Fisco, Confcommercio: ridurre subito pressione E il premier presenta la sua rivoluzione liberale

Il presidente di Confcommercio Sangalli: &quot;Il motore della ripresa gira ancora piano. La riforma strutturale che più serve è quella fiscale&quot;. Intanto Berlusconi presenta la rivoluzione liberale anti crisi: <strong><a href="/interni/il_premier_ecco_rivoluzione_liberale_anti_crisi/ripresa-manovra-crisi_economica-rivoluzione_liberale-berlusconi/16-06-2010/articolo-id=453618-page=0-comments=1">&quot;Prima con una legge ordinaria, poi cambieremo la Costituzione&quot;
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Roma - La Confcommercio stima per il 2010 una crescita del prodotto interno lordo dello 0,7% nel 2010 e dell’1% nel 2011. Lo ha detto il presidente Carlo Sangalli nella relazione all’assemblea aggiungendo che "nel suo complesso il motore dell’Italia gira ancora troppo piano e il riassorbimento della disoccupazione appare particolarmente critico". Ricordando che nel primo trimestre del 2010 la crescita è risultata pari allo 0,5%, Sangalli ha commentato: "Prove tecniche di ripartenza".

"Serve subito riforma fiscale" La riforma fiscale è la riforma strutturale fondamentale. Per ridare slancio alla crescita occorre tagliare le tasse che gravano sulle imprese e sul lavoro con un cuneo fiscale e contributivo del 46,5%. Secondo Sangalli "occorre tenere sotto controllo la spesa pubblica che va ristrutturata e riqualificata, ed anche ridotta". Una necessità per realizzare - dice Sangalli - "quella che noi continuiamo a ritenere la riforma strutturale fondamentale. Una riforma fiscale, cioè, che, incrociandosi con la costruzione del federalismo fiscale, consenta di ridurre le tasse: le tasse che gravano sulle imprese; le tasse che gravano, con un cuneo fiscale e contributivo del 46,5%, sul lavoro".

Blocco stipendi statali Quanto poi al blocco delle retribuzioni degli statali, Sangalli sottolinea che si è trattato di una "scelta dolorosa, ma inevitabile. Perché, va ricordato, nel solo quadriennio 2005-2008, le retribuzioni dei dipendenti pubblici sono cresciute del 15%. Quasi il 50% in più rispetto a quelle del settore privato".

Evasione, impegno comune L'evasione e l'elusione sono patologie che tagliano trasversalmente tutta l'economia e la società italiana". Ha detto ancora Sangalli, aggiungendo che "all'avanzamento di questo impegno non può che giovare il più compiuto rispetto dei principi dello Statuto del contribuente" come "il diritto alla tassazione del reddito effettivo e non semplicemente stimato". Assicurato il rispetto dei principi dello Statuto del contribuente, "redditometro e studi di settore - dice Sangalli - si confermano entrambi come strumenti preziosi per l'accertamento delle posizioni dei contribuenti". "Parimenti - aggiunge Sangalli - un equilibrato ricorso alla tracciabilità dei pagamenti può significativamente concorrere al contrasto di quell'economia sommersa che, particolarmente in una fase difficile congiuntura, altera il confronto concorrenziale con il mercato, zavorra il circuito legale dell'economia, contrasta ricorsi di stabile sviluppo".

Pmi, niente riserve indiane "Per le piccole imprese non vogliamo 'riserve indiane' al cui interno lentamente si deperisce e muore". "Vogliamo invece che crescano - aggiunge Sangalli - crescita anche attraverso le aggregazioni di gruppo, di distretto, di filiera e di rete". "Noi di Confcommercio, noi di Rete Imprese Italia - prosegue Sangalli - guardiamo dunque con particolare interesse alla disposizione della manovra in materia di reti di imprese". "E' bene intanto - conclude Sangalli - che, come avevamo richiesto, si proceda alla proroga dell'avviso comune in materia di moratoria dei debiti delle imprese nei confronti delle banche".