Alla faccia della crisi: già in coda nei negozi per i regali di Natale

Nel primo weekend di acquisti i commercianti piacevolmente sorpresi dall’affluenza dei clienti

Che la crisi sia come le luminarie: ogni anno te le aspetti più povere perché non ci sono i soldi, invece a ogni Natale te le ritrovi a brillare fulgide? Due passi in centro per tastare il polso di commercianti e clienti nel primo weekend di acquisti natalizi: e un po’a sorpresa spuntano ottimismo, speranza. Barbara Currado lavora in una gioielleria di fronte al Duomo. «Forse la gente è meno immediata di un tempo. Ci pensa di più al momento di comperare un regalo, ma alla fine lo fa - conferma -. Parte dai 250 euro e sale, e non mi sembra che si ponga tutti quei problemi che si raccontano. Flessioni negli acquisti non ne vediamo».
E se qualcuno dovesse pensare, come si dice, che nei momenti di difficoltà economica il dono di lusso non recede, mentre è il dono medio a farne le spese, allora sentiamo cosa succede in un normale negozio di camicie per signora, dove i prezzi vanno dai 70 ai 140 euro. «Noi siamo soddisfatti, perché al di là delle previsioni registriamo un piccolo incremento degli acquisti rispetto allo scorso anno» racconta la commessa Antonella Corvi. Sotto la domenica di pioggia, inevitabile anche l’amarezza. «Per me queste feste saranno di certo più povere, perché non riesco a trovare lavoro» riconosce Ines Balbini, ma gli fa subito da eco un’altra versione. «Perché dobbiamo sempre raccontarci che l’italiano è in difficoltà? Non è vero, basta osservare come siamo addobbati - commenta, sotto la galleria Vittorio Emanuele, Donatella Toia -. Ho appena incontrato una mia conoscente che si lamenta perché ha un lavoro precario. Imbusta caramelle. Indossava un giubbotto Moncler, l’ultimo modello delle Hogan e stava comperando una borsa da Vuitton. Sta poi così tanto male? Me lo chiedo. Poi dicono: ma il Nord è così, invece il Sud è indigente. Napoli affoga nei rifiuti. Allora invece di far vendere ombrelli per le strade agli extracomunitari, perché non li si prende e non li si manda a pulire Napoli? Mi creda, in questo Natale non ci saranno inflessioni negli acquisti e se ci saranno il motivo è uno solo: ormai comperiamo tutto l’anno, perché possiamo!».
E dentro al negozio di quelle scarpe ultimo modello, il ritornello si ripete. «Se dovessi fare un bilancio dell’anno in corso, direi che abbiamo lavorato più dell’anno passato - ribadisce Alessandro Solero -. Non vedo recessione e per quanto concerne il dono di Natale mi sembra che l’inizio sia buono, anche se è un po’ presto per fare una stima esatta».
Idem in un negozio di abbigliamento femminile. «Per ora è il cliente straniero a far la parte del leone. Noi abbiamo una clientela affezionata che ha già iniziato a interessarsi, ma inizierà ad acquistare dopo Sant’ Ambrogio. Comunque - conclude Carmela Lapiccirella - siamo ottimisti. Perché prospettare sempre un panorama negativo?». Cos’è una moda, il lamento? Più cauto Michele Vittadini di uno store che vende articoli sportivi al Cordusio. «Siamo partiti con regali che vanno dai 15 ai 20 euro. Piccole cose, anche se siamo convinti che quando il Natale si avvicina e sarà il momento di comperare per la fidanzata o il padre, la cifra salirà. Aspettiamo il mercatino tradizionale del Cordusio, che ogni anno funziona per tutti da forte richiamo».