Everest, in alta quota ricerca tutta italiana contro ictus e infarto

L’Everest come laboratorio naturale a cielo aperto. È questa l’idea di base del «Progetto Highcare» organizzato dall’Istituto auxologico italiano e dall’università Bicocca di Milano, che partirà il 9 settembre.
Quarantasei italiani tra medici, neuropsicologi, bioingegneri e alpinisti - tutti di età compresa tra i 20 e i 65 anni - si sottoporranno a test clinici ad alta quota per studiare gli effetti della mancanza di ossigeno sull’organismo e rimedi per malattie cardiache, respiratorie e metaboliche.
Bloccata in primavera dalla Cina, che ha impedito l’accesso al Tibet per «motivi ecologici», la spedizione ha dovuto ripiegare sul versante nepalese della montagna più alta del mondo, più difficile da scalare. Da Kathmandu i volontari raggiungeranno con aeroplani a eliche ed elicotteri russi il campo base di Namche, a 3.600 metri. Qui verranno effettuati i primi test, poi il gruppo intraprenderà a piedi la salita verso l’Everest. La raccolta dei dati avverrà in due fasi: una iniziale di esposizione acuta all’ipossia (la carenza di ossigeno nel corpo) e una successiva di adattamento. Terminato questo primo periodo di circa 10 giorni, trascorso tra il campo base a 5300 metri di altitudine e quello più avanzato a 6400 metri, la maggior parte dei volontari farà ritorno a Milano, mentre i ricercatori-alpinisti inizieranno il tentativo di scalata verso la vetta.
«L’esposizione all’ipossia in alta quota - spiega Gianfranco Parati, primario di cardiologia all’Istituto auxologico e capo della missione - rappresenta un modello sperimentale interessante per studiare le alterazioni che si verificano in pazienti con patologie croniche associate a una riduzione della disponibilità di ossigeno. Sarà possibile - prosegue - testare soluzioni, sia farmacologiche che non farmacologiche, su volontari sani ma esposti a condizioni molto simili a quelle dei pazienti malati».
La ricerca, costata all’istituto e agli sponsor circa un milione di euro, rappresenta un secondo passo dopo le rilevazioni effettuate negli ultimi quattro anni sul Monte Rosa, presso la Capanna Regina Margherita. Tutte le sue fasi potranno essere seguite sul sito www.highcare2008.eu.