«Finanziamenti distribuiti in base all’efficienza»

Ichino, giuslavorista: «Un organismo di valutazione sceglierà le strutture che offrono il meglio e meritano aiuto. È rivoluzionario»

Editorialista e giuslavorista, docente della Statale di Milano e consulente della Camera del Lavoro, Pietro Ichino - che ha suscitato di recente un acceso dibattito sui «fannulloni» pagati dal baraccone statale e dai cittadini - conosce bene i problemi del mondo del lavoro.
Cosa pensa della nuova legge regionale sul lavoro?
«Il principio che la ispira e che ritengo giusto, è che i finanziamenti devono essere dati ai servizi pubblici o privati più efficienti. La normativa non prevedeva un meccanismo che verificasse questa caratteristica. La politica regionale ha saputo costruire una soluzione che, pur mantenendo il principio originale, contiene anche le garanzie necessarie di equità e obiettività, fornite dall’organismo indipendente di valutazione che dovrà ottenere la fiducia di maggioranza e opposizione. Sulla base di una griglia di valutazione sarà ripartito il 75% dei finanziamenti. È una novità rivoluzionaria».
Come legge l’astensione di Ds e Margherita?
«È un fatto nuovo e importante. Conferma che sul mercato del lavoro esiste un interesse comune al buon funzionamento dei servizi per l’occupazione prima ancora che una contrapposizione tra destra e sinistra».
Quindi si può leggere nell’astensione del centrosinistra una convergenza di interessi condivisi?
«Spero che sia il segnale di una svolta e l’inizio di una fase di cooperazione tra maggioranza e opposizione affinché principi nuovi e fortemente innovatori non vengano vanificati dalla vischiosità e dal torpore di una amministrazione incapace di riformarsi».
Perché questa legge può aiutare lo sviluppo del lavoro a Milano e in Lombardia?
«Perché premia le strutture capaci di offrire il servizio migliore. Cerca di innestare in Italia alcuni principi che hanno dato ottima prova in Paesi più avanzati del nostro. Il metodo di orientamento dei finanziamenti in base alla valutazione di un organismo indipendente è in via di sperimentazione in Germania, Svezia, Gran Bretagna e America. Il sistema, però, presenta difficoltà e possibili tentativi di distorsione».
Quindi, attenzione a cosa?
«Ai comportamenti opportunistici degli operatori che possono giocare su aumenti artificiosi di un indice che non corrisponde a una reale efficienza dei servizi. Sta anche alla capacità delle parti sociali controllare, individuare le distorsioni e correggerle. Ma la distorsione peggiore sarebbe il finanziamento distribuito senza criteri di controllo sull’efficienza. Quindi, rispetto a ciò, qualsiasi altra cosa diversa sarà comunque meglio. Da decenni i servizi per l’impiego non mettono in comunicazione più del 2-3% della domanda con l’offerta di lavoro. Non bisogna avere paura e fermarsi solo perché magari il 10% dei finanziamenti viene distribuito in modo iniquo. Se anche fosse, avremo sempre sbagliato marginalmente».