Eurostat, italiani e lavoro:tre su quattro lo cercanosolo tramite amici e parenti

L'Eurostat fotografa le abitudini degli italiani che cercano lavoro: si affidano a parenti, amici o sindacati e pubblicizzano male il loro curriculum

Il sospetto già lo avevamo, ma ora arriva anche la certificazione dell'Eurostat. Nel Belpaese tre persone su quattro, quando devono cercare un posto di lavoro, bussano alla porta di amici, parenti o sindacati: qualcuno che possa dargli una mano. Insomma, qualcosa di molto simile al nepotismo, almeno nei casi in cui ci si rivolge ad amici e parenti nella speranza, magari, di avere accesso a una corsi preferenziale, una spintarella che possa lubrificare gli ingranaggi del mercato del lavoro. Il 76,9% degli italiani sceglie questa strada, una quota superiore alla media del continente (68,9%) e doppia rispetto a Germania (40,2%), Belgio (36,8%), Finlandia (34,8%). Tanti ma, secondo i dati diffusi dell'istitutodi statistiche, non siamo neppure sul podio. Fanno peggio di noi Irlanda e Spagna e sul primo gradino del podio troneggia la Grecia. Atene stravince: il 92,2 per cento di chi cerca un posto di lavoro non prova nemmeno a seguire i metodi tradizionali. Ufficio di collocamento, annunci su giornali e siti web o invio a raffica di curriculum? Neanche per sogno: si suona il campanello di amici e parenti già sistemati.

Tutta una questione di metodo e di curriculum. In Europa si presta molta attenzione alla diffusione delle proprie conoscenze e del percorso di studi, in Italia no. Emerge anche questo dai dati dell'Eurostat: solo il 63,9 per cento dei nostri connazionali pubblicizza le proprie credenziali. Perché? Per sfiducia nei confronti degli annunci, innanzitutto, ma anche perché molto spesso non si è disposti ad accettare lavori che richiedano una precisa prestazione. E anche in questa abitudine siamo nella parte bassa della classifica europea.