La Fabi trascina Equitalia in tribunale

Il maggiore sindacato bancario: «É stato calpestato il contratto nazionale. Siamo pronti a bloccare il lavoro del fisco»

La Fabi, il maggiore sindacato del mondo bancario del nostro Paese, è pronta «a bloccare, attraverso una grande mobilitazione nazionale dei lavoratori, l'attività delle società di riscossione su tutto il territorio e a intentare un'azione legale contro Equitalia». La sigla guidata da Lando Maria Sileoni dichiara guerra all'applicazione, anche nelle società di riscossione, del provvedimento che, al fine di contenere la spesa pubblica, blocca per i prossimi tre anni gli scatti contrattuali del personale in servizio presso le pubbliche amministrazioni. «Questa legge - attacca Pierluigi Pratola, a capo del coordinamento esattoriali Fabi - è giuridicamente inapplicabile al settore della riscossione, in quanto nelle società di Equitalia è da sempre in vigore il contratto del credito e non quello del pubblico impiego». Nonostante ciò, prosegue la Fabi, da gennaio sono già divenute operative in tutte le società di riscossione e di conseguenza i circa 8.200 dipendenti di Equitalia si sono visti bloccare ogni automatismo economico: dagli scatti di anzianità ai premi fedeltà.