Fiorello pizzica Berlusconi e scherza sulla crisi dei ricchi

"Montezemolo ha la social card: di platino. E Briatore? Non arriva alla seconda settimana: bianca". Duetto con Mentana

E vai così, caro Fiorello, se il tuo show inizierà sempre come ieri sera alla prova generale (la prima delle tre in programma), l’applauso arriverà garantito. Dunque, poco dopo le 21 al Teatro Tenda di piazzale Clodio, che in questi giorni è diventato l’ombelico del mondo tv, l’Uomo D’oro ha messo in scena il suo one man show (15 milioni di euro, mica noccioline) che da giovedì debutta su SkyUno diventando in poche parole l’inizio di una nuova fase della sua carriera.

Insomma, dopo aver dialogato dai megaschermi con il pubblico che stava entrando sotto il tendone, Fiorello è piombato in sala come una furia, si è messo a correre in mezzo al pubblico, ha scherzato con le solite incolpevoli vittime (chi vestito male, chi senza posto), poi ha ringraziato il «sindaco Alemagno», ha fatto cantare Luca Jurman da Amici, si è lamentato che il direttore di Raiuno Del Noce prima lo baciava sulla bocca e «adesso bacia la Balivo» e finalmente eccolo qui, il suo show: una carrellata sull’attualità, tutta a ruota libera o quasi, su di un palco essenziale con un’orchestra da una decina di elementi (il maestro Enrico Cremonesi sul proscenio dietro le tastiere) e la semplice scritta enorme F-I-O-R-E-L-L-O, che cambia colore come gli pare.

E quindi, dopo aver salutato Enrico Mentana in prima fila con uno strepitoso «ecco l’unico eliminato dal Grande Fratello senza mai essere stato in gara», Fiorello, che rimane subito in camicia, attacca con il primo monologo. Argomento: Berlusconi, ça va sans dire. Racconta, con misurato cerchiobottismo, del loro incontro a Palazzo Grazioli dopo che si era sparsa la notizia del passaggio a Sky. Fiorello improvvisa, scherza, esuberante come non mai perché questa è la sua dimensione: una sorta di villaggio turistico allargato, dove lui è il mattatore, dove non c’è neanche una punta di cattiveria ma solo una percentuale di ironia di quelle che non fanno male e tutt’al più pizzicano un po’. Messo così, Fiorello è imbattibile e il Fiorello Show è una sorta di VivaRadiodue con più margini di manovra. Dunque, Berlusconi. «A Palazzo Grazioli tutto è più piccolo, i mobili, i tavoli – ha detto più o meno –, dietro a un divano è passato Brunetta ma non l’ho visto, ma non farò più battute su quanto sia nano». Per farla breve, traghettandosi ben oltre la banalità, Fiorello ha scherzato su Apicella, ha fatto battute sul ponte di Messina («Berlusconi mi ha detto: sei contento? Ti ho fatto il ponte sullo Stretto così la mamma non fa fatica a venirti a trovare»), sulla spazzatura a Napoli, sul passante di Mestre, sul debito pubblico («Te l’ho abbassato mandando Baldini in Brasile alla Fattoria»), su Rupert Murdoch, e alla fine ha riportato la fatidica domanda: «Perché c... vai a Sky? Se rimani in Rai ti regalo un bell’appartamentino a Cologno Monzese con vista sul laghetto».

Dopo il graffio arriva la battuta accomodante e furbetta: «Comunque salutiamo il nostro presidente che in questi giorni sta facendo il nuovo partito». Fiorello è nel suo brodo, e ci sta come un pascià. E la camicia gli esce lentamente dai pantaloni, il ciuffo è sempre più furbetto sulla fronte quando inizia un monologo sulla crisi economica che è incontenibile. «Padoa-Schioppa, Prodi, Tremonti, tutti hanno detto “Ve lo avevo detto”. Ma che portino sfiga questi politici?». «La social card? Pensate che ne avrà una anche Montezemolo: di platino». «Ormai c’è crisi ovunque, la gente non arriva alla terza settimana, pensate che persino Briatore non arriva alla seconda settimana: bianca». Ma uno dei momenti più vivaci anche se un tantino prevedibile è il duetto con Enrico Mentana, con un Fiorello che imita giocosamente David Letterman.

Introdotto da una sorta di «wikipedia mentana», viene poi congedato con una battuta che più o meno fa così: «Mentana è stato allontanato da Mediaset perché aveva scoperto la formula chimica segreta dei capelli di Berlusconi». E Mentana, in contropiede: «Avrei voluto andare a Porta a porta... Il tg che non guarderei mai? Il Tg4». Guarda caso, il clima è tutto anti-Mediaset, rafforzato anche dal monologo finale su Mike (poteva mancare?), ultimo profugo di Cologno. Applausi, tutti contenti. O quasi