Fede Pellone: «Chiedete il contributo»

Iniziative contro il caro-scuola, un appello ai consigli di istituto perché adottino già da quest’anno l’obbligo del grembiule a scuola. E una considerazione: «Ci sono tanti sostegni economici come la Dote Scuola messa in campo dalla Regione, ma i milanesi non le conoscono e non si fanno avanti con le richieste». Dunque: il Comune lanci al più presto una campagna informativa per pubblicizzarle meglio. Sono una serie di richieste riassunte dal consigliere di Forza Italia Alessandro Fede Pellone in una mozione che presenterà alla riapertura del consiglio comunale. Con l’inizio dell’anno scolastico, fa presente l’azzurro (che è anche il promotore della Casa del consumatore), le famiglie «devono affrontare come sempre le problematiche del caro-scuola» e le associazioni dei consumatori hanno stimato per il 2008/2009 «un incremento del 15 per cento rispetto all’anno scorso» per le spese del materiale scolastico e della cancelleria. Con la mozione, già firmata da numerosi colleghi e dai presidenti delle Commissioni Servizi civici e Educazione, chiede all’amministrazione «uno sforzo in più per far conoscere le agevolazioni proposte sia dal Comune che dalla Regione» in modo da «ridurre il caro-scuola».
A chi fosse sfuggito, proprio per la scarsa pubblicità, Fede Pellone ricorda che oltre ai 65 milioni stanziati dal Pirellone per la «Dote scuola» dedicata agli studenti meno abbienti, il Comune propone diverse iniziative alle famiglie in difficoltà, come «il servizio gratis di trasporto scolastico dalle aree disagiate, la refezione scolastica per le famiglie con una situazione socio-economica difficile e borse di studio per chi ha un Isee non superiore a 15mila euro». Non solo per questioni economiche, ma anche in una chiave anti-bullismo, il consigliere azzurro invita gli istituti a «prendere in considerazione l’indicazione del ministro all’Istruzione Mariastella Gelmini e reintrodurre il grembiule» nelle scuole primarie e secondarie. Avviene da anni alla Rinnovata Pizzigoni, dove si può scegliere tra 25 colori diversi, o alla scuola media Leonardo da Vinci dove ogni camice ha il logo o all'elementare di via Paravia.
«La tendenza di questi anni - fa presente - è che i ragazzi se la prendano con chi è diverso dal branco, lanciandosi in competizione per l’abito griffato o in fenomeni di bullismo come furti di scarpe o giubbotti». \