Il «Flauto magico» di Mozart parla olandese

Dopo gli italiani, tocca all’Amsterdams Marionettentheater portare in scena le creazioni del geniale musicista austriaco

Sergio Rame

Chiuso con grande successo l’inizio tutto italiano del «Festival Mozart delle Marionette» - in scena finora I figli d’arte Cuticchio e la Compagnia marionettistica Carlo Colla e Figli - a partire da questa sera, il Piccolo Teatro aprirà al pubblico milanese la pagina internazionale. Il primo dei quattro gruppi in cartellone è l’Amsterdams Marionettentheater che porterà in scena, fino a giovedì, Il flauto magico.
Mozart mise in scena Die Zauberflöte il 30 settembre 1791, in un piccolo teatro della periferia di Vienna che non aveva nulla a che fare con i grandi teatri d’opera di oggi. È molto interessante come sia Mozart sia il librettista Schikaneder fossero affascinati dalla cosiddetta «opera magica», una forma di teatro musicale sviluppato da Anton Stranitzky che fece storia con la sua invenzione e con la rappresentazione in palcoscenico della figura comica di Hanswurst, personaggio al quale si ispira Papageno.
Il teatro delle marionette rappresenta una delle più importanti tradizioni teatrali d’Europa da diversi secoli. Nel corso di tutto il Settecento, infatti, alcuni fra i più grandi scrittori e compositori hanno scritto per il teatro delle marionette. In epoca barocca, poi, le marionette furono le interpreti ideali di «operine» in musica. Nell’Ottocento, infine, i più importanti melodrammi - dopo il debutto sui palcoscenici lirici - in poco tempo arrivavano sulle scene del teatro delle marionette, un mezzo e un linguaggio che rendevano questi spettacoli accessibili al pubblico di tutti i ceti sociali.
L’Amsterdams Marionettentheater fu fondato nel 1985 da Hendrik Bonneur. La sua esperienza precedente lo aveva visto prima psicologo e poi assistente del regista e scenografo Filippo Sanjust. È con quest’ultimo, infatti, che si avvicina al teatro e inizia a lavorare all’Opera Statale di Vienna e allo Spoleto Festival. Nel 1979 Hendrik Bonneur comincia l’attività con una piccola compagnia di opera lirica, la Lyrische Komödie portando, in giro per tutta la Germania, diverse messe in scena di opere liriche di Mozart, Haydn, Britten e Offenbach.
Durante questo periodo scopre la sua preferenza per il repertorio di musica naïf e decide di dedicarsi al suo amore infantile: il teatro delle marionette. Da bambino è stato spettatore delle Marionette di Salisburgo e ha imparato il mestiere dal professor Aicher e dalla sua famiglia. Anni dopo, nel 1985, quando incomincia con il suo teatro di marionette, riesce a combinare insieme la tradizione e la tecnica del teatro classico di marionette europeo con i suoi personali punti di vista sulla drammaturgia e sulla scenografia. Altre fonti d’ispirazione per Bonneur sono state le ombre cinesi e il teatro meccanico di fine Ottocento.
La compagnia di Bonneur è formata da marionettisti, scultori, costumisti, pittori e tecnici olandesi, tedeschi, italiani e ucraini. Il repertorio comprende in particolare le opere di Mozart e Offenbach che portano lo spettatore all’innocenza perduta dell’infanzia. Gli animali e gli oggetti che vi si muovono hanno sempre un ruolo importante.