Fini confessa in Tv: «Ho fumato uno spinello in Giamaica»

da Milano

E alla fine è arrivato anche l’outing di Gianfranco Fini: «Anch’io ho provato uno spinello. Sono stato rimbecillito per due giorni - ha raccontato il vicepremier a Fabio Fazio davanti alle telecamere di Chetempochefa su Raitre -: è successo in Giamaica insieme ad alcuni amici». Il vicepresidente del Consiglio ha rivelato il suo piccolo «peccato» mentre spiegava il provvedimento che inasprisce le sanzioni per gli spacciatori e prevede misure per il recupero dei tossicodipendenti.
Fini ha poi spiegato che il provvedimento che sta per essere approvato in via definitiva dalla Camera non prevede «la galera per chi fuma uno spinello ma solo una sanzione amministrativa». Chi invece sarà punito penalmente sarà lo spacciatore. «Ma a stabilire il confine tra lo spaccio e l’uso personale - ha chiarito Fini - non sarà il governo ma gli esperti del ministero della Salute che faranno delle tabelle dove stabiliranno qual è la soglia al di sopra della quale si tratta di spaccio». «Tutta la droga fa male - ha concluso Fini - e lo Stato non può lavarsene le mani ma ha il dovere di prevenire e recuperare i tossicodipendenti e reprimere duramente lo spaccio».
Il vicepremier si è anche detto ottimista sulla vittoria del centrodestra alle prossime elezioni politiche: «Sono convinto che la gara sia ancora aperta. Penso che la Casa delle libertà possa ancora recuperare il divario» che la separa dal centrosinistra. Se vincerà l’Unione - ha aggiunto il presidente di Alleanza nazionale - credo si ripeta esattamente la storia della vittoria di Prodi nel ’96: il governo cioè durerà poco perché c’è una fortissima contrapposizione programmatica con la sinistra radicale. Se invece vinceremo noi, siccome abbiamo già governato per 5 anni credo che si possa dare garanzia di governare per altri 5». Sulla possibilità che la maggioranza metta in campo la «quarta punta» Gianni Letta, il vicepremier non si scompone: «È una voce, non so se attendibile. Leggo i giornali anch’io. Quello che posso dire è che tutti coloro che hanno avuto modo di conoscere Letta hanno grande stima di lui, anche gli avversari. È una persona con grandi capacità».
Poi Fini ha dismesso i panni del leader politico per indossare quelli di ministro degli Esteri, difendendo la bontà dell’intervento militare in Irak: «L’Italia non ha fatto la guerra a Saddam. Come ha detto il presidente della Repubblica Ciampi, ha mandato in Irak soldati per un'operazione umanitaria».
Alla domanda di Fazio sul caso Calipari, il funzionario del Sismi ucciso durante la liberazione della giornalista italiana Giuliana Sgrena, Fini ha ribadito che «per la magistratura italiana è essenziale tenere aperta l'inchiesta» perché la signora Calipari ha tutto il diritto di sapere la verità».
Fini è anche intervenuto sulla recente vittoria di Hamas alle elezioni in Palestina dello scorso 25 gennaio. Secondo il ministro degli Esteri il risultato non aiuta il percorso di pace, «anche perché Hamas è un movimento integralista iscritto nelle liste delle organizzazioni terroristiche». Secondo Fini, che oggi sarà a Bruxelles, «l’Europa deve assumere una posizione unitaria sulle elezioni palestinesi».