Fiabe in corsia per i baby pazienti

All’ospedale Buzzi libri e filastrocche in tante lingue per rallegrare l’attesa dei bambini ricoverati in day hospital o in ambulatorio

Per i bimbi ricoverati al Buzzi arriva la lettura «interetnica». Favole in italiano, ma anche storie e filastrocche tradotte in arabo, cinese, afgano, romeno. Un «trucco» divertente per aiutare i piccoli pazienti a sentirsi a casa e alleviare le lunghe ore di permanenza in day hospital o in ambulatorio. L’iniziative nasce dalla «triplice alleanza» tra Ospedale Buzzi, associazione Obm ospedale dei bambini Milano-Buzzi Onlus e GlaxoSmithKline, nell’ambito del progetto «Legge per crescere».
Grazie all’accordo, firmato ieri mattina, da ora in avanti i bambini troveranno a loro disposizione in ospedale libri in lingua madre e volontari pronti a leggere le fiabe ai più piccoli. Ma nel corso della cerimonia sono state presentate le diverse iniziative che supportano il progetto, come la donazione all’ospedale di una biblioteca di circa cento volumi che conterrà appunto testi bilingue rivolti ai baby pazienti di altre culture, un’esigenza sentita visto che al Buzzi la percentuale di bambini stranieri è molto alta. Sono previsti inoltre corsi di formazione per i volontari, che approfondiranno così il ruolo della lettura nel processo di crescita e i criteri di scelta dei testi per l’infanzia. Secondo gli esperti, il racconto ad alta voce è in grado di favorire lo sviluppo psicoaffettivo dei bambini, specie se tutte le figure in contatto con essi, dai genitori agli insegnanti della materna agli operatori in ospedale, vengono coinvolte nel processo. «Per l’Ospedale dei bambini - spiega il direttore generale Francesco Beretta - il progetto rappresenta un ulteriore salto di qualità a favore del miglioramento della cura e dell’assistenza ai piccoli, può contribuire a limitare nel bambino e nei suoi familiari vissuti traumatici dovuti all’esperienza della malattia».
«Leggere per crescere» nel 2004 ha ottenuto il patrocinio del ministero dell’Istruzione. In Lombardia è già attivo nel comune di Monza e nelle strutture pediatriche dell’ospedale San Gerardo e del Bassini, ed è diffuso su gran parte del territorio nazionale.