Fendi contro gli Lgbt: "Non usate l'immagine del Colosseo Quadrato". Poi il dietrofront

Fendi contro il Circolo Mieli: "Fate uso improprio dell'immagine del Colosseo Quadrato". Poi arrivano le proteste sui social e la maison fa un passo indietro

Fendi contro i promotori del Roma Pride. La famosa casa di moda ha diffidato gli organizzatori del gay pride, che si terrà a Roma sabato prossimo, ad usare la foto del Palazzo della Civilità Italiana per sponsorizzare la manifestazione nei loro cartelloni.

"Il Colosseo Quadrato è nostro"

Fendi ha inviato una lettera al Coordinamento Roma Pride nella quale “sostiene che sia stato fatto un ‘uso improprio’ dell’immagine del Palazzo della Civiltà Romana, presente negli scatti della campagna, di cui rivendica di essere licenziataria esclusiva dell'immagine” e, pertanto, ha chiesto di ritirare e distruggere "il materiale promozionale cartaceo” usato finora riservandosi anche di agire per vie legali. A darne notizia è il Circolo Mario Mieli che si è opposto alla richiesta della Fendi (che in passato ha collaborato con le associazioni Lgbt per la giornata mondiale contro l’Aids) “anche perché il Colosseo Quadrato per i romani non sarà mai privato ma un simbolo della città".

Il dietrofront di Fendi

Dopo le numerose proteste arrivate via social, nel tardo pomeriggio di ieri è arrivato il dietrofront della maison: "Fendi ha chiarito l’equivoco con Roma Pride autorizzando l’utilizzo di Palazzo della Civiltà Italiana nella campagna sostenendo, quindi, la manifestazione del Roma Pride 2016 che si sta tenendo in questi giorni a partire dal 3 giugno fino al 12 giugno e che avrà come momento principe la Grande Parata dell’11 giugno", si legge in una nota congiunta di Fendi e Circolo Mario Mieli.