Formigoni tira dritto: il blocco del 25 si farà

Il 25 febbraio si avvicina e la Regione conferma il blocco delle auto, che secondo le previsioni del Pirellone cancellerà dalla Pianura Padana dieci tonnellate di Pm10. «Domenica 25 rimarrà giornata senza macchine nonostante l’opposizione del governo» assicura Roberto Formigoni, che dopo l’incontro tecnico di ieri a Roma è più ottimista sull’intenzione di palazzo Chigi di tornare sui propri passi. «Abbiamo chiesto che sia riconosciuto il potere della Regione di fare blocchi quando è necessario. Abbiamo portato a sostegno dati, ricerche e il parere degli esperti. Ieri il governo si è seduto al tavolo con un atteggiamento più consapevole» spiega il governatore, confermando che in ogni caso il ricorso del Consiglio dei ministri contro la legge sull’aria della Lombardia non fermerà l’iniziativa del blocco della Pianura Padana. La decisione è stata concordata e sottoscritta mercoledì scorso a Roma dai presidenti delle Regioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Val d’Aosta e dalle Province autonome di Trento e Bolzano. L’accordo prevede entro il 2010 la messa al bando di tutti i veicoli più inquinanti e l'obbligo del filtro anti-particolato, cioè contro le polveri sottili. Inoltre, le Regioni firmatarie sostituiranno il vecchio parco dei mezzi pubblici con nuovi veicoli ecologici.
Il Pirellone non innesterà la retromarcia anche se il governo ha contestato davanti alla Consulta il diritto della Regione di decidere i blocchi, sostenendo che le autorità competenti sarebbero Comuni e prefetture. «Le obiezioni alla nostra legge sono state sollevate sulla base di una lettura datata del Codice della strada. Si tratta di norme superate dalla nuova percezione del pericolo rappresentato dalle polveri sottili» osserva Formigoni. Ha spiegato in una lettera al governo che «si tratta di una legge molto ampia che ricorre al blocco come misura estrema, quando non ci sono altri strumenti». E ricorda quel che sostengono tutti gli studi sull’argomento: «Non possono essere né i prefetti né i sindaci a decidere i blocchi perché, come spiegano gli esperti, l’inquinamento si può combattere solo agendo su aree vaste».
In un’intervista a Gente il governatore invita a evitare gli allarmismi: «L'inquinamento è un'emergenza, però non bisogna lasciarsi angosciare. E, ai genitori preoccupati, io dico: l'aria che respirano i nostri bambini è molto migliore di quella che respiravamo noi trent'anni fa». Torna su un suo leit motiv, l’importanza del comportamento dei singoli, perché l’ambiente può essere difeso solo se ciascuno nella sua casa e nella sua vita si impegna a fare la propria parte: «Si vive benissimo a 20, 21 gradi, non c'è bisogno di tenere il riscaldamento più alto. Nel mio ufficio, il termometro è sempre sotto controllo».