Fini ai giudici: "Accertino le parole dei pentiti"

Fini all'opposizione: &quot;Non subordini la riforma della giustizia al ddl della maggioranza&quot;. Poi assicura: &quot;Con Berlusconi non sono in rotta&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=403149">I pentiti accusano la polizia</a></strong>: &quot;Manovre contro il premier&quot;. E <strong><a href="/interni/berlusconi_mafioso_impensabile/01-12-2009/articolo-id=403152-page=0-comments=1">Bocchino: &quot;Berlusconi mafioso? Impensabile&quot;
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Roma - "Le dichiarazioni dei pentiti devono essere garantite dallo scrupolo e dall’onestà intellettuale della magistratura, che deve trovare i necessari confronti". Gianfranco Fini nel corso della registrazione di Porta a Porta interviene ancora sulle polemiche per la riforma della giustizia e sui processi di mafia. Il presidente della Camera ha detto di condividere la presa di posizione di Mantovano sul fatto che pentiti non possono dare le loro testimonianze errate: "La legge dà sei mesi di tempo, e mi sembra - ha sottolineato Fini - che vada bene così". Fini si è detto contrario poi a modificare il regime carcerario del carcere duro, come ha proposto Marcello Dell’Utri. ""Non c’ è da regolare il 416 bis", serve che i magistrati siano garanti "che non ci siano dichiarazioni dei pentiti, ma fatti".

Processo breve "Le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sono inappuntabili per mille ragioni", ha aggiunto, riferendosi al passo dell’esposizione del Capo dello Stato sulla pienezza dei poteri del governo fino a quando c’è una maggioranza che lo sostiene in Parlamento. il presidente della Camera ha confermato che il processo breve non è a suo avviso una riforma della giustizia: "Il provvedimento sarà oggetto di una ampia discussione parlamentare. in linea di principio non sono contrario, anche se tutti sappiamo che ne beneficerà anche Berlusconi. Ma bisogna verificare se esistano profili di incostituzionalità che vanno approfonditi in sede parlamentare come può essere la differenza di trattamento se si è censurati o incensurati". Fini ha inoltre rivolto un invito all’opposizione "a trovare un punto di equilibrio e di sintesi sui temi della giustizia".

Riforma e Pd "Comprendo la ragione per cui l’opposizione contesta il processo breve" ma "mi auguro "che non subordini la discussione sulle riforme al ddl che la maggioranza ha presentato al Senato, altrimenti la sintesi che cerchiamo da 15 anni sarà ulteriormente ritardata".

"Con Berlusconi non c'è rotta di collisione" "Con Silvio Berlusconi da parte mia non c’è nessun complotto in atto e nessuna rotta di collisione", ha detto Fini. Il presidente della Camera ha difeso il suo ruolo istituzionale e ha sottolineato che lui e Berlusconi hanno "due ruoli istituzionali diversi". "Il presidente della Camera deve essere inflessibile nella difesa delle prerogative del parlamento. Berlusconi ha più volte chiesto di velocizzare l’iter delle leggi, ma io debbo difendere le prerogative della Camera". Fini ha poi sottolineato che, al di là del suo ruolo istituzionale, le valutazioni politiche "non coincidono sempre al 100%" con quelle del premier, "ma questo è un elemento di ricchezza. Non c’è motivo per gridare al complotto come è stato fatto in più circostanze. Non esistono i finiani e con Silvio Berlusconi non voglio dar vita a nessuna resa dei conti all’interno del Pdl". "Vorrei che il Pdl fosse come la Dc della prima Repubblica, della quale rimpiango l’ampio dibattito. L’importante è che non sia un cartello elettorale".

Bozza Violante "Bisogna chiedersi se vogliamo delle riforme largamente condivise, e quindi non inserire il presidenzialismo, oppure procedere a maggioranza" con quel tipo di impostazione. Il presidente della Camera ha ricordato che ci potrebbe essere una base di intesa con le opposizioni che parta dalla bozza Violante, che prevedeva la riduzione dei parlamentari e la fine del bicameralismo perfetto. Fini difende il sistema bipolare e ritiene che non si possa tornare al passato: "tuttavia dico che bisogna modificare questo bipolarismo al Viagra sempre eccitato".

Voto agli immigrati "L’idea di far votare gli immigrati - ha spiegato - l’ho lanciata 6 anni fa. Nessuno ha intenzione di fare la suocera o il grillo parlante nel Pdl. Ma se io ritengo che su alcuni temi non ci sia il coraggio necessario, perchè dovrei tacere?".