Fiat, Marchionne frena Poi rassicura Sacconi: direzione resta a Torino

Dopo aver parlato di fusione con Chrysler "entro due-tre anni" e di una sede unica negli Usa, l'ad chiama il ministro e chiarisce. Chiamparino chiede un incontro. Landini ( Fiom) sul piede di guerra. La Cgil: "Il governo lo convochi"

Detroit - La direzione Fiat resta a Torino. Nessuna localizzazione, "né per l’oggi né per il domani" delle funzioni direzionali e progettuali di Fiat all’estero. Lo ha assicurato l’ad di Fiat Sergio Marchionne al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, nel corso di un colloquio telefonico. "Marchionne ha spiegato il senso delle ipotesi formulate con esclusivo riferimento a futuri e possibili, ma assolutamente non decisi, assetti societari, senza alcun riferimento né per l’oggi né per il domani a una diversa localizzazione delle funzioni direzionali e progettuali della società" fanno sapere dal ministero.

Una Fiat fuori dall'Italia Dopo la Serbia, tocca a Detroit. Una fusione fra Fiat e Chrysler "potremmo guardarla nei prossimi due o tre anni", forse anche con il quartier generale negli Stati Uniti. "Prima dobbiamo integrarle dal punto di vista operativo e poi ci occuperemo della governance. Ora però la priorità è farle lavorare insieme" spiega l’amministratore delegato delle due case automobilistiche, Sergio Marchionne.

La fusione Il Wall Street Journal ritiene che Fiat e Chrysler potrebbero fondersi e installare il quartier generale negli Stati Uniti sotto la guida di Marchionne. L’approccio per "una società" - aggiunge il Wsj - potrebbe essere completato una volta che Chrysler avrà restituito i prestiti ricevuti dal governo, obiettivo che potrebbe essere raggiunto nel 2011. "Fondere la casa automobilistica italiana e quella americana spingerebbe la partnership più di in là di quanto delineato da Marchionne dopo che Fiat ha preso il controllo di Chrysler nel 2009".

Chiamparino allarmato "È presto per tracciare scenari negativi, ma al rientro in Italia di Marchionne chiederò subito un incontro urgente con i vertici della Fiat per chiarire il significato delle parole espresse dell’amministratore delegato e capire quali siano le prospettive". È il commento del sindaco Sergio Chiamparino. "Il cuore e la testa della parte europea devono rimanere a Torino".

Sindacati pure "Si conferma che la volontà della Fiat non è quella di potenziare e qualificare le produzioni e la progettazione nel nostro Paese e si conferma il rischio che il Lingotto voglia andar via dall’Italia" commenta il leader della Fiom, Maurizio Landin. "Si conferma - ha aggiunto Landini - la necessità di riaprire una vera vertenza con la Fiat e si conferma la totale assenza e complicità di un governo che pensa solo a salvare i propri interessi".

La Camusso chiama il governo Per il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, il governo dovrebbe "convocare Marchionne" dopo l’ipotesi lanciata ieri dall’ad del Lingotto di una possibile fusione tra Fiat e Chrysler con testa a Detroit. "Che si discuta il piano industriale", ha affermato a margine di una manifestazione di Libertà e Giustizia al Palasharp a Milano, "che si discuta finalmente delle cose vere invece che di trattare male i lavoratori. Mi pare che le dichiarazioni di Marchionne confermino tutte le perplessità che avevamo: non possiamo che continuare a chiedere che il governo faccia una volta tanto il proprio mestiere. Bisogna - ha ribadito - che l’esecutivo convochi Marchionne".