La Fiera compra le aree e scioglie il nodo Expo Oggi vertice decisivo

Oggi l’incontro fra Comune, Provincia, Regione e privati. La Fondazione acquisterà i terreni per darli in comodato

Soci pubblici e proprietari privati a confronto per tentar di sciogliere il nodo delle aree di Rho-Pro dove dovranno (o dovrebbero) sorgere i padiglioni dell’Expo. Il vertice questa mattina perché la fine di settembre si avvicina e sono in molti a voler mantenere la promessa di risolvere quello che, almeno per il momento, sembra essere l’ultimo vero ostacolo alla grande corsa verso il 2015. E anche perché le scadenze autunnali del Bie con l’approvazione definitiva del progetto incombono. Così come le lingue avvelenate dei gufi che ricominciano a insinuar nelle orecchie l’idea di restituire alla turca Smirne l’organizzazione dell’evento. Nulla più che fole, assicurano nel quartier generale di Expo. Ma anche a Roma dove il governo sembra ora aver le idee molto più chiare e nessuna intenzione di rinunciare a un’occasione così prestigiosa.
E, dunque, questa mattina grande vertice. Intorno al tavolo il sindaco e commissario straordinario Letizia Moratti, il governatore Roberto Formigoni e il presidente della Provincia Guido Podestà a esaminare le proposte del presidente della Fondazione Fiera Gianpiero Cantoni e della famiglia Cabassi, i privati che possiedono i terreni. Pronti all’accordo, con la Fiera che acquisterebbe i terreni dei Cabassi per cederli in comodato d’uso alla società Expo 2015. Pagamento ai Cabassi solo 18 mesi dopo la fine della rassegna universale. Non prima, cioè, del 2017, per non appesantire bilanci già strizzati e messi nel mirino dagli exposcettici. Una soluzione che garantirebbe, come più volte chiesto soprattutto dalla Regione, che i beneficiari della rivalutazione dell’area siano gli enti pubblici (Regione, Comune e Provincia sono anche soci della Fondazione Fiera) e non i privati. Riguardo alla valorizzazione urbanistica il presidente Cantoni ha già detto che «avremo la disponibilità di questo terreno per metterlo sul mercato con un’asta completamente aperta, secondo le procedure di legge e la massima trasparenza». E che non sono previste clausole per far partecipare i Cabassi alla successiva operazione di sviluppo immobiliare. Evitando «che ci siano sospetti di speculazioni grazie al fatto che la Fondazione è un soggetto privato, ma a indirizzo pubblico». Spostato nel tempo il problema dei soldi per l’acquisto, dato che è nella stessa natura dell’Expo il fatto che biglietti, sponsorizzazioni e ricavi dal merchandising arriveranno nelle casse solo a ridosso dell’apertura dei cancelli. Più chiarezza, invece, i soci oggi chiederanno per il progetto che dovrà ridisegnare una fetta di territorio.
E sempre oggi la Moratti e l’amministratore delegato di Expo Giuseppe Sala firmano a palazzo Marino un protocollo di collaborazione con il direttore generale del ministero dei Beni culturali Mario Resca.