Fini: "No alla norma sul trasferimento dei pm"

Il presidente della Camera: inammissibile
l’emendamento del governo sul trasferimento d’ufficio delle toghe nelle sedi disagiate. La bocciatura è
stata decretata sulla base del criterio di estraneità della materia

Roma - In apertura di seduta, riguardante l’approvazione del decreto legge sulla sicurezza, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha dichiarato "inammissibile" l’emendamento del governo sul trasferimento d’ufficio dei magistrati nelle sedi disagiate.

La bocciatura di Fini La bocciatura, ha spiegato Fini, è stata decretata sulla base del criterio di estraneità di materia della proposta rispetto al contenuto proprio del decreto. L’emendamento del governo stabiliva la copertura d’ufficio dei posti nelle sedi disagiate rimasti vacanti per difetto di aspiranti. Avrebbero potuto essere spostati i magistrati che avessero conseguito la prima valutazione di profesionalità da non più di quattro anni, quanti avessero svolto da oltre 10 anni le stesse funzioni o quanti non avessero presentato domanda di trasferimento alla scadenza del periodo massimo di permanenza in un ufficio. Prevista anche una deroga, per i trasferimenti, al divieto di passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti e viceversa all’interno di altri distretti della stessa regione.