Expo impantanata nei terreni sette giorni per risolvere tutto

Formigoni rilancia, la Provincia apre ma gli dà una settimana di tempo. E
la Moratti scrive al governatore: ora è arrivato il momento di decidere

Aree Expo. La soluzione sembrava vicina. E, invece, no. È sempre più lontana. A dar fuoco alle polveri, una lettera inviata ieri dal sindaco e commissario Letizia Moratti e dal presidente della Provincia Guido Podestà al governatore Roberto Formigoni. Vuoi creare newCo? Una nuova società a intera partecipazione pubblica per acquistare i terreni di Rho-Pero oggi ancora nelle mani dei privati, Fondazione Fiera e famiglia Cabassi? Bene, il succo della missiva, ma allora caro Formigoni devi dimostrarci che si può fare. Un ultimatum simile a quello lanciato sempre ieri e pubblicamente da Podestà al governatore che lunedì aveva detto di essere addirittura disposto anche a sobbarcarsi gli oneri finanziari di Comune e Provincia poco disposti a sborsare quote milionarie. "Se la Regione riesce nel suo intento - le parole di Podestà - allora "viva Dio", se no procederemo con la soluzione originale, cioè quella prevista dall’accordo di programma con la messa a disposizione dei privati fino al 2016". Parole che non piacciono al Pirellone. "Ma come? Non dovremmo prendere queste decisioni così importanti tutti insieme? Io non ho nessuna intenzione di fare la guerra", avrebbe confessato il governatore a un suo stretto collaboratore, manifestando tutta la sua delusione. E allora? La Moratti è il commissario, sia lei a risolvere il problema. Facendo anche balenare la parola che tanto fa paura: "esproprio" ai microfoni di Radio24.
Ricapitolando, a Moratti e Podestà non piace la newCo, a Formigoni non piace il ricorso ai privati. Soprattutto in vista dell’urbanizzazione, successiva ad Expo, di un’area di 1,1 milioni di metri quadrati. A incombere la fatidica data del 18 ottobre, quando il Bie vuole la certezza della disponibilità dei terreni. E Formigoni chiede che la soluzione scelta dalla Moratti rispetti i paletti giuridici fissati dai consulenti legali.
Barricate, invece, contro qualsiasi ipotesi di spostamento. A partire sa quella un po’ folcloristica di un ascoltatore di Radio Padania che ci mette di mezzo Roma. "Se potessero - ha risposto Umberto Bossi in diretta - ci porterebbero via anche i marciapiedi. Ma i padani stanno crescendo, non sono più quelli di una volta che si facevano infinocchiare e depredare". Più concreta la proposta di spostarsi in città, negli spazi dell’Ortomercato. L’ultima uscita del già responsabile della consulta architettonica dell’Expo Stefano Boeri, oggi candidato alle primarie del centrosinistra. E, dunque, in cerca di una qualche visibilità. "Ma come?", gli risponde l’ex presidente di Sogemi Roberto Predolin. "Ma se fu proprio Boeri a fare un lungo studio sugli spazi dell’Ortomercato, alla fine del quale disse che lì proprio non era possibile organizzare l’Expo. Allora convinse la Moratti a puntare su Rho-Pero. E oggi proprio lui torna a parlare di Ortomercato? Pazzesco".