dati riferi­ti all’anno di imposta 2010, nel Belpaese degli evasori c’erano 2700 milionari.

Avete presente le statistiche che vengo­no r­ipetutamente snocciolate sulla distri­buzione della ricchezza italiana. E la foto che l’Agenzia delle entrate scatta ogni an­no?

Per la quale su 41 milioni di contri­buenti solo l’1 per cento dichiara più di centomila euro direddito l’anno? Insom­ma viene da credere che, visti i cugini fran­cesi, da noi ci siano più ricconi o che i ric­coni sfuggano meno al fisco di Roma di quanto avvenga a Parigi. Difficile infatti pensare che un Paese che ha un Pil supe­riore al nostro abbia un numero di milio­nari così più basso. E gli indici di disegua­glianza economica mettono l’Italia sullo stesso piano della Francia.

Il secondo aspetto è più generale. Per il tesoro francese la nuova tassa Robin Ho­od dovrebbe generare un’entrata aggiun­tiva per le casse dello Stato vicina ai 200 milioni di euro. Calcolando che la Finan­ziaria di Parigi prevede incrementi di tas­se per 20 miliardi di euro, è abbastanza fa­cile capire come la polpa dell’operazione riguardi imprese e ceto medio. E che l’ali­quota del 75 per cento sia solo uno spec­chietto. Chapeau. Si tratta dunque solo di un contentino per alimentare quella brut­ta bestia che si chiama invidia sociale. È una tassa che rende poco, ma che ha il pre­gio di nascondere il vero inasprimento fi­scale che riguarda la molteplicità dei fran­cesi.

A ciò si aggiunga che i redditi delle per­sone fisiche sono piuttosto mobili. I disin­centivi di una tassa espropriativa come quella Hollande portano infatti a due con­seguenze: chi può fugge, chi non può evi­ta di combattere per guadagnare e produr­re di più. Un disastro per l’economia.

D’altronde Parigi non è nuova a follie fi­scali ed economiche del genere. Con ter­rore il mondo degli industriali francesi, che ieri ha ovviamente protestato, ricor­da il primo mandato di Mitterrand. A Pari­gi arrivavano i nazionalizzatori, in Ameri­ca e Inghilterra sbocciavano Reagan e Thatcher.

Il venticello invidioso della tassa sui ric­chi ( da noi applicata solo a barche e auto), c’è da scommettere, arriverà presto an­che dalle nostre parti.

Commenti

G M

Sab, 29/09/2012 - 15:57

Nicola Porro, che c'entra l'invidia sociale con la tassa una tantum di Hollande sui ricchi patrimoni! Pensi davvero che persone milionarie possano piangere se si redistribuisce la ricchezza, a vantaggio della collettività? La tassazione progressiva è sacrosanta!

giovanni PERINCIOLO

Sab, 29/09/2012 - 16:07

Quello che fa più ridere é che a quattro mesi dalla sua elezione nessuno o quasi, parlando con i francesi, ammetta di averlo votato! Sta a vedere che lo hanno eletto gli .... alieni!

Ritratto di Corsaro Azzurro

Corsaro Azzurro

Sab, 29/09/2012 - 16:08

Caro Porro, ha ragione nel temere le interpretazioni nostrane del pensiero d'oltralpe. Da noi si rischia che, per inseguire Hollande sul terreno della demagogia, si proceda ad introdurre la patrimoniale (che piace tanto alla sinistra e a certi banchieri illuminati) e ad un aumento ulteriore delle tasse sulla casa. Qui da noi, infatti, i compagni e gli intellettuali dicono di voler far piangere anche i ricchi ma omettono precisare che la congiunzione "anche" sottende il fatto che la classe media già piange da tempo. Chi ha una casa di propretà è vittima di patrimoniali come l'IMU e la TIA/TARSU, imposte a volte onerosissime, totalmente sganciate dal reddito e, quindi, incostituzionali e ma tanto care alla sinistra. E così si ritorna alla vecchia fobia dei comunista nei confronti dei borghesi e dei Kulaki.

Ritratto di luigipiso

luigipiso

Sab, 29/09/2012 - 16:10

Porro, articolo alla Feltri. Senza nè capo nè coda e sopratutto molto settario e privo di contenuti sociali. La cosa più grave: senza provocazione intellettuale

Ritratto di Reinhard

Reinhard

Sab, 29/09/2012 - 16:16

Premetto che sono contro le tasse assurde, tuttavia meglio tassare i patrimoni dei ricchi che quelli dei poveri. L'IMU sulla prima casa di Monti è vergognosa. I poveracci la pagano, mentre le fondazioni bancarie, i palazzinari e il vaticano no. Non si possono fare ingiustizie simili.

Mario-64

Sab, 29/09/2012 - 16:29

Su un importante mensile di automobili qualche anno fa ci raccontavano che ogni ano in Italia si vendono due volte e mezzo le automobili di lusso che si vendono in Francia. Quindi e' probabile che il numero dei "ricchi" italiani sia ben superiore a quello degli omologhi francesi. Poi in un paese normale il nemico da combattere dovrebbe essere la poverta' ,per le sinistre italo-francesi sembra che il nemico sia la ricchezza...

maumen

Sab, 29/09/2012 - 16:29

L'errore che fino ad ora ha commesso il governo e' di non aver colpito i redditi alti (per me oltre 150.000 a livello familiare) trasferendo interamente tale maggior prelievo ai redditi familiari sotto i 30.000 euro. Come ci si puo' aspettare un incremento della domanda interna se non si mettono a disposizione maggiori risorse alle classi meno abbienti?

mila

Sab, 29/09/2012 - 16:32

Almeno lui tassa di piu' i ricchi. In Italia si aumentera' la tassa sulla casa per tutti. W la Francia.

pauldemocrat

Sab, 29/09/2012 - 16:43

Sono di idee democratiche (Usa, ovviamente, non Pd italiano, almeno finchè le idee di Renzi non attecchiscono), ma quello che scrive Porro è, da un punto di vista economico, ineccepibile. Un'aliquota del 75% è insensata (come, per motivi opposti, la è quella troppo bassa che vogliono i repubblicani in Usa) e, soprattutto, il gettito limitatissimo che comunque porta, fa sì che il suo significato sia solo propagandistico, cioè di ricerca di un consenso tra i ceti meno abbienti, a parole salvaguardati, ma in realtà, quando si dispiegheranno i veri effetti della manovra (che, come scrive Porro, penalizzeranno soprattutto le imprese francesi e quindi la crescita e quindi, a seguire, anche i ceti popolari) colpiti duramente. In sostanza: è giustissimo che chi ha di più paghi più tasse, ma questa manovra di Hollande, sono d'accordo con Porro, creerà disastri per la Francia. E, proprio perchè i ricchi sono poco numerosi, non si può sperare di fare manovre imponenti come questa (30 miliardi di euro) tassando solo loro. E' la matematica a dirlo, non il liberale Porro: non c'è niente da fare.

Ritratto di Corsaro Azzurro

Corsaro Azzurro

Sab, 29/09/2012 - 16:47

Caro luigipiso, in base a quale legge un editoriale deve avere obbligatoriamente contenuti sociali? E la fiscalità non ha pesanti rsvolti sociali? Se lo Stato mi toglie - di anno in anno - una fetta di casa con tasse patrimoniali come l'IMU non mi costringe, di fatto, a pagarla due/tre volte nella vita? Eppure è già mia! Ed il reddito sottratto ad investimenti produttivi diretti (es. azioni, capitale di nuove società) o indiretti (consumi che alimentano la produzione ed il commercio) non va a ridurre la massa liquida necessaria a garantire uno sviluppo economico-sociale atto a incrementare o mantenere i livelli occupazionali? Mi spiace deluderla ma per i liberali una sana politica sociale non si riduce ad assistenzialismo, statalismo e connesse clientele ma in un sano sviluppo economico garantito da una stato non invadente né ain economia(fiscalità eccessiva, partecipazioni statali immotivate) né sociale (legislazioni liberticide). In poche parole, liberali e social-comunisti sono diversi nelle idee e nei comportamenti. Si rassegni.

lamwolf

Sab, 29/09/2012 - 16:54

Da noi è l'esatto contrario piangono sempre di più il ceto medio e i poveri. Se aumentano i carburanti, i generi alimentari di prima necessità e le tasse chi ne risente il medio/povero/ o il ricco? Al ricco non gliene può fregare di meno avere alla fine del mese cento euro in meno al povero si. Caro signor Monti e C. sbaglio in qualche cosa? mi risponda.....

MenteLibera65

Sab, 29/09/2012 - 17:07

Ecco la verità . Prima di commentare il solito articolo pieno di mezze verità, leggetela: Tassa extralarge per i super ricchi. Era stata una delle promesse del Presidente socialista in campagna. Poi, negli ultimi mesi si era detto che se la sarebbe rimangiata. E invece no, eccola come previsto: per ogni quota eccedente il milione di euro di reddito annuo lordo (esclusi i redditi da capitale) si applicherà (ma solo per il 2012 e il 2013, in qualità di “contributo eccezionale di solidarietà”) un’aliquota del 75%. In Francia il pagamento delle tasse avviene a livello del nucleo familiare: quindi, quel milione è il risultato della somma dei redditi dei vari componenti della famiglia. Irpef più alta per i più abbienti. Non solo i super ricchi, ma anche i “semplici” ricchi e il ceto medio-alto dovranno fare la loro parte. Una premessa: il reddito familiare in Francia viene scomposto in “quotient”, quozienti. Ad esempio, una coppia con due figli minori vale 3 quozienti. Per ognuno di questi che superi i 150mila euro lordi annui, si applicherà un’aliquota del 45% (era finora del 41%). Sgravi di base per i redditi più bassi. Viene ridotta l’imposizione sui redditi più bassi. Da questi si sottraeva finora una quota di 439 euro, non tassati. La quota è stata portata a 480 euro: un regalo ai più bisognosi in un momento, invece, in cui si deve fare cassa. Un’imposizione progressiva sulle rendite finanziarie. Questa è forse la misura più rivoluzionaria. Sui dividendi azionari e gli interessi incassati da investimenti finanziari, i francesi pagavano rispettivamente il 21 e il 24%: tutti indistintamente. Dall’anno prossimo, invece, si applicherà la stessa alquota dell’Irpef. Insomma, i ricchi pagheranno di più, fino a un massimo del 45%. Come dire: un’imposta “democratica” e progressiva sulla finanza. Lo stesso dicasi per le plusvalenze mobiliari, incassate con la vendita di azioni: finora l’aliquota era del 19%, adesso dipenderà da quanto uno guadagna… Infine, imposte anche sulla vendita delle stock-options, attualmente esentasse. Patrimoniale sempre più salata. Questo tipo di tassa in Francia esiste e non è una sorpresa. Ma Nicolas Sarkozy, il predecessore di Hollande, l’aveva alleggerita con una serie di novità, varate nel 2011. La nuova finanziaria, però, fa piazza pulita di tutte queste riduzioni. La patrimoniale ritorna quella che era. E cioé: si paga per ogni patrimonio (comprende sia quello immobiliare che mobiliare) che superi 1,31 milioni di euro, con aliquote ai livelli più bassi dello 0,5% e poi dell’1,5. Da sottolineare: sul patrimonio immobiliare già tutti pagano un “salato” equivalente dell’Imu, al quale la patrimoniale va ad aggiungersi.

vitripas

Sab, 29/09/2012 - 17:15

tanto i ricchi importanti sono già andati via e tanti altri li seguiranno. Sono i ricchi che muovono l'economia e possono assumere lavoratori facendo impresa, i poveri che soldi possono spendere? E' tutto il contrario di quello che dovrebbe essere. Il ricco non è un Ladro ma è ladro lo Stato che gli prende più del giusto in tasse . Se vi raddoppiano l'affitto di casa restate? cercherete una casa a costo più basso anche se in un posto diverso.

Ritratto di marforio

marforio

Sab, 29/09/2012 - 17:19

Fossi ricco , sarei emigrato in sudamerica.Che si paghino tasse va bene , ma che si tocchi le tasche di tutti.Ma come fanno gente che vive in case popolari aguidare ferrari e a possederle ? Se dobbiamo spulciare tutti si cominciasse anche dai gitani e non si tralascino i proletari.

gentlemen

Sab, 29/09/2012 - 17:20

Avranno più povertà e basta come da noi.Vorrei sapere chi è quell'imbecille che si mette a produrre un milione di euro all'anno per darne 750mila allo Stato,di qualunque stato si tratti!

Ritratto di scorpion12

scorpion12

Sab, 29/09/2012 - 17:36

Caro Porro, scelga pure, o il vento invidiosetto a la Hollande che aumenta le tasse a chi quadagna un botto di soldi (ed evade il 90% delle volte) o una bella tempesta invidiosetta di neodisoccupati che anzichè gonfiare le tasse gonfia direttamente i ricconi evasori e chi li difende. Che cosa sceglie caro Porro??

Ritratto di luigipiso

luigipiso

Sab, 29/09/2012 - 17:42

@Corsaro Azzurro rassegnarmi? Ho da pochi giorni fatto la tessera all'Anpi e dovrei rassegnarmi? Io capisco solo l'equa redistribuzione degli utili e sopratutto dei diritti. In poche parole se un ricco si fa operare di appendicite dal più grande primario mondiale deve farlo anche per il più povero. Sopratutto la giovane disoccupata non deve sposarsi il ricco figlio di berlusconi. Questa è un'infamia che merita agitazioni di piazza senza tregua. Porro non mi piace perchè lo ritengo un agit-prop liberista :) Certo che servono i contenuti sociali, lo impone la legge dell'intelligenza non quella della strumentalizzazione. la discussione sta proprio sulla diversità tra liberali e social-comunisti. ' una lotta del male contro il bene, oggi vinta dal male. E' chiaro che il liberista dà la colpa allo statalismo, ma sa benissimo che è dello speculatore travestito da liberista. Resta sempre il fatto che la libertà di chiunque non deve danneggiare quella degli altri e siccome io ritengo che il mondo non si divide in intelligenti (bravi imprenditori) e meno intelligenti (operai), ma solo tra speculatori e bravi operai mi son fatto la tessera all'Anpi. Scusa la mia semplicioneria discorsiva, ma quando leggo Porro non riesco a trovare altre motivazioni. lui vuole sofisticare una discussione economica che ritengo basata su chiacchiere da salotto, spesso senza il conforto con dati analitici veri. Porro è uno dei tanti che spaccia l'economia per disciplina, Dovrebbe esultare sul venticello, invece lo teme e sa benissimo che in Italia i ricchi non hanno il coraggio dei ricchi francesi che amano la loro nazione e quindi scapperebbero e molti perderebbero il posto di fiancheggiatore

Ritratto di fritz1996

fritz1996

Sab, 29/09/2012 - 18:24

MenteLibera65: è vero, Hollande non ha fatto altro che rinforzare un regime fiscale a carico dei ricchi già molto pesante. E lo sai, caro mio, qual è il risultato di questi provvedimenti "democratici"? Io ho un cugino francese, che è - beato lui - molto ricco: da alcuni anni, per sfuggire alla patrimoniale (IGF, imposta sulle grandi fortune), si è trasferito armi e bagagli a Bruxelles, dove la fiscalità è assai meno pesante. Dopo le "infami" riduzioni di Sarkozy, aveva preso in esame l'eventualità di tornare a Parigi: ora, ovviamente, non ne farà niente. Conclusione: sul cospicuo patrimonio mobiliare di mio cugino, lo stato francese non incassa un bel nulla. Che capolavoro, eh?

Ritratto di Corsaro Azzurro

Corsaro Azzurro

Sab, 29/09/2012 - 18:52

@ luigipiso, abbiamo idee molto diverse. Però non capisco una cosa, secondo Te in italia ci sono oltre tre milioni di speculatori e nessun imprenditore? Chi ha detto che gli imprenditori sono intelligenti e gli operai meno intelligenti? Non mi pare di aver mai letto qualcosa del genere su queste pagine...

bobsg

Sab, 29/09/2012 - 19:03

Chissà perchè mi viene in mente il titolo di quel film "scemo più scemo".

Ritratto di giovdett

giovdett

Sab, 29/09/2012 - 19:09

Se la tassazione progressiva fosse giusta e applicata come si deve, allora il pane, la benzina, etc, avrebbe prezzi diversi a seconda della dichiarazione delle entrate di ciascuno. A me sembra follia.

sorciverdi

Sab, 29/09/2012 - 19:30

Le solite genialate dei sinistri: in questo modo chi ha dei soldi troverà il modo di farli uscire dalla Francia col risultato che l'intero Paese s'impoverirà ulteriormente. L'ho detto e lo ripeto: I SOLITI SINISTRI CAPACI SOLO DI AUMENTARE LE TASSE e NULLA PIU'! Vedremo come andranno le cose in Francia ma credo proprio che i Francesi possano aspettarsi il peggio. In bocca al lupo, cugini d'oltralpe: ve lo siete votato (almeno voi avete potuto) e adesso tenetevelo.

Ritratto di Ovidio Gentiloni

Ovidio Gentiloni

Sab, 29/09/2012 - 20:48

Bah. Chi ha risanato negli ultimi 30 anni ha sempre ridotto le tasse. Si vede che erano scemi e ci sono cascati così bene da avere alla fine successo. Invece italiani, francesi e, in generale europei, la sanno più lunga e tassano, tassano, tassano.... Scommettiamo che succede un putiferio? Luigipiso: nel 2012 la tessera dell'ANPI? Non ho parole! E poi che c'entra con l'articolo, le tasse, il benessere o la povertà?

Ritratto di scappato

scappato

Sab, 29/09/2012 - 21:09

luigipiso: grazie di esistere, senza gli utili idioti come lei, alle volte potrei pensare di aver commesso un errore a lasciare il Bel Paese. E a dimostrare che quello che lei scrive sono solo ca**ate, l'uomo più' ricco della Francia, Bernard Arnault, ha deciso di trasferirsi in Belgio .

Ritratto di Stefano251

Stefano251

Sab, 29/09/2012 - 21:16

@Luigipiso: se l'articolo ti sembra senza né capo, né coda, a me lo sembra soprattutto il tuo: aver fatto la tessera all'ANPI non capisco cosa serva. A dimostrare la tua età? Forse. A darti l'infallibilità ex cathedra nei blog? Ne dubito. Il concetto di Porro è semplice. In due paroline fa un paragone tra l'Italia e la Francia. Come mai in una nazione più povera, come la nostra, ci sono più del doppio di milionari che in una più ricca e con più cittadini. Ora non c'è bisogno di conoscere il sistema tributario Francese per capire che il discorso della tassazione/redistribuzione della ricchezza sia tanto diverso dal nostro. Da noi c'è più demagogia, più pensiero mafioso, ci sono i ricchi, ma si nascondono. Hanno fatto bene a fare i controlli a Cortina, sì ma anche a Napoli hanno dato lo stesso risultato... Semplicemente anche Hollande sta facendo le sue stronzate: aumentare le tasse, fa aumentare la recessione, che fa diminuire a sua volta le entrate e che fa riaumentare le tasse e così via. Poi c'è la fine. Nella politica fiscale c'è il senso sociale, non è un nemico di classe/mucca che puoi mungere continuamente invocando l'equità. L'equa distribuzione degli utili, secondo la dottrna marxista, è allegramente fallita, portando i suoi seguaci alla miseria ed alla (contro)rivoluzione. L'economia ha delle sue leggi che non puoi sconvolgere completamente, pena l'autodistruzione: puoi regolarla, un po', ma se esageri arrivi a quello che sta succedendo un po' ovunque in Europa. "In poche parole se un ricco si fa operare di appendicite dal più grande primario mondiale deve farlo anche per il più povero. Sopratutto la giovane disoccupata non deve sposarsi il ricco figlio di berlusconi." Ma che stai a dire (e non critico la sintassi assai zoppicante)? Nel primo caso, in Italia, può benissimo accadere, perché i grandi dottori sono anche grandi primari nel pubblico (dove acquistano la notorietà, tra l'altro), semmai il ricco va in una lussuosa casa di cura privata ed il povero all'ospedale (posso convenire che un conto possa essere farlo a Bologna o Milano ed un altro a Napoli o Palermo...). Nel secondo caso non capisco per quale motivo una giovane disoccupata non possa sposare il ricco figlio di Berlusconi. Se si amano è sacrosanto e se tu lo impedissi per motivi "sociali", sarebbe solo una forma del peggior razzismo che ci possa essere (e del tutto stupida, per giunta), che nasce, probabilmente, solo da un tuo ossessivo rancore.

rokko

Sab, 29/09/2012 - 23:23

luigipiso, mi scusi, ma non ho mai letto tante sciocchezze come nei due post che ha piazzato qui. In base a quale principio se il ricco si fa operare di appendicite dal più grande primario del mondo deve farlo anche il povero ? Cosa c'entra la giovane disoccupata che sposa il figlio di Berlusconi ? Ma ha capito cosa scrive Porro ? Se (pleonastico) non ha capito cosa scrive Porro (che, per inciso, non è l'ultimo arrivato e difficlmente "sofistica" o scrive "senza conforto di dati analitici veri"), glielo spiego in due parole io: tassare con aliquote da esproprio i ricchi non produce grande gettito e fa male all'economia, per diversi motivi. Il primo motivo è che un ricco di solito è uno con una buona propensione a generare reddito (a meno che non sia un ereditiero), per cui tassarlo significa disincentivare la produzione di una buona quota di PIL. Il secondo motivo è che il ricco ha grande capacità di spesa e quindi di muovere l'economia anche sotto il profilo della spesa, dunque tassarlo significa gettarsi la zappa nei piedi. Il terzo motivo è che il ricco ha i mezzi per andarsene via, dove viene tassato di meno, e dunque anche qui ci si butta la zappa sui piedi. Il quarto motivo è che se si redistribuisce troppo, nessuno avrà più voglia di lavorare e produrre (non bisogna confondere l'aiutare gli sfortunati, che è sacrosanto, con l'incentivare i lavativi). Il quinto motivo è che ci deve essere un limite ragionevole alle tasse, altrimenti tanto vale che lo Stato si pigli tutto e dia lo stesso reddito a tutti, sia a chi passa le giornate a farsi le pippe e sia a chi invece si da' da fare per migliorarsi e migliorare la società in cui vive. Vuole un esempio pratico, visto che lei ama i "dati analitici veri", che ho preso dalla fonte "Repubblica" (cerchi con google "tassa sui natanti Monti site:repubblica.it" e troverà facilmente conferma)?. Ecco i "fatti". INPUT Monti introduce la super-tassa di stazionamento nei porti di 700 euro al giorno per i possessori di natanti superiori ai 20 metri. Gettito previsto: 155 milioni di euro (decreto Salva-Italia). OUTPUT 1) Il gettito effettivo è stato 30 milioni di euro (una miseria). 2) Questa estate ci sono stati trentamila natanti in meno nei nostri porti, hanno attraccato in Spagna, Francia, Croazia e Malta. Danno per l'economia portuale italiana: 200 milioni di euro 3) Si sono acquistati molti meno natanti e di conseguenza se ne sono prodotti meno. Poiché la produzione di natanti è un qualcosa in cui noi eccelliamo e siamo leader nel mondo per qualità (e tra l'altro è uno di quei settori cosiddetti "anti-ciclici", ovvero che tirano anche quando c'è crisi), è stato equivalente a darci la zappa sui piedi, perché ora il settore è in contrazione e sono a rischio circa quarantamila posti di lavoro, più di due miliardi di euro di pil o, detto in altri termini, quarantamila persone (anzi, famiglie) che rischiano di scivolare nella povertà per una tassa demagogica che ha dato un gettito di 30 milioni di euro. Questi quarantamila sono i famosi "poveri" a cui allude lei, che non poveri non sono ma lo diventeranno grazie alle tasse sui ricchi che le piacciono tanto. Mi scusi, ma dati questi ragionamenti che ho fatto, mi è venuto in mente un'altro motivo per cui non bisogna tassare troppo i ricchi: perché è STUPIDO, come dimostrano i dati di cui sopra.

epc

Sab, 29/09/2012 - 23:23

Scusate ma mi pare che ci sia, fra i vari commentatori, e mi sembra anche nell'articolista (non me ne voglia) un po' di confusione. La "super-tassa" di Hollande è una tassa straordinaria sulla parte di reddito che supera il milione, mi pare. Cioè: se io ho un reddito di un milione e mezzo, pago l'aliquata "normale" sul milione e l'aliquota del 75% sul mezzo. Mi sembra già tantissimo, ma grazie a Dio non è che devo pagare il 75% di un milione e mezzo..... E comunque è una tassa, correggetemi se sbaglio, SUL REDDITO. Cioè, io ho milione di Euro di capitale, se li metto a fruttare al 3% di interesse ho un reddito di un milione e mezzo e su quel milione e mezzo ci pago le tasse come sopra. Poi c'è anche una imposta sul capitale (come giustamente ricordato dal lettore MenteLibera65 che ringrazio per le precisazioni), ed è quella che vorrebbero introdurre le illuminate sinistre italiane. A mio parere sarebbe una cosa ben peggiore del contributo STRAORDINARIO richiesto da Hollande. Comunque, mi pare (smentitemi se mi sbaglio) che una cosa del genere CI SIA GIA': mi pare che si chiami pure qui "contributo di solidarietà" o qualche simile fesseria per non chiamarla tassa: si paga, come in Francia, sulla quota eccedente una certa cifra (mi spiace non ricordo quanto) di REDDITO risultante dalla dichiarazione. E comunque anche il meccanismo delle "detrazioni per lavoro dipendente", alla fine, è la stessa cosa: se prendi meno di un tot all'anno hai una certa detrazione, se prendi di più non ce l'hai, è come pagare una tassina in più.

epc

Sab, 29/09/2012 - 23:35

MenteLibera65: grazie ancora per le numerose precisazioni. Trovo particolarmente interessante il fatto che sia stata introdotta una tassazione progressiva sulle rendite finanziarie. Questa mi sembra una cosa molto sensata, perchè mi sembra che "colpisca" prioritariamente i grandi capitali che spesso vengono mossi con puro interesse speculativo e molto meno i risparmiatori. Mi pare che una volta fosse così anche in Italia, mentre ormai da qualche anno sia stata introdotta la cedolare secca (prima 12.5% ed ora 20%). Introdurre una cosa simile in Italia sarebbe stata la possibile (ed a mio parere molto migliore) alternativa ad ogni tipo di imposta sui capitali. Naturalmente scontenterebbe le banche e i grandi capitali speculativi che sono i padroni di Monti, quindi sicuramente non la faranno mai.....

Fire_3

Dom, 30/09/2012 - 00:19

Pisio mi stai simpatico ma sei un babbeo. Questa trovata demagogica del galletto d'oltralpe si risolverà in un clamoroso caso di eterogenesi dei fini,in altre parole viene presentata per aumentare il gettito fiscale ma otterrà l'effetto opposto. Non credo che i ricchi francesi piangeranno, piuttosto sceglieranno tra l'elusione e l'emigrazione, e a subire la legge del menga sarà l'erario francese e i contribuenti normali come te, che pagheranno le tasse e i servizi anche per i ricchi, e se nonostante le mie spiegazioni non hai capito cosa comporta questa legge, ti faccio un disegnino. Buona mengata Fire

Bocca della Verità

Dom, 30/09/2012 - 04:07

@ luigipiso(lo): si cerchi un buon loculo ove riporre sè e tutta la sua vetusta, bolscevica cattiveria; "redistribuzione" è l`eufemismo che quelli come lei usano per tentare di mimetizzare il furto dei ladri, dei farabutti scansafatiche ed invidiosi. Siete i relitti della peggior parte della società umana...

baldo1

Dom, 30/09/2012 - 08:51

In Francia ci sanno FARE! Un sacrificio per la collettività! Qui il centro destra anti italiana lancia subito l'allarme sulle fughe di capitali! Basta! Tutti a Santo Domingo con Dell'Utri, un anti italiano che i soldi all'estero li fa sparire davvero.

rokko

Dom, 30/09/2012 - 14:25

epc, nessuna confusione, le aliquote sono sempre sul reddito marginale. Tuttavia, è un furto lo stesso.

nino47

Lun, 01/10/2012 - 10:25

Se mi date la possibilità di guadagnare un milione di euro l'anno, qui lo dico e qui lo giuro, pagherò allo stato non il 75, ma l'80% di tasse, e con somma gioia!

nino47

Lun, 01/10/2012 - 10:33

Xpuigipisio: "la discussione sta proprio nella diversità tra liberali e socialcomunisti- una lottA tra il male ed il bene, oggi vinta dal male....".Non c'è peggio che eseere convinti. Del "bene" fatto al mondo dai socialcomunisti ne è piena la storia! A VOLTE RITORNANO...!

rokko

Mar, 02/10/2012 - 17:00

nino47, ti rimarrebbero in tasca duecentomila euro; allora io preferirei guadagnarne trecentomila e pagarne un terzo (centomila) allo Stato.

nino47

Mer, 03/10/2012 - 20:37

X rokko: caro Rokko, pensa una cosa: per guadagnare 300.000 euro dovresti lavorare. Ma chi ne guadagna un milione e più, stai tranquillo che non suda nè si sporca le mani da dietro una scrivania golden level! I milioni non si guadagnano lavorando, ma speculando, investendo in borsa,rubando anche, me lo concederai. C'è un proverbio siculo che recita: Sordi assai, orubbeca o futteca! (Quandfo i soldi sono troppi c'è sotto la ruberia o la truffa).Quindi preferirei 200.000 euro al netto di lacrime e sangue a 300.000 sudati e crocifissi!!!