Peraboni: "Con TuttoFood una Food Week a Milano"

L'ad di Fiera Milano: "Nel 2017 grande appuntamento internazionale nel polo fieristico ed eventi in città, capitale globale del cibo e della sana alimentazione". Tornano a crescere i consumi, chi compra privilegia prodotti premium ed etnici e sceglie in base a freschezza, prezzo, gusto e tracciabilità. In aumento gli acquisti on line. L'identikit del consumatore in due ricerche di Ipsos e Iri

TuttoFood, il salone internazionale dell’agroalimentare prende il mano l’eredità di Expo Milano 2015 che ha fatto dell’Italia l’hub globale del cibo e della cultura della sana alimentazione, con una doppia strategia per l’edizione che si terrà dall’8 all’11 maggio 2017: grande manifestazione fieristica di riferimento per tutta la filiera italiana - che l’anno scorso ha registrato un edizione record - ed eventi in città con un FuoriSalone che arricchirà di contenuti la World Food Exhibition organizzata da Fiera MIlano. "Dopo il trionfo del design al Salone del Mobile e della Design Week, la sfida è quella di costruire con Tuttofood 2017 una Food Week”, ha spiegato Corrado Peraboni, ad di Fiera Milano in occasione del convegno La filiera alimentare dopo Expo. Strategie d’Impresa ed esigenze del consumatore che si è tenuta a Palazzo delle Stelline.

"L’esempio della Design Week appena conclusa - ha aggiunto - insegna che la contaminazione internazionale arricchisce, non solo economicamente, i settori di punta del made in Italy. Il food non ha ancora la visibilità che merita: l’obiettivo di TuttoFood, una delle fiere di punta del nostro portafoglio, è condividere con il settore contenuti e conoscenze, fare una grande operazione di sistema a sostegno del food italiano perché è difficile per noi accettare cha la più grande fiera di cibo in Europa sia in Germania e non in Italia. La capacità ricettiva e dell'accoglienza di Milano è la più importante del Paese e noi di fiera dobbiamo aiutare settori di eccellenza come il cibo a fare lo stesso cammino in termini di esposizione e di grandi ribalte internazionali che hanno già compiuto il fashion, il design con il Salone del Mobile, le moto con Eicma, la casa con Homi, l'arte con MiArt. La sfida sarà questa”.

Sfida che è già partita e di cui il convegno alle Stelline è il primo passaggio, sul fronte dei contenuti, tracciando l’identikit del consumatore food & beverage italiano, in fatto di gusti, tendenze, motivazioni e modi d’acquisto. Quadro che emerge da due ricerche: La crescita dell’alimentare tra opportunità e rischi, a cura di IRI e presentata dal business insight director Marco Limonta e Il futuro vien mangiando. Tradizioni e rivoluzioni dalla spesa alla tavola, condotta da Ipsos Italia e illustrata dal ceo Jennifer Hubber. Che cosa è emerso in uno scenario che vede tornare a crescere i consumi dell’1,8% in volume e del 3% in valore per gli alimentari e le bevande? Innanzitutto che il consumatore è cambiato e privilegia in generale prodotti premium con sapori regionali ed etnici, li acquista in modo più razionale (i prodotti primo prezzo sono in calo) e con maggior attenzione al valore, alla salute, al biologico e alla sostenibilità.

E crescono gli acquisti on line perché internet è il nuovo “negozio gourmet”: per il 17% degli italiani è ormai consuetudine comprare food on-line almeno una volta a settimana, percentuale che aumenta se a rispondere sono giovani fino a 29 anni, laureati o lavoratori. Si sceglie il web perché è comodo e veloce (31%), permette di acquistare prodotti difficili da reperire (29%) e fa risparmiare (27%).

In generale, i principali fattori di acquisto rimangono la freschezza e il prezzo ( 71% ) seguiti dal gusto (53%), dalla tracciabilità delle materie prime (37%) e dalle preoccupazioni dietistiche (18%) mentre continua l’onda lunga del biologico (14%) e si affaccia alla ribalta la sostenibilità (12%). Fra i trend salutistici spicca ancora il free-from, sospinto non solo dalle intolleranze (sono il 32% le famiglie con almeno un componente interessato), ma anche dai sempre più numerosi vegetariani e vegani (presenti nel 19% delle famiglie): nel 2015 le crescite in valore sono state del 31% per i lavorati senza glutine e del 15% per i prodotti senza lattosio. IRI in particolare segnala la crescita dei cibi funzionali, spinta dalla ricerca del benessere, che nel 2015 è stata doppia della media di settore con un +4,7%. I cibi free-from sono saliti del 5,6% e valgono 1.847 milioni di euro.

Tra i comparti tradizionali spiccano le bevande (+9,9%, e il fresco (+2%). In tema di evoluzione dei gusti, nell’ultimo decennio c’è stato exploit dell’etnico, dei piatti pronti e dei prodotti luxury. Una crescita che interessa non solo la spesa al supermercato, ma anche il fuori casa, dove l’Italia è il terzo mercato d’Europa con un giro d’affari di 2.795 milioni di euro, e crescerà ancora: quest’anno salgono al 33% gli italiani che dichiarano di consumare un pasto fuori casa almeno una volta la settimana.

“Interessante da sottolineare la differenziazione del carrello della spesa – ha detto Marco Limonta – che ha portato a una crescita in valore superiore a quella in volumi. Un altro terzo della crescita viene dalla maggiore efficienza della filiera e solo 0,2 punti dall’aumento del Pil”. “A livello di tendenze – ha aggiunto Jennifer Hubber – la cucina domestica esce di casa con applicazioni per il delivery at home e in poco tempo mentre l’online è sempre più mobile e vicino allo scaffale. Per studiare queste evoluzioni abbiamo messo a punto uno Shopper Lab, un supermercato-test dove studiamo le attitudini di acquisto con le neuroscienze e le tecniche di eye-tracking”.

Spunti evidenziati anche da altri interventi nella tavola rotonda che ha seguito la presentazione delle ricerche. Lo chef stellato Davide Oldani. “Occorre etica per fare squadra e incrementare la qualità piuttosto che la quantità, rispettando le stagionalità e i metodi naturali della tradizione”. E, sul fronte della grande distribuzione moderna Marco Pedroni, presidente di Coop Italia: “È importante la trasparenza per far percepire il valore ai consumatori, ad esempio con le informazioni puntuali e chiare fornite nelle etichette dei prodotti”. “Tipicità e regionalità valgono 450 milioni di export – ha spiegato Lorenzo Beretta, direttore commerciale di Salumificio Beretta – . L’informazione specie online è certo importante ma per i prodotti freschi richiede di appoggiarsi a una logistica veloce ed efficiente”. Mentre Alberto Balocco, presidente e ad di Balocco ha sottolineato: “Noi italiani siamo soprattutto trasformatori su ricetta. Adottare ingredienti di filiera corta e di maggiore qualità, come il latte fresco italiano, significa anche rendere più efficienti i processi produttivi”.

“Etica e sensibilità hanno tanto da dire – ha rilanciato Alberto Frausin, ad di Carlsberg Italia ­– ma bisogna comunicarlo. Sono temi non facili ed Expo è stata l’occasione per mettere a punto processi di comunicazione innovativi e basati sui risultati tangibili”. Ha concordato Sergio Veroli, vicepresidente di Federconsumatori: “È importante non lasciare la comunicazione online agli algoritmi. Noi ci impegniamo a fare controinformazione valorizzando il potenziale di trasparenza della concorrenza insieme con le informazioni scientifiche”

“Molte nuove mode – ha concluso il professor Gian Vincenzo Zuccotti, direttore della Clinica pediatrica e Dipartimento pediatrico Ospedale dei bambini di Milano, Università Statale – nascono da ingiustificati timori di patologie piuttosto che da vere intolleranze. Bisogna rimettere al centro gli aspetti scientifici di una sana nutrizione e trovare a livello di industria una chiave per farli passare al consumatore”. Ed è anche in questa linea che si pone l’impegno alla condivisone di conoscenze di TuttoFood: in partnership con Akesios, la manifestazione lancia infatti Spazio Nutrizione, approfondimento culturale e scientifico sui temi caldi del food & beverage. Primo appuntamento al Centro Congressi Mi.Co. di Milano dal 5 al 7 maggio prossimi.
Per informazioni: www.tuttofood.it e sui principali social (#TUTTOFOOD, @TuttoFoodExpo).